Posts Tagged “Tecnologia”

Alcuni studenti della facoltà di ingegneria di Firenze hanno presentato oggi nel giardino del rettorato il loro nuovo lavoro: un’auto da corsa costruita e progettata in toto dagli stessi ragazzi sotto la direzione dell’ ingegner Daniele Rosti

f2007 v2

L’hanno chiamata F2007 v2, nome un po’ azzardato, sembra voler essere l’evoluzione della F2007 Ferrari che corre attualmente nella F1. Niente di tutto ciò, si tratta comunque di un progetto svolto da laureandi seppur ottimamente preparati.

La vettura in questione parteciperà al campionato internazionale “Formula SAE” che avrà luogo nel circuito di Fiorano a Modena da venerdì a domenica prossimi. Un campionato in cui partecipano gli stessi creatori del mezzo che oltre a progettare e costruire il mezzo devono pure metterlo su pista con qualcuno che lo piloti naturalmente :P
Il vincitore sarà decretato non solo in base alle performances, ma anche alla ricerca,ai costi di produzione e al design.

Non ci resta che augurare buona fortuna ai nostri ragazzi, sperando che tengano alta la bandiera gigliata come hanno fatto l’anno scorso raggiungendo il primo posto di categoria!

Fi2006

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Shelby Super Cars è lieta di presentarvi il primato di velocità del mondo per una vettura di serie: 411 Km/h

La Aero TT è stata progettata dalla casa americana famosissima per le Mustang, le GT500 e altre stupende supercar Made In USA, esclusivamente per battere il record di velocità della Bugatti Veyron di 407 Km/h.
Pensate soltanto che in prima marcia, questo bolide supera le 60 Mph, ovvero i 100 Km/h

TT

Le caratteristiche tecniche di questo mostro farebbero impallidire anche una F1:

  1. Motore: V8 biturbo 6200 cm³
  2. Potenza: 1183 Cv @ 6950 rpm
  3. Coppia: 1330 Nm @ 6150 rpm
  4. Accelerazione 0-100 Km/h: 2″78
  5. Quarto di miglio: 9″90
  6. Peso: 930 Kg
  7. Prezzo: 656000$ :P

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IBM è sicuramente una delle aziende che investe più in ricerca e sviluppo e i risultati si vedono, la tecnologia che esce fuori dai laboratori di “Big Blue” è sempre strabiliante e decisamente avanti rispetto ai suoi competitori diretti.

I suoi ricercatori infatti sono stati i primi a riuscire a misurare l’ anisotropia magnetica di un singolo atomo. Questa scoperta è stata particolarmente importante perché determina la capacità di un atomo di memorizzare informazioni attraverso le proprietà magnetiche.

Capite bene che gli scenari che si prospettano sono fantascientifici: si parla di nanotecnologie in grado di memorizzare dati direttamente a livello molecolare, e con buone probabilità addirittura atomico! Per farvi capire meglio di cosa sto parlando pensate a tutti i video contenuti da Youtube inseriti in un apparecchio delle dimensioni di un lettore mp3…..non sò di preciso quanti Terabyte di video ci siano su Youtube ma non farebbe grossa differenza anche se ce ne fossero qualche centinaio in più o in meno!

Altra scoperta molto interessante, sempre ad opera dei geniacci che lavorano (Beati loro) per IBM, è, detta in parole povere, un interruttore molecolare, ovvero un sistema che permette cambiare lo stato di una molecola di idrogeno senza che questa si disgreghi.
Sono inoltre riusciti a concatenare questo effetto, facendo si che gli atomi della molecola precedente riescano a far cambiare lo stato della molecola successiva creando in effetti il primo rudimentale circuito logico a livello molecolare.
Il vantaggio di circuiti molecolari rispetto a quelli attuali basati sulla miniaturizzazione del silicio è chiaro. Prestazioni e miniaturizzazione massime, consumi e dissipazione termica minime.
Considerando che le attuali CPU dual-core sono costituite da centinaia di milioni di transistor che poi altro non sono che piccoli interruttori e hanno superfici nell’ordine dei 100-200 mm², un ipotetica CPU identica elettronicamente ma costruita su scala molecolare avrebbe dimensioni circa 100 volte inferiori.

Niente male eh?

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Micro$oft ne brevetta un’ altra delle sue, non poteva che essere una trovata geniale e in effetti lo è… per le case discografiche.
Il brevetto narra di una tecnologia per il DRM (Digital Rights Management) basata sul watermarking che apparentemente sembra impossibile da aggirare.

Questa nuova tecnologia come si può leggere nell’articolo di Punto Informatico sembra in grado di resistere a qualsiasi tentativo di bypassarla, neanche la registrazione da sorgente analogica riesce ad eliminare completamente le sue tracce!
Pensate che questa tecnologia prende ispirazione addirittura dal metodo con cui vengono effettuate comunicazioni militari, che per forza di cose hanno la necessità di essere sicure al 99,9999%

Per come la vedo io questa soluzione se verrà applicata (cosa molto probabile considerando la politica di Microsoft in questo settore) è destinata a fallire miseramente, un po’ come sta succedendo adesso con i brani protetti da “DRM v1″.

C’è anche da dire che questo metodo è meno invasivo del classico DRM in quanto permetterebbe un uso non autorizzato del brano. Il digital watermarking non impedisce eventuali usi non autorizzati dei brani; consente, però, la tracciatura dei contenuti, per scoprirne il legittimo possessore e verificarne una distribuzione contro norma di legge. Che dire…

Big brother is watching us!

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In effetti aspettavo molto una notizia del genere e oggi, il nostro carissimo Johnatan Riddell se ne esce con un post sul blog degli sviluppatori di KDE mostrandoci quella che sarà l’integrazione di Strigi in Kubuntu Gutsy in Kicker.
Sicuramente l’applett che c’era prima era funzionale ma esteticamente diciamocelo era oscena: una barra di ricerca senza fronzoli che occupava solo spazio ed esteticamente faceva contorcere le budella.

Questo è uno screenshot dell’ applet originale che ho preso qualche giorno fa per un altro articolo

applet vecchia

Cosi invece si presenterà in Kubuntu Gutsy:

applet nuova

Sinceramente per quanto riguarda il lato estetico non è che mi piaccia moltissimo neanche questa ultima implementazione, ma di certo non è invadente come la prima. Ottimo lavoro!

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Sebbene non sia una notizia proprio fresca, oggi vi voglio parlare di un vero mostro: la cpu IBM Power 6

Molti di voi, specialmente chi ha usato un Mac fino a qualche tempo fa, sicuramente conosceranno l’architettura PowerPC poiché questa era alla base dei processori che venivano ospitati nei computer di Apple. L’architettura Power è di tipo RISC, ovvero Riduced Instruction Set Computer il che significa che queste CPU sono in grado di eseguire poche operazioni basilari e di combinarle tra loro per eseguire operazioni più complesse.
Esiste un altro tipo di architettura, quella CISC (Complex Instruction Set Computer), che al contrario fa della grande quantità di istruzioni specifiche il suo punto di forza, riuscendo, in un contesto fortemente ottimizzato e specifico ad avere prestazioni superiori a quelle che si avrebbero utilizzando processori RISC. Questa architettura è utilizzata nei processori x86 a partire dal 40486 (ovvero i vostri Pentium, Athlon, Core etcetc…) in maniera originale in quanto i processori moderni basati su architetture x86 traducono le istruzioni CISC in micro operazioni che poi elaborano come fossero processori RISC; si può quasi dire che sono degli ibridi tra CISC e RISC.
L’architettura Power anche se meno conosciuta di quella x86 per ovvi motivi è presente in molti settori, tra cui server, pc desktop, e anche sistemi di intrattenimento (Xbox360, Play Station 3, Nintendo Wii, e altre console usano tutte delle cpu con architettura Power).

Ma ora passiamo alla notizia vera e propria e cominciamo a parlare del Power 6, l’ultimo step evolutivo della famiglia PowerPC in ambito server. Perché dico che è un mostro? Prima di scendere nel tecnicismo vi voglio mostrare questi dati presi da questo articolo su linuxelectrons.

In the SPECfp_2006 benchmark, which measures speed, a single core of a 4.7 GHz POWER6 processor in an IBM System p 570 server running SUSE Linux scored 22.4, the highest result in the industry. System p 570 results are 23% better than an HP Integrity rx6600 running HP-UX result of 18.1.(1)

In the SPECfp_rate2006 benchmark, which is a measurement of system throughput, an IBM System p 570 server with two 4.7 GHz POWER6 processors (4 cores) running the AIX operating system scored 115 versus 51.3 for an HP Proliant DL585 G2 with two 3.0 GHz AMD processors (4 cores) running SUSE Linux — a difference of 124 percent.(2)

In the SPECfp_rate2006 benchmark’s 8-core results, an IBM System p 570 server with four 4.7 GHz POWER6 processors running AIX scored 213 versus 98.7 for an HP Proliant DL585 G2 with four 3.0 GHz AMD Opteron processors running SUSE Linux — a difference of 115 percent.(3)

And in the SPECfp_rate2006 benchmark’s 16-core results, an IBM System p 570 server with eight 4.7 GHz POWER6 processors running Linux scored 428 versus 186 for an HP Integrity rx8640 with eight 1.6 GHz Itanium 2 processors running HP-UX.(4)

In pratica sono state misurate con una suite di Benchmark professionali le prestazioni di vari sistemi in condizioni simili.
IMB Power 6 riesce in ogni caso a sopravanzare di molto i diretti concorrenti, che siano essi Intel, HP, AMD, con prestazioni che vanno da un minimo del 23% in più in modalità single core ad un massimo del 230% con uno scarto medio del 120%!

Power 6 architecture

Le caratteristiche tecniche del Power 6 sono di tutto rispetto: utilizza una tecnologia costruttiva mista a 65/90 nanometri SOI (Silicon On Insulator) che permette una miniaturizzazione elevatissima, 750 milioni di transistor in 341 mm², e alta efficenza energetica: in effetti una cpu Power 6 ha gli stessi requisiti energetici della generazione precedente con prestazioni generali fino a 3 volte superiori.
E’ una architettura dual-core a 64 bit, ovvero due processori fisici ospitati nello stesso package con frequenze di lavoro che toccano i 5Ghz; per paragone, le attuali architetture concorrenti dual-core per server non raggiungono i 3,5 Ghz; possiede tre livelli di cache: 128KB di 1° livello (64KB Dati, 64KB Istruzioni), 8 MB di 2° livello semi-condivisa tra i due core (4 MB per core accessibili anche all’altro tramite un Bus da 300GB/s), 36 MB di 3° livello condivisa ma ospitata in un chip esterno collegato tramite un Bus da 80 GB/s.
Sono state inserite inoltre 54 nuove istruzioni rispetto alla precedente architettura molte delle quali improntate alla matematica decimale e alla conversione di basi ed è dotato del set di istruzioni AltiVec, istruzioni di tipo SIMD (Single Instruction Multiple Data) ovvero un sistema in cui più unità elaborano dati diversi in parallelo; questo tipo di istruzioni sono particolarmente utili e efficienti in ambito multimediale ed è discutibile la loro inclusione in ambito server dove solitamente si privilegia maggiormente la velocità di esecuzione di calcoli in virgola mobile e il throughput massimo.

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Ecco a voi un filmato spettacolare che ritrae Plasma in azione e ne mostra le sue incredibili potenzialità

Si tratta delle ultime features implementate in svn dagli sviluppatori per cui il progetto è ancora acerbo e soggetto a cambiamenti radicali…questi ragazzi del team di KDE stanno mostrando davvero di essere dei fenomeni :)

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E‘ da poco tempo che mi sono avvicinato e interessato del mondo “autarchico e luccicoso” di Apple.
Sono riuscito ad installare con qualche smanettamento un Osx 10.4.8 (Hackintosh come lo chiamano in gergo) sul mio pc muletto e ne sono rimasto veramente ben impressionato. Decisamente un ottimo prodotto.
Non me ne vogliano i linuxari (come me), ma penso che sia decisamente una spanna sopra a qualsiasi distribuzione Linux oggi in circolazione… di Windows neanche ne parlo :P

Come se non bastasse a invogliarmi in questi due giorni c’è stato un corposo aggiornamento hardware per i macbook che li rendono veramente molto appetibili (sbav sbav) e soprattutto, la notizia che Leopard, la prossima major release di Os X, avrà ZFS come file system predefinito!
Tanti saluti ad HFS+ e un canloroso benvenuto a ZFS!

E’ un pò timido e quindi lo presenterò io per voi cercando di rimanere il meno possibile sul tecnicismo e spiegandovi i vantaggi di questo modernissimo file system sviluppado da mamma Sun, che ultimamente non ne sbaglia una!

    · Si tratta di un file system a 128bit il che vuol dire che le sue capacità teoriche di immagazzinamento di dati sono al di là di ogni umana immaginazione. Riesce ad immagazzinare fino a 16 exabyte…16 miliardi di miliardi di volte i dati immagazzinabili su un qualunque file system moderno!
    L’energia richiesta per bollire l’oceano è circa 2.4×106 J/kg * 1.4×1021 kg = 3.4×1027 J. Quindi, riempire uno storage a 128-bit dovrebbe richiedere più energia che bollire gli oceani.»

    · Ha un altissimo livello di sicurezza dovuto a tecniche avanzate di controllo di integrità su dati e metadati, paragonabile ad un sistema in Raid 1, nessuna necessità di lunghissimi controlli sul disco in caso di spegnimenti forzati o mancanze di corrente.

    · Possibilità di attivare la compressione per migliorare notevolmente le capacità di archiviazione.

    · L’intero file system può essere visto come un insieme di unità di storage virtuali che possono essere dischi fisici, mirror (Raid 1), o gruppi di devices Raid Z. Non è importante cosa, con zfs lo spazio di tutte queste unità è reso disponibile a tutti.

    · Attraverso un sistema di snapshot evoluto è semplice e molto veloce tornare a stati precedenti per un determinato file, questo rende estremamente facile il backup dei dati e il ripristino di questi in caso di errori.

    · E’ evoluto e veloce, ha un avanzato sistema di assegnazione delle priorità (schedule di tipo deadline), sistemi di ordinamento e aggregazione degli Input/Output e altre chicche.

Tutto questo sarà su Leopard e penso proprio che quel giorno, magari dopo un altro refresh hardware sui macbook sarà arrivato il momento di papparsi una mela succulenta :)
Dimenticavo, sul pinguino c’è un progetto di porting di ZFS direttamente nel kernel, ci stà lavorando nientepopòdimenoche mamma Sun.
Per ora ci dobbiamo “accontentare” di accedere a partizioni ZFS in userspace tramite Fuse, progetto sponsorizzato dal Google summer of code.

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Dopo un paio di post abbastanza da “cazzeggio” vi voglio parlare di qualcosa di sicuramente più serio e interessante.

Tutti voi probabilmente avete già sentito parlare di VoIp ovvero la possibilità di sfruttare internet per effettuare chiamate verso dispositivi di rete fissa a prezzi decisamente vantaggiosi.
Il software sicuramente più conosciuto per questo genere di cose, almeno in ambiente Winzozz è sicuramente skype, esiste una versione di skype anche per linux che tuttavia è molto indietro rispetto alla sua controparte *.exe, basti pensare che se la versione windows è gia arrivata alla 3.2 su linux stiamo ancora alla 1.3 :(

Non è il caso di preoccuparsi più di tanto perché esistono alternative altrettanto valide come ad esempio Openwengo. Si tratta di un Software con la S maiuscola, che si appoggia al provider francese di telefonia Voip Wengo ed ha tutte le carte in regola per confrontarsi alla pari (e vincere) con chiunque.
Alcune delle caratteristiche salienti di questo fantastico software.

Per prima cosa è open-source, quindi liberamente scaricabile, usabile, modificabile, distribuibile, copiabile, masterizzabile e quanti altri abile vi vengano in mente.

Si basa sulle librerie Qt4 anch’esse open-source, disponibili sotto licenza GPLv2, per intendersi sono le stesse librerie su cui sarà basata la prossima major release di KDE

E’ multipiattaforma. La versione 2.1, l’ultima release stabile è disponibile per Linux, Mac Os X e Windows ed inoltre essendo a sorgente aperto non vi è alcun impedimento nel crearne una versione ad-hoc per il proprio sistema operativo qual’ora se ne abbia capacità e voglia o, perché no, interessi economici.

Oltre alla possibilità di chiamare gratuitamente da pc a pc ha anche un piano tariffario estremamente vantaggioso per qualunque tipo di chiamata, non ci credete? date un occhiata qui!

Ha capacità di instant messaging verso contatti di MSN, Yahoo, Jabber, AIM, ICQ e Google Talk, un unico software per tutti i vostri contatti.

Sono supportati conferenze audio multiutente e videochiamate in streaming.

Lo avevo provato anche tempo fa e non ne ero rimasto particolarmente colpito, ma la nuova versione 2.1 è veramente studiata bene sotto ogni punto di vista, è carino esteticamente ed ha una facilità d’uso a prova di superniubbo, l’interfaccia grafica è molto pulita e ergonomica. Insomma se non lo avete ancora fatto correte a scaricarlo :P

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