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Beh, è stato più semplice del previsto il lettore di impronte digitali è adesso quasi perfettamente funzionante. Il lettore dell’ XPS M1530 è basato su chipset STMicroelectronics come possiamo notare dall’output di lsusb

ID 0483:2016 SGS Thomson Microelectronics Fingerprint Reader

Per cominciare se state usando Hardy potete recuperare i pacchetti direttamente dal repository della distribuzione; se invece avete Gutsy dovete recuperare i pacchetti ThinkFinger più aggiornati aggiungendo al vostro sources.list questi due repository:

deb http://ppa.launchpad.net/jldugger/ubuntu gutsy main restricted universe multiverse
deb-src http://ppa.launchpad.net/jldugger/ubuntu gutsy main restricted universe multiverse

Adesso eseguite la sincronizzazione del database dei pacchetti ed installate i pacchetti necessari:
sudo apt-get update && sudo apt-get install thinkfinger-tools libpam-thinkfinger

Ora dovete caricare il modulo uinput facendo in modo che questo venga caricato direttamente all’avvio.
sudo gedit /etc/modules
Inserite il modulo uinput, ottenendo qualcosa di simile a questo:

# /etc/modules: kernel modules to load at boot time.
#
# This file contains the names of kernel modules that should be loaded
# at boot time, one per line. Lines beginning with “#” are ignored.

loop
lp
sbp2
fuse
uinput

Adesso potete iniziare il riconoscimento delle vostre impronte digitali digitando da terminale i seguenti comandi:
sudo tf-tool --acquire
Vi chiederà di passare il vostro dito 3 volte sul lettore di impronte. Ad operazione completata eseguite il comando di verifica:
sudo tf-tool --verify

Se tutto è andato liscio vi sarà restituito qualcosa del genere

Result: Fingerprint does match.

Adesso modificate la configurazione di Pam:
sudo gedit /etc/pam.d/common-auth

Il risultato deve essere uguale a questo:

#
# /etc/pam.d/common-auth - authentication settings common to all services
#
# This file is included from other service-specific PAM config files,
# and should contain a list of the authentication modules that define
# the central authentication scheme for use on the system
# (e.g., /etc/shadow, LDAP, Kerberos, etc.). The default is to use the
# traditional Unix authentication mechanisms.
#
auth sufficient pam_thinkfinger.so
auth required pam_unix.so try_first_pass nullok_secure

Fate attenzione all’ordine delle righe, deve essere esattamente questo! Salvate e chiudete.

Per completare tutto dovrete aggiungere la vostra impronta al database delle impronte valide, e per farlo usate il comando
sudo tf-tool --add-user [username]
dove naturalmente al posto di [username] inserirete il vostro nome utente.

Bene lavoro ultimato! Adesso non vi resta che riavviare il computer ed entrare da GDM direttamente passando il dito sul lettore. Potrete usare la vostra impronta digitale come password per qualunque cosa richieda i privilegi di ROOT:)

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il lavoro su Gvfs (il software che permette a Gnome di interagire con i cosi detti filesystem virtuali) continua senza sosta, chi segue il suo sviluppo lo sa bene e forse se ne sono accorti anche quelli che seguono lo sviluppo di Ubuntu 8.04…

E’ notizia fresca fresca che è stato svolto un gran lavoro sul backend obexftp di gvfs che permette in sintesi di poter navigare all’interno di dispositivi bluetooth che supportano questo protocollo (per esempio i cellulari) direttamente tramite nautilus.

Lo sviluppatore che si è occupato del codice, inserito due giorni fa nel ramo di sviluppo di gvfs, ci mostra in una immagine come appare l’integrazione in nautilus di questo backend

gvfs obexftp

.
Apparirà inoltre all’avvenuta connessione una piccola icona del dispositivo sul vostro Desktop, in maniera simile a quanto accade quando inserite un CD o un DVD nel vostro drive.

Al momento questa caratteristica è inclusa in Ubuntu 8.04 anche se l’implementazione risulta ancora non funzionante per quanto io ne sappia. A giorni la soluzione :)

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A chi non è capitato di avere un mouse con i tastini utilissimi tipo lo zuuuuum oppure gli aggeggi per andare avanti e indietroooo o il tastino per effettuare le ricerche? penso a pochi, a meno che non stiate usando un mouse del 1964 come questo!

Primo mouse

Io personalmente utilizzo un Logitech VX Revolution come questo, tutto tempeshtato di tastini preziosi e rotelle!

VX Revolution

Bello eh? Sappiate che tutti quei tastini possono essere fatti funzionare in modo semplice anche su Ubuntu!
In effetti di default Ubuntu utilizza il driver “mouse” che funziona, si, ma fa il minimo indispensabile e noi invece vogliamo che tutto funzioni alla grande nnèvero?

Per prima cosa aprite il vostro xorg.conf

sudo gedit /etc/X11/xorg.conf

E cercate la sezione di configurazione del vostro mouse, sarà con qualcosa del genere:

Section “InputDevice”
Identifier “Configured Mouse”
……….
……….
EndSection

Commentatela tutta aggiungendo dei cancelletti (#) ogni inizio riga e aggiungete questa sezione subito dopo:

Section "InputDevice"
Identifier “Configured Mouse”
Driver “evdev”
Option “CorePointer”
Option “Device” “/dev/input/event2″
Option “Protocol” “ExplorerPS/2″
Option “Emulate3Buttons” “false”
Option “Buttons” “11″
Option “ButtonMapping” “1 2 3 9 8 6 7 13 14″
Option “ZAxisMapping” “4 5″
Option “Dev Key” “ffff0000 0 0 0 0 0 0 0 0″
Endsection

Bene, tutto finito adesso non vi resta che riavviare il computer e il vostro mouse dovrebbe funzionare perfettamente utilizzando il driver “evdev”. Al termine del riavvio per una riprova potrete usare il tool “xev” che vi permette di osservare tutte le keymap dei pulsanti del vostro mouse!

L’ultima cosa che ancora non funziona perfettamente sono i tastini di zoom.

Se avete Compiz attivo potete decidere di assegnarli al plugin zoom per esempio!
Usate gconf-editor ed entrate in “apps->compiz->plugins->ezoom->allscreens->options” Se non sono presenti create due chiavi di tipo stringa del nome “zoom_in” e “zoom_out” e assegnategli rispettivamente i valori “Button13″ e “Button14″

Se tutto è andato a buon fine adesso con i tastini dello zoom potrete zoommare il vostro desktop usando Compiz in modo estremamente veloce!

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Tempo fa vi avevo parlato di Blueman, un gestore di connessioni bluetooth per Gnome.
Mi sono accorto tentando recentemente di aggiornare il suo repository svn che questo non esisteva più. Come mai?

Perché il progetto si è spostato ed ha ora un nuovo sito internet che potete trovare a questo indirizzo.

Le novità dell’ultima versione in via di sviluppo sono interessanti e finalmente il software è localizzato anche in italiano!

Se volete installare la versione 0.3 stabile allora eseguite questi semplici comandi da terminale.

~$ echo 'deb http://download.tuxfamily.org/blueman ubuntu bluetooth' | sudo tee /etc/apt/sources.list.d/blueman.list
~$ wget http://download.tuxfamily.org/blueman/repository.gpg -O- | sudo apt-key add -
~$ sudo apt-get install blueman

Se invece desiderate provare la versione 0.4 in via di sviluppo scrivete:

~$ echo 'deb http://download.tuxfamily.org/blueman ubuntu bluetooth blueman-svn' | sudo tee /etc/apt/sources.list.d/blueman.list
~$ wget http://download.tuxfamily.org/blueman/repository.gpg -O- | sudo apt-key add -
~$ sudo apt-get install blueman blueman-i18n

Se invece preferite aggiornare da svn eccovi il repository:

svn co svn://svn.tuxfamily.org/svnroot/blueman/svn/trunk blueman

Le dipendenze per poter installare blueman sono le seguenti per cui se non le avete procuratevele tramite apt:

python-pyrex
python2.5-dev
libbluetooth-dev >= 3.20
bluez-utils >= 3.20
gtk >=2.12
gnome-bluetooth
gnome-vfs-obexftp

P.S. all’interno della directory dei sorgenti trovate un piccolo script capace di generare automaticamente un pacchetto deb.
Per eseguirlo puntate alla directory dove avete i sorgenti ed eseguite ./bulid-deb, lo script si occuperà di tutto per voi ;)

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Non è una notizia da strapparsi i capelli per l’emozione ma sicuramente per quelli che usano msn sarà perlomeno buona.
Dopo il rilascio di Tcl/Tk in versione 8.5 è stata inclusa nei repository di Ubuntu 8.04 Hardy Heron una versione di aMsn, forse il miglior client per linux, che supporta finalmente i font di X e di conseguenza anche l’antialiasing su di essi.

Sinceramente era una caratteristica che serviva proprio per rendere aMsn un software che non stonasse troppo in un ambiente grafico moderno com’è quello di Ubuntu.

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Qualche tempo fa avevo pubblicato una notizia nella quale annunciavo la disponibilità al download dei driver beta per Linux per la scheda audio Creative Sound Blaster X-Fi.

Questi driver sono ancora in fase di beta e, stranamente, disponibili solo per architetture a 64 bit quindi sconsiglio a chiunque la loro installazione in quanto potenzialmente instabili e buggati.

Installarli è semplice.

Scaricate il file dell’installer che ho uploadato direttamente sul mio spazio web da questo link sul vostro Desktop

eseguite i seguenti comandi:

cd Desktop/
tar -xvzf XFiDrv_Linux_US-1.04.tar.gz
cd XFiDrv_Linux_Us-1.04/
chmod u+x installer
sudo ./installer

adesso la procedura dovrebbe proseguire automaticamente ed installare il driver

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Molti di voi conosceranno sicuramente le icone Oxygen, il futuro set di icone implementato in KDE4.
Si tratta di un set particolarmente bello secondo i miei gusti… ebbene sappiate che qualcuno ha pensato di fare un porting di queste icone su Gnome.

Era stato richiesto espressamente dagli sviluppatori di KDE di non cercare di adattare queste icone ad altri scopi almeno non prima del rilascio ufficiale del set completo tuttavia…insomma la curiosità e la voglia di sperimentare questo set hanno portato lo stesso “signor qualcuno” a creare un set completo di ben 26 Mb di icone per Gnome.

Installarlo è semplicissimo basta aggiungere questo repository al vostro /etc/apt/sources.list

deb http://download.tuxfamily.org/oxygenrefit/OxyRepo/ nebula main

successivamente da terminale dare i comandi

~$ sudo apt-get
~$ sudo apt-get install nanolx-key gnome-icon-theme-oxygen-refit

Il vostro set di icone è adesso installato, per utilizzarlo non dovete far altro che selezionarlo da Sistema –> Preferenze –> Aspetto. Eccovi una anteprima :P

Gnome Oxygen

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Esistono molti metodi per installare Ubuntu sul proprio computer, io cercherò di spiegare per chi è alle prime armi e si affaccia al mondo del pinguino per la prima volta i 3 metodi che ritengo più semplici.

  1. Live CD + installer grafico
  2. Alternate CD + installer standard
  3. Wubi, installare Ubuntu da Windows

PREMESSE:

Ricordatevi che il sistema ha bisogno di diverso spazio per installarsi, io consiglio almeno una quindicina di GB liberi sul vostro hard disk per cui se non li avete procurateveli e assicuratevi di aver fatto una deframmentazione del disco prima di iniziare.

INSTALLAZIONE:

1) Live-CD:
Scaricate da Windows il Live-CD tramite download diretto oppure tramite bittorrent. Masterizzate l’immagine iso col vostro software di masterizzazione (e.g. Nero) e riavviate il vostro sistema.
Molto probabilmente il sistema si avvierà automaticamente da CD e comincerà a caricare il sistema operativo. Nel caso che questo non dovesse accadere dovete entrare nel Bios premendo il tasto “Canc” subito dopo l’accensione della macchina e modificare la “boot priority” impostando il vostro lettore CD/DVD come prima periferica dalla quale tentare il boot; salvate la nuova configurazione ed uscite dal Bios.
Il sistema si riavvierà e il LIVE CD si caricherà automaticamente, premete F2 e scegliete la lingua italiana, poi cliccate su “Start or install Ubuntu” e lasciate che il sistema si avvii automaticamente.

Al termine del caricamento del sistema vi troverete di fronte al desktop di Ubuntu funzionante da CD, niente è ancora installato sul vostro sistema, tutto risiede nella vostra memoria RAM. Per avviare l’installazione dovete cliccare sull’icona Install presente sul desktop.

Desktop

L’installer grafico si avvierà e vi guiderà nei pochi semplici passi che dovete compiere per portare a termine l’operazione:

  • Selezionare la lingua
  • Selezionare il fuso orario
  • Selezionare la mappatura della tastiera
  • Selezionare il metodo di partizionamento (Guidato ridimensionando la partizione secondo il vostro spazio su disco)
  • Importare dati dalla vostra postazione Windows
  • Inserire le proprie informazioni personali
  • Avviare l’installazione del sistema

Al termine dell’installazione il sistema vi chiederà se volete riavviare il computer oppure continuare ad utilizzare il Live CD. Scegliete di riavviare il computer e Benvenuti nel mondo di Ubuntu!
Per rendere l’installazione completamente in italiano una volta avviato il sistema dovete cliccare su system, administration, language support e scegliere la lingua italiana come predefinita.

2) Alternate CD:
Scaricate da Windows l’Alternate CD tramite download diretto oppure tramite bittorrent; masterizzate l’immagine iso e riavviate il sistema.
Come per il live CD aspettate che l’alternate CD si avvii automaticamente e nel caso non succedesse seguite la stessa procedura che ho indicato per il live CD.
Appena caricato l’alternate CD premete F2 e selezionate la lingua italiana poi selezionate “Installa in modalità testo” e cominciate l’installazione del sistema.

La prima cosa che vi chiederà sarà la configurazione della rete. Se la rete viene rilevata automaticamente e configurata correttamente proseguite, in ogni altro caso lasciatela non configurata e proseguite ai passi successivi scegliendo “Non configurare la rete in questo momento”.
Come secondo passaggio dovete scegliere il nome del vostro computer poi proseguite per il partizionamento del disco.
Se volete utilizzare tutto il disco o siete in possesso di più dischi dei quali uno lo volete destinare interamente ad Ubuntu selezionate il disco e successivamente “Cancellare l’intero disco e usare LVM”.
In tutti gli altri casi dovete modificare manualmente la tabella delle partizioni che è più complicato.
Per prima cosa dovete individuare il disco su cui volete installare ubuntu poi dovete ridimensionare la partizione (eventualmente di windows) lasciando abbastanza spazio per l’installazione di Ubuntu.
Una volta ridimensionata la partizione di Windows procedete alla creazione di 3 partizioni:

  • Primaria, EXT3, punto di montaggio /, dimensione 20% del totale, flag avviabile
  • Primaria, EXT3, punto di montaggio /home, dimesione 70% del totale
  • Logica, swap, dimensione 10% del totale

Per finire terminate le modifiche al vostro disco e proseguite.
Impostate l’orologio su UTC; scegliete un nome utente e una password per il vostro account proseguite saltando la configurazione degli eventuali proxy e scegliete la risoluzione del vostro monitor.
Al termine di queste operazioni inizierà l’installazione vera e propria del sistema per cui non vi resta che aspettare. Non appena il sistema sarà installato vi sarà chiesto di riavviare.

Benvenuti in Ubuntu!

3) Wubi:
Il terzo metodo è forse quello più giovane, infatti il progetto Wubi (Windows Ubuntu Installer) è ancora in fase beta ma funziona perfettamente.
Che cosa fa Wubi? In parole povere crea un disco virtuale all’interno del file system di Windows, un file system virtualizzato che viene riconosciuto come reale da Ubuntu e sul quale viene effettuata l’installazione. In questo modo evitate di effettuare il partizionamento e i rischi che questo comporta; un altro vantaggio è la possibilità di usare direttamente il bootloader di Windows per far avviare Ubuntu senza la necessità di installare Grub nel Master Boot Record.

Ma ora iniziamo. Scaricate da Windows il software Wubi da sourceforge.net ed eseguitelo. Vi saranno richieste alcune informazioni come la lingua, il sistema (Ubuntu, Kubuntu, Xubuntu etc..) lo spazio che volete decicare ad Ubuntu etc. Scegliete quelle che più vi aggradano e proseguite con l’installazione.

Wubi

Il sistema scaricherà la versione che corrisponde alle nostre esigenze automaticamente. Al termine riavviate Windows e quando compare il bootloader scegliete Ubuntu e completate l’installazione del sistema. Una volta completata l’installazione riavviate ancora una volta e scegliete nuovamente Ubuntu.

Benvenuti ancora una volta nel mondo di Ubuntu!

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Sembra che Adobe cominci ad interessarsi di più al mondo del pinguino, è infatti stata rilasciata oggi una nuova versione dell’indispensabile Adobe Flash Player in versione 9.0.115.0 che introduce bugfixes e miglioramenti notevoli tra i quali il supporto ai codec H.264 e AAC l’accellerazione della riproduzione di contenuti multimediali tramite OpenGL e il supporto a contenuti accellerati a schermo intero.

Il software non è ancora stato incluso nei repository di Ubuntu Hardy ma può comunque essere scaricato dal sito di adobe da questo indirizzo

Adobe inoltre con mia grande sorpresa ha rilasciato anche una versione aggiornata del suo lettore PDF Adobe Acrobat Reader per Linux.
La versione è la 8.8.1 ed è finalmente disponibile anche in italiano! la potete scaricare cliccando qui.
Se all’avvio del software eventualmente vi chiedesse di una libreria (libgtkembedmoz) sappiate che questa si trova nel pacchetto “libxul0d” per cui per installarla vi basterà dare un bel

~$ sudo apt-get install libxul0d

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Non è una cosa nuova, ormai è stata scritta e riscritta un po’ ovunque.
Comunque per chi ancora non conoscesse questa piccolo hack esiste uno script che permette di migliorare l’aspetto dei checkbox, dei radiusbox dei form etc… che non sono correttamente implementati in GTK+ nella versione 2.x di Firefox per Linux.

P.S. Nella prossima versione 3.0 si avranno dei form in GTK+ nativi per fortuna!

Il risultato è questo

Form

Lo script lo potete scaricare da questo link.

L’installazione è particolarmente semplice. Esistono due metodi uno da terminale e uno tramite interfaccia grafica.

METODO DA TERMINALE

Estraete l’archivio che avete scaricato e da terminale puntate alla cartella estratta.

~$ cd Desktop/*cartella script*/
~$ ./install

METODO GRAFICO

~$ sudo apt-get install python-kiwi
~$ cd Desktop/*cartella script*/
~$ ./graphic-installer

In entrambi i casi lasciate che lo script completi tutte le operazioni per voi. Non vi resta che riavviare Firefox per godere del suo nuovo aspetto :)