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Oggi sono in vena di inutili sproloqui.
Spulciando nel PC di mio padre, cercando invano di sistemare l’ormai decomposto Window Vista che dovrebbe essere, mi dicono, l’ultimo eccellente sistema operativo targato Microsoft mi sono imbattuto in un videogioco alquanto interessante: Prato fiorito.

Non conoscendolo minimanente, mi sono subito precipitato a leggere le manpag… ehm la guida del software che riporta testualmente:

Prato fiorito è un gioco apparentemente semplice di memoria e ragionamento. Lo scopo del gioco consiste nello scoprire le caselle vuote ed evitare quelle che nascondono fiori. Se si fa clic su un fiore, la partita è finita. Scoprire tutte le caselle vuote nel più breve tempo possibile per ottenere il punteggio più alto.

Lo scopo insomma sembrerebbe quello di scansare i fiori, ma per quale cavolo di motivo? E che saranno mai sti benedetti fiori… piante carnivore divoratrici di mouse?

Ora che ci ripenso ricordo che ai miei tempi quando ero ancora un ragazzetto esisteva un sistema operativo il cui nome era Windows 95. Il pezzo da novanta (cinque) di questo OS era un fantastico software di nome CAMPO MINATO. Una pietra miliare che, insieme a SOLITARIO, tutt’ora stimola la fantasia e la creatività di migliaia di programmatori ma anche di persone comuni. Un software che è stato capace di riscrivere la storia dell’informatica e della società moderna e che tutti noi nati negli anni 80 porteremo sempre nel cuore e nello spirito.

Campo minato

Perché hanno deciso di abbandonarlo a se stesso come un cucciolo in autostrada?
Comincio ad avere il serio dubbio che a Redmond si siano bevuti tutti il cervello (in effetti osservando Steve Ballmer non sembra improbabile).
Avevano a disposizione la killer-app definitiva, il software incopiabile perfetto e immortale. Da li a qualche anno avrebbero avuto il dominio inconstrastato nel campo dell’informatica senza possibilità di replica e invece hanno deciso di fare un passo indietro, aprendo la strada a Linux che grazie alla sua potente comunità ha sviluppato un software in grado di competere quasi ad armi pari con Campo Minato, il suo nome è Kmines.

Insomma, se proprio vogliamo trovare il vero motivo del crescente successo di sistemi “alternativi” come OSX o Ubuntu, questo è da ricercarsi sicuramente nel clamoroso errore di Microsoft di cancellare Campo Minato facendo spazio a Prato fiorito. Senza esagerare posso dire che è stato il più grosso errore nella storia dell’umanità dopo il morso che Eva dette alla mela offertale dal serpente nel giardino dell’ Eden.

In effetti, se ci pensate bene, chi ve lo fa fare di sborsare un sacco di soldi per avere un misero Prato Fiorito quando potete avere gratis una copia ormai prossima alla perfezione di Campo Minato? NESSUNO! SARESTE PAZZI!

E’ per questo motivo che sono profondamente convinto che Microsoft potrà invertire la tendenza in calo degli ultimi anni solo se ripenserà seriamente alla sua scelta di abbandonare Campo Minato in favore di Prato Fiorito. Altrimenti il futuro è nelle mani del pinguino!

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Tempo fa vi avevo gia parlato dell’imminente nuova versione di Virtualbox (o per meglio dire Sun xVM da quando la Innotech è stata acquistata da Sum Microsystem.) e della sua interfaccia in QT4 perfettamente integrabile con KDE 4.
Bene sappiate che da oggi è disponibile la prima major release dal cambio dei vertici. Si tratta della 2.0 che come potrete vedere dal corposo changelog, oltre all’interfaccia in QT4 propone molte interessanti features.
Nell’attesa, e nella speranza che la 2.0 venga inclusa nei repository di Intrepid, se volete potete sempre procurarvi sorgenti e binari dal sito del progetto
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La mia fidanzata… di cui abbiamo una diapositiva…

(eheheh non guardate troppo che poi diventate ciechi!)

… non sa usare Linux, si vuole comprare un Mac sul quale metterà Windows …

che dite la devo lasciare? :)

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Per puro caso ho scoperto che in Firefox la combinazione CTRL+Click apre automaticamente un URL in una nuova tab.

Forse ero l’unico a non saperlo non lo sò… ma adesso non posso farne più a meno.

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In queste ore ho installato su un paio di computer il Service Pack 1 per Windows Vista che come forse saprete è uscito nella sua versione italiana da un paio di giorni circa.

Installandolo mi sono reso conto di uno dei tanti motivi che a suo tempo mi convinsero a passare a Linux…lentezza, macchinosità, pesantezza.
Installare il SP1 per Vista è un’operazione che richiede una certa pazienza poiché dura circa 80 minuti e tre riavvii su una CPU Core2 duo da 2,4 GHZ e 4 GB di ram.
Se fosse un animale (alla stregua dei nomi in codice di Ubuntu) sarebbe sicuramente chiamato che so… Sleepy Sloth (Bradipo assonnato)

Quasi 600MB per migliorare le prestazioni in 3d di qualche millesimo di frame al secondo coi videogiochi e il transfer rate verso le chiavette usb di qualche centesimo di secondo.

No comment

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Questa è una cosa che penso che sia capitata a qualunque smanettone che cerca di installare un sistema dual-boot con Winzozz installandolo per ultimo.

In effetti Windows – strano ma vero – non riconosce la presenza di altri sistemi operativi e se installato dopo una qualsiasi distribuzione GNU/Linux se ne frega altamente della sua presenza e sovrascrive di netto l’MBR (Master Boot Record), ovvero quella piccola sezione del vostro disco rigido che, in parole povere, indica al vostro PC come caricare il sistema operativo.

Ovviare a questo è semplice! Basta installare GNU/Linux per ultimo!
Tuttavia non tutti ne sono al corrente. Specialmente chi è alle prime armi si potrebbe trovare in una situazione poco piacevole pensando che la sua installazione sia stata sovrascritta da Windows.
In realtà non è così, è ancora tutto al proprio posto, dobbiamo solo ripristinare il bootloader.

Prerequisiti

Dovete procurarvi un Live-CD di una qualunque distribuzione. Se avete installato GNU/Linux è molto probabile che lo abbiate fatto da Live-CD.
Se così non fosse potete recuperarne uno a vostro piacimento. Io vi consiglio naturalmente Ubuntu

Via!

Avviate la vostra distribuzione Live normalmente e attendete il caricamento completo del sistema operativo.
Una volta avviato aprite un terminale. Per prima cosa dovete ottenere i privilegi di root e farvi una idea ben chiara di come sono sistemate le partizioni del vostro hard disk:

sudo -s
fdisk -l

vi verranno cosi mostrate tutte le partizioni presenti sul vostro hard-disk e i loro corrispondenti devices (/dev/sda1 2 3 etc…)

Disco /dev/sda: 250.0 GB, 250059350016 byte
255 heads, 63 sectors/track, 30401 cylinders
Units = cilindri of 16065 * 512 = 8225280 bytes
Disk identifier: 0×40000000

Dispositivo Boot Start End Blocks Id System
/dev/sda1 1 1320 10602868+ 83 Linux
/dev/sda2 * 1322 7819 52195185 7 HPFS/NTFS
/dev/sda3 30076 30401 2618595 5 Esteso
/dev/sda4 7820 30075 178771320 83 Linux
/dev/sda5 30076 30401 2618563+ 82 Linux swap / Solaris

Nel mio caso la riga evidenziata corrisponde alla partizione di root che sarà quella che dovremo usare per ripristinare il nostro bootloader. Per comodità assumo che la partizione /dev/sda1 sia nel filesystem ext3 e che valga come root anche per voi.

Adesso dobbiamo montare questa partizione da qualche parte per cui eseguiamo i comandi:

mkdir -p /mnt
mount -t ext3 /dev/sda1 /mnt

E’ necessario montare anche il filesystem /dev e proc, i comandi sono simili:

mkdir -p /mnt/dev && mount --bind /dev/ /mnt/dev
mkdir -p /mnt/dev && mount -t proc proc /mnt/proc

Ora dobbiamo diventare in qualche modo amministratori del sistema operativo del quale dobbiamo ripristinare il bootloader:

chroot /mnt su -

In questo momento il sistema che dovete ripristinare è completamente operativo come se vi aveste fatto login. Non vi resta che eseguire i comandi per ripristinare il bootloader direttamente dalla shell.

Per quanto riguarda Lilo, il tutto è veramente banale. E’ sufficiente lanciare il comando “lilo” e verificare con “lilo -q” che tutto sia andato a buon fine.
Per quanto riguarda Grub invece serve un po’ più di attenzione: dovete tenere ben presente il disco e la partizione su cui è stato installato Linux, nel mio caso è /dev/sda1 il che corrisponde a (hd0,0).
Nel caso la vostra partizione fosse la terza sul seconddo disco sarebbe (hd1,2) e cosi via.
Adesso eseguite il comando “grub” , entrerete in una nuova shell, quella di grub, quindi eseguite sempre tenendo conto dei dati che avete ricavato su n° del disco e della partizione

root (hd0,0)
setup (hd0)
quit

Bene adesso dovrebbe essere tutto perfetto e potrete riavviare il vostro sistema Linux direttamente all’avvio tramite Grub

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Chi di voi non ha mai dovuto aspettare ore ed ore per il proprio turno alle poste o non è mai incappato in inconvenienti alquanto fastidiosi?
A me personalmente ne sono capitate di cotte e di crude, a volte divertenti, a volte estenuanti, a volte irritanti ma quella di stamani è stata qualcosa di veramente coreografico!

Ore 10
Mi reco nell’ufficio postale “tecnologicamente avanzato” di Porrena per spedire un pacco, fare una ricarica controllare un paio di favate sul mio conto…

Ore 10:05
La signora Pina (colei la quale gestisce l’ufficio postale) mi saluta e mi porge un paio di moduli da compilare per poter spedire il pacco e fare la ricarica – bene, così nel frattempo mi posso avvantaggiare dico io!

Ore 10:10
I moduli sono compilati ma stranamente la fila davanti a me è totalmente immobile. Tutti si girano i pollici, borbottano e si guardano nelle palle degli occhi come se stessero aspettando un autobus che non passa mai. Mi avvicino e chiedo… c’è qualche problema?

La signora risponde molto gentilmente: “[bestemmia a piacere]! m’è apparso un errore sur compiutere… diceva quarcosa tipo RUTTING ERROR…boooh!”
Intanto non posso fare a meno di notare che il moderno sistema operativo ospite della macchina era Windows 98 per cui mi allontano subito come un vampiro dall’aglio!

Ore 10:15
Osservo però incuriosito la simpatica donnina esercitare ritmicamente una pressione di migliaia di tonnellate sui tasti della tastiera in modo alquanto randomico e frenetico con i suoi ditini fini fini e pelosi come quelli di un gorilla, quando ad un certo punto (immaginate una scena di matrix a piacere) il tempo è rallentato, i battiti del cuore sono ben distinguibili al mio orecchio – tumtum…tumtum…tumtum – e i miei occhi vedono cose che prima non riuscivano a vedere.
Sta per accadere qualcosa di irreparabile ne sono certo; il mio sguardo si dirige sulla tastiera e sgrano gli occhi; tento di gettarmi e di urlare NOOOOOO ma ormai è troppo tardi, la combinazione segreta per l’autodistruzione (CTRL+ALT+CANC) è stata premuta!

Ore 11:00
Dopo oltre 30 minuti la simpatica oranga…ehm signora è ancora alle prese con l’orrenda bestia Redmondiana e a quanto pare il casino che ha combinato è di proporzioni mastodontiche tanto che è costretta a chiamare assistenza tecnica, sede postale di Firenze, la squadra di fonici di maria de filippi, la guardia medica, il corpo forestale dello stato e come ciliegina sulla torta le frecce tricolore!

Ore 11:30
Dopo uno strano siparietto tra la Pina e una ragazza pugliese dal cui dialetto non si riusciva ad estrapolare una sola sillaba di italiano ma dalla cui espressione si evinceva chiaramente che era alquanto incazzata me ne vado pensando: ma come si fa ad utilizzare ancora Windows 98 in una postazione importante come può essere quella di un ufficio postale?

Oltretutto Windows 98 non è più supportato neanche dalla stessa Microsoft! Non dico di mettere Vista perché poi alla fine sarebbe anche peggio :P ma almeno un XP tarocco lo potrebbero mettere lol

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Avete presente il selettore di finestre di Windows $Vista che le posiziona in prospettiva inclinata una dietro l’altra?
Bene se vi piacesse (a me fa altamente cagher) sappiate che da oggi è stato inserito qualcosa de genere tra i plugin di Kwin 4.

L’ho provato personalmente ma come temevo non mi è piaciuto per niente, speriamo che lo migliorino un po’ soprattutto per quanto riguarda le prestazioni…mooolto scattose anche con la mia Geforge 7600 mobile.

Flipswitch

C’è anche un piccolo video su youtube che ci mostra il tutto. Forse un po’ al rallentatore, in realtà gli effetti di transizione sono più veloci di come appaiono

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Phonon, il backend audio predefinito per Kde4 guadagna il supporto di 3 nuovi motori audio!

Fino ad oggi esisteva o era comunque pienamente funzionante solamente il backend Xine (il migliore a mio modo di vedere).
Adesso non è più cosi!

Grazie alla collaborazione (sempre più proficua) di Trolltech, azienda creatrice del toolkit grafico Qt, sono stati implementati in Kdebase 3 nuovi backend: Gstreamer, DirectShow (Winzozz) e Quicktime (Os X).
E non è tutto, Trolltech stessa si occuperà del mantenimento di questi backend, tutti rilasciati con licenza GPL e dell’evoluzione degli stessi. Infatti l’azienda ha deciso di adottare Phonon per il proprio pacchetto professionale commerciale basato sulle future Qt 4.4

Un perfetto esempio di come possano collaborare fruttuosamente una comunità come quella di KDE e una grande azienda!

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Mercury è un client MSN sviluppato in Java. E’ quindi multi piattaforma, gira su Linux, OsX e Windows allo stesso modo e sicuramente è quello che supporta in modo migliore il protocollo chiuso di Micro$oft insieme ad aMsn.

Come si può leggere nella sua Homepage, Mercury, giunto alla versione 1.9 supporta quasi tutte le features di Windows Live Messenger, tra le quali.

  • Multiaccount
  • Trasferimento dei files veloce
  • Supporta la visione e l’invio di video da Webcam
  • Messaggi non in linea
  • Notifica degli eventi
  • Conversazioni su Tab
  • Personalizzazione della lista contatti e della finestra di chat
  • Emoticons ed Animoticons
  • Salvataggio dei log delle conversazioni degli eventi e delle sessioni Webcam
  • Colori per nicks in stile MSN Plus

Sono inoltre in sviluppo l’integrazione di Yahoo messenger delle videoconferenze audio/video e del supporto ai Proxy che probabilmente verranno implementate nella prossima versione.

Mercury

Esistono diversi repository e pacchetti in giro per la rete, su Getdeb si può trovare la versione 1.9 mentre sui repository di Treviño si può trovare una versione di sviluppo della 1.9.
Esiste poi un altro repository, quello ufficiale presente anche sul sito del progetto. Vi consiglio questa versione anche se ho riscontrato qualche anomalia durante l’installazione.

Per aggiungerlo eseguite questi semplici comandi da terminale:

~$ sudo nano /etc/apt/sources.list

ed inserire in fondo al file il seguende repository:

deb http://jgoguen.ca/repo mercury release pre-release

Infine importate la chiave GPG e installate mercury col comando:

~$ wget -q http://jgoguen.ca/repo/jgoguen.gpg -O- | sudo apt-key add - && sudo apt-get update && sudo apt-get install mercury-messenger.

E’ solo a questo punto che si presentano un paio di problemini un po’ fastidiosi ma fortunatamente di facile risoluzione.
Il primo impedisce l’avvio di mercury a causa di un bug che sembra noto e che affligge Java 6 Sun e che presenta un output simile a questo:

xcb_xlib.c:50: xcb_xlib_unlock: Assertion `c->xlib.lock’ failed.

Il workaround per Ubuntu Gutsy con Java 6 update 3 si ottiene dando il seguente comando:

~$ sudo sed -i 's/XINERAMA/FAKEEXTN/g' /usr/lib/jvm/java-6-sun-1.6.0.03/jre/lib/i386/xawt/libmawt.so

Adesso mercury dovrebbe avviarsi normalmente.
Se la vostra webcam non dovesse funzionare, per rimediare basta semplicemente copiare un file nella directory delle librerie della vostra installazione di Java. In Ubuntu Gutsy con Java 6 update 3 il comando è il seguente:

~$ sudo cp /usr/share/mercury/jni/jmf/libjmutil.so /usr/lib/jvm/java-6-sun-1.6.0.03/jre/lib/i386/libjmutil.so.

Adesso dovreste poter usare la webcam in modo perfetto :)

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