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Quei pochi di voi che non sono mai stati in casentino probabilmente non ci faranno neanche caso.
La nostra vallata, per la sua stessa natura, è racchiusa tra due catene montuose nel mezzo alle quali vi sono paesi, castelli medievali, resti di civiltà etrusche, l’Arno, e grandi quantità di coltivazioni di ogni genere.
Capite bene che lo spazio è quello che è. Più di tanto non ci si può allargare e questo, da una parte giova al mantenimento della natura immacolata della valle, della tranquillità, della vita semplice e priva di frenesie cittadine; dall’altra limita fortemente lo sviluppo, non solo economico.

In Italia i trasporti fondamentalmente si fanno su gomma, e in Casentino non c’è una strada decente che possa permettere ad un azienda di trasportare le proprie merci. La statale 71 ha svolto il suo egregio lavoro si, ma fino ai primi del ‘900 quando a percorrerla erano carri e cavalli; adesso per la mole di traffico che si crea, soprattutto in corrispondenza dei centri abitati è decisamente obsoleta. La mattina alle 8:00 per attraversare il paese di Poppi (6000 abitanti) servono 20 minuti, quando va bene.
Senza contare le decine di postazioni autovelox fisse e mobili presenti, che possono costare molto care!

Dall’altro lato sembra che ci sia un grande interesse sulle ferrovie.
Dovete sapere che la nostra stupenda vallata è attraversata in lunghezza da una piccola rete ferroviaria che collega, bene o male, tutti i piccoli paesi. Non è raro veder passare su questa ferrovia treni (nuovi di pacca) completamente vuoti, o al massimo con una o due persone a bordo. Se le ferrovie sono sull’orlo del fallimento un motivo ci sarà no?.
Qualche anno fa fu messa in atto una massiccia opera per eliminare i passaggi a livello lungo le strade; questo ha comportato lavori di non poco conto, tra i quali, la sopraelevata di Rassina e i ponti sull’arno tra Corsalone e Rassina sono sicuramente quelli più visibili e con un impatto ambientale non di poco conto in una valle come la nostra.
Recentemente sono stati comprati nuovi treni, e proprio in questi giorni, in concomitanza con i lavori per la costruzione della variante di Bibbiena è in atto il completo rifacimento della ferrovia nel tratto che va da Bibbiena a Stia (capolinea, circa 15 Km di binari). Ma per chi?

Trenino

Non mi sento di incolpare le Ferrovie dello stato per questi sprechi, ma le amministrazioni locali e la provincia che, anziché spendere i nostri soldi per una ferrovia che non usa nessuno se non gli adolescenti per andare a fare chiodo ad Arezzo dovrebbero fare qualcosa di più per la viabilità in casentino. Un idea che mi è piaciuta è stata quella del leader della Destra Aretina Cristiano Romani che con parole chiare dice in proposito alla nuova variante di Bibbiena:

“Ho sempre criticato queste varianti o bretelle che sanno tanto di aspirina data a un malato terminale; queste non risolveranno il problema della viabilità nel Casentino. Sosteniamo da sempre, la necessità di cancellare il trenino del Casentino, che non serve a nessuno ne tanto meno alle aziende (ma costa a tutti noi decine di milioni di euro all’anno), e finalmente dotare il casentino di una superstrada di fondovalle che renda più veloce, sicuro e scorrevole il traffico verso Arezzo. Questo è ciò che ci vuole per la gente e le aziende del Casentino, tutto il resto è solo aria fritta.”

Parole sante, sarebbe proprio il caso di eliminarlo questo trenino e fare una bella strada come si deve, diritta da vetta a fondo valle, magari sfruttando proprio le sedi dei vecchi binari. Per il trasporto pubblico poi ci sono gia gli autobus, che con una strada del genere probabilmente impiegherebbero meno tempo dell’attuale servizio ferroviario.

Ma come in tutte le “faccende italiane” ci sono troppi interessi dietro, e troppe ingerenze da parte di organismi o enti che invece non dovrebbero averci niente a che fare. Meditate gente meditate

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Un’ altra buona notizia per il comune di Arezzo: dopo la decisione di distribuire i propri documenti in formato ODF l’amministrazione locale mette a segno un nuovo piccolo passo verso l’adozione di software libero e a sorgente aperto.

Il progetto come ci dice l’assessore Ilario Nocentini è suddiviso in due parti una delle quali è gia stata completata:

  1. Migrazione di 15 computer facenti parte degli uffici Verde Pubblico e Gestione Foreste da sistema operativo Microsoft Windows a GNU/Linux più quelli dell’assessorato all’innovazione senza grandi difficoltà
  2. Progressiva migrazione di tutto il parco computer del comune di Arezzo a GNU/Linux e creazione di un gruppo tecnico interno che attui questo progetto e che sia disponibile a incontri bisettimanali con i cittadini e con la comunità linux per spiegare le caratteristiche e i vantaggi del loro lavoro e risolvere eventuali problemi

Tutto questo…dopo le vacanze però :P

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Inizio questo articolo con una riflessione che c’entra e non c’entra col tema e vi chiedo:
ma secondo voi è normale che un cittadino che costruisce la propria abitazione in una zona sotto il dominio delle “belle arti” non possa mettere le persiane in legno (molto più belle), venga costretto a installare persiane verdi in plastica e veda, dopo qualche mese spuntarsi un bel capannone prefabbricato o magari perchè no, una tramvia davanti al portone di casa?
Io dico di no, ma d’altronde siamo in Italia, certe cose ormai è inutile sottolinearle. Sono davanti agli occhi di tutti ma pochi le vedono!
Questo sfogo si indirizza all’assurda decisione del comune di Firenze di far passare questa fantomatica tramvia che, a detta loro, dovrebbe risolvere tutti i problemi di viabilità della città, nel bel mezzo del centro storico: praticamente di fronte al duomo.
Certo, Firenze non è una delle più belle città d’arte del mondo, non è un icona del rinascimento, insomma nessuno si accorgerebbe se alla fine della galleria degli uffizzi ci fosse fermo un bel treno arancio fosforescente perché, diciamolo, è una città moderna priva di storia e di una propria identità sbaglio?

Adesso, ora che i lavori sono ormai cominciati in varie zone della città cosa rimane da fare per trasformarla definitivamente in uno schifo?
Idea lampante dell’amministrazione comunale di centro-sinistra-sinistra-sinistraabbattiamo gli alberi!
D’altronde l’aria di Firenze è pulita e respirabile non ne abbiamo bisogno e poi, diciamolo, sono antiestetici messi accanto alla nostra superfantastica tramvia modernissima!
E’ ufficialmente partito l’abbattimento di dozzine di alberi in tutta la città, me ne sono accorto io stesso la settimana scorsa quando ho visto i pini dei lungarni completamente defrondati e gli alberi di Viale Morgagni, dove ha sede la facoltà di ingegneria, ancor peggio abbattuti. Ora non c’è più neanche un pò di ombra per ripararsi dal sole cocente o per nascondervi la macchina.

Che amarezza!

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Chi di voi ha attraversato recentemente la S.G.C. (Strada di grande comunicazione) Firenze Pisa Livorno, detta anche Fi-Pi-Li sa di cosa sto parlando!
Più che una superstrada, che dovrebbe consentire velocità massime di 110Km/h, sembra un viottolo di campagna: buche, anzi vere e proprie voragini sul manto stradale, cantieri in ogni dove che costringono a interminabili code, asfalto di pessima qualità, restringimenti di carreggiata a una corsia per senso di marcia rendono questa, che è sicuramente una delle arterie principali toscane, un percorso più adatto ad un safari o ad una tappa della Parigi-Dakar.

Foto dei cantieri sulla Fi-Pi-Li

Come se non bastasse gli autovelox (ben 24) spuntano come i funghi su questa “strada” e i poveri automobilisti, oltre che danneggiamenti al veicolo e incidenti rischiano pure di tornare a casa col portafogli svuotato.

I numerosi cantieri per il mantenimento della S.G.C. sono stati pressoché fermi per diverso tempo, ed ora che si preannuncia una rovente stagione vacanziera questa arteria rischia di collassare sotto il peso del grande traffico estivo.
Sembra tuttavia che ci siano proposte, come si evince da questo articolo, per cercare una soluzione rapida al problema.

L’unica cosa che mi viene da pensare è che in Italia i lavori non vengono mai svolti come si deve; si cerca sempre di rimediare all’ultimo secondo (male) oltretutto sprecando un sacco di quattrini (nostri). I politici o chi prende certe decisioni non hanno mai il coraggio di assumersi le proprie responsabilità e finisce che tutti fanno a scaricabarile l’uno con l’altro senza che nessuno si assuma le proprie colpe; da notare invece come quando qualcosa va bene sono tutti in prima fila per prendersene il merito.
Per fare un esempio banale leggermente Off Topic: il famoso tesoretto tutti lo vogliono e tutti lo rivendicano come frutto del proprio “duro” lavoro, ma alla fine quali sono i reali vantaggi che porterà a noi cittadini? ve lo dico io, NESSUNO!

Che amarezza :(

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Un altro piccolo passo verso l’adozione di standard aperti e liberi nelle PA.
Dal 30/06/2008 il comune di Arezzo utilizzerà ODF come standard de facto per i suoi documenti.

Per chi non sapesso cosa è ODF, si tratta di un formato aperto e libero basato su XML, utilizzabile da chiunque senza dover sottostare alle condizioni sempre più frustranti e indecenti imposte da aziende che sfruttano la loro posizione di monopolio per imporre i propri standard chiusi (M$ in primis).
Sono molto entusiasta di questa notizia essendo nato ad Arezzo, spero che molti altri comuni seguano questo esempio adottando ODF come standard per i propri documenti e si liberino dal fardello insensato di non essere effettivamente proprietari dei propri documenti.

Sul blog dell’assessore all’innovazione Ilario Nocentini possiamo leggere i provvedimenti attuati dalla delibera:

L’adozione di ODF come formato ufficiale del Comune di Arezzo a partire dal 30.06.2008 (per adattare la struttura);

Da subito, l’obbligo di rendere disponibili tutti i documenti per l’accesso al servizio al pubblico (esempio modulo per iscriversi all’asilo, per richiedere contributi, etc,…) anche in formato ODF;

Di richiedere come condizione che tutti i software acquistati dall’Amministrazione Comunale supportino ODF, salvo comprovate ed eccezionali eccezioni.

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