Posts Tagged “Tecnologia”

Volevo segnalare una bella iniziativa di Roberto Innocenti.

Si terrà infatti, sabato 18 ottobre all’università Bicocca di Milano, una “Tavola Rotonda” con tema “Tecnologia digitale per schiavizzarci o al servizio dell’umanità?” all’interno del Forum Umanista Europeo.

Per chi volesse registrarsi e partecipare all’evento clicchi qua

Vi rigiro la mail che mi è stata inviata da Roberto così capite meglio di che si tratta :)

Sabato 18 ottobre, Università Bicocca

Tavola rotonda su: “Tecnologia digitale per schiavizzarci o al servizio dell’umanità?”

Oratori confermati:

* Alessandro Rubini, esperto in kernel Linux e applicazioni industriali
* Andrea Rossato: giurista ricercatore a Trento su diritto e nuove tecnologie
* Antonio M.C. Monopoli, esperto in Roboetica
* Claudio Agosti: esperto di privacy e sicurezza
* Giacomo Cossa, Wikimedia
* Michele Favara Pedars, WiMax Libero
* Matteo Flora , Information Security Expert
* Italo Vignoli, Consigliere Associazione PLIO (Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org) con Delega al Marketing

Temi:

Critica all’uso della tecnologia digitale per controllare e isolare le persone, controllare l’informazione, per incentivare l’egoismo e la non collaborazione, per limitare la democratizzazione dei mezzi di produzione e distribuzione. Per limitare la circolazione di idee e conoscenze.

Consumo critico, etico della tecnologia e dell’informatica.

Informazione e riflessione sulle attività e movimenti che portano la tecnologia digitale al servizio dell’umanità.

Proposte e intenti futuri e comuni per umanizzare la tecnologia e l’informatica.

Aree di analisi:

- Computer e il software come mezzi di produzione, comunicazione e attivismo sociale di questa era.

- Copyright e software proprietario vs Copyleft e licenze d’uso open source

- Creative Commons per contenuti testo, immagini, video , musica, eccetera.

- Blog libertà di informazione Vs censura e manipolazione, leggi per imbavagliare.

- Wikipedia , l’enciclopedia fatta dalla gente

- DRM e TCP per impadronirsi del vostro computer e dei dati e programmi che

transitano su di essi, per censurare video, audio ,testi ed altro che non sia gradito ottenere e tenere sul vostro computer.

Aree di intervento:

- Informazioni utili per non acquistare ed usare computer, dispositivi e sistemi operativi che implementano DRM e TCP.

- La robotica al servizio dell’umanità

- Libera circolazione delle informazioni, libero contattato e scambio di conoscenze tra il genere umano ( WiMax, Wifi condivise, capillarità della banda larga e costi)

- Imposizioni e monopoli software , brevetti ,tentativi di brevettare le idee in Europa e movimenti contro i brevetti.

- Esempi di condivisione delle conoscenze e free-software, vantaggi all’economia , avanzamento delle conoscenze per l’ umanità, democratizzazione dei mezzi di produzione, autonomia di produzione e decentralizzazione dei capitali.

- Applicazione delle licenze copyleft e alla collaborazione delle comunità e delle reti collegate da Internet.

- Tecnologia Digitale in aiuto al mondo dell’associazionismo.

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No no non si tratta di software bensì di hardware, e che hardware!
l’architettura Sparc (Scalabre Processor ARChitecture) è alla base delle moderne CPU integrate in server e dispositivi di rete estremamente potenti, e L’ Ultrasparc T2 è l’ultimo arrivato in questo frangente nonché il più potente processore opensource sul mercato!
Non si tratta dunque di una CPU adatta a giocare agli sparatutto con Winzozz :P

Le sue caratteristiche tecniche sono di tutto rispetto:

  • Architettura RISC ad 8 core 64 bit
  • Utilizzo del set di istruzioni Sparc V9
  • Frequenza di 1,4 Ghz
  • Controller PCI Xpress integrato
  • Doppia interfaccia 10Gigabit ethernet integrata
  • Cache di secondo livello da 4 Mb
  • 16 unità ALU (Aritmetich Logic Unit)
  • Controller di memoria FBDIMM integrato
  • Livello di miniaturizzazione 65 µm

Le sue prestazioni sono molto valide, infatti ha raggiunto il primato mondiale nei test “SPECint_rate2006″ e “SPECfp_rate2006″ e sono generalmente più che raddoppiate rispetto al suo predecessore Ultrasparc T1.

Sun come promesso ha rilasciato tramite il progetto OpenSparc i sorgenti di questo processore come aveva gia fatto in precedenza per i suoi predecessori rendendo la sua creatura la CPU opensource più veloce del pianeta.

Ultrasparc T2

Ebbrava SUN!

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Premetto che non voglio far polemica con nessuno ma esprimere semplicemente il mio punto di vista su due delle comunità più grandi e importanti nel panorama del software libero ovvero quelle di Gnome e di KDE. Aggiungo che non essendo direttamente coinvolto nello sviluppo di questi progetti non posso capire fino in fondo chi è dalla parte della ragione e chi del torto (nel caso che presenterò in questo articolo), mi permetto di dare un giudizio soltanto come utente e come appassionato di tecnologia e di software libero quindi spero che nessuno consideri quello che dico come una provocazione o altro.

E’ venuta alla luce in tempi abbastanza recenti una incompatibilità tra le applicazioni GTK+ e la system tray del futuro KDE 4.
Tutto è dovuto al fatto che apparentemente le applicazioni GTK+ non riescono a gestire correttamente le visuali ARGB, estremamente importanti per la futura piattaforma KDE in quanto su di esse si basano molti degli effetti grafici di Plasma come trasparenze, animazioni etc…

L’11 gennaio verrà rilasciata la versione stabile di KDE 4 e dovrà in un modo o nell’altro ovviare a questo problema. Le alternative sono 2, continuare sulla strada che si è scelto di percorrere (ottima a mio avviso) e “ignorare” questo bug causando qualche problema con le applicazioni GTK+ oppure riscrivere parte del codice di plasma castrando però alcune delle features più interessanti e visibili ad occhio nudo di KDE 4. Nel primo caso si spera in un rilascio di una patch o di qualsiasi altra cosa da parte del team GTK+ in tempi brevi, nel secondo caso… beh speriamo che non succeda, lascerebbe delusi molti, me compreso.
Queste le parole di A. Seigo

so now i’m conflicted.

do i release plasma in all its shining glory and show the toolkits to be buggy when it comes to handling argb visuals?

or do i retreat, like probably every other serious app that may have gone before me, and make plasma look less hot (excuse the pun ;) but work properly?

Nel frattempo lo stesso Seigo (presidente di KDE) ha comunicato tramite bugzilla questo problema sperando di ricevere una risposta sensata. In parte lo è stato, tuttavia non so’ perché ma mi sembra sempre di notare una certa sufficienza (anche in questo caso)nelle risposte date da parte del team di Gnome/Gtk nei confronti dei bug reports o dei feature request provenienti da persone estranee alla loro cerchia.

In sostanza non mi aspetto che questo bug o feature che dir si voglia venga corretto o implementato nel prossimo futuro da parte degli sviluppatori GTK. Probabilmente mi sbaglierò, forse neanche di troppo, ma la comunità Gnomesca mi è sempre sembrata abbastanza riluttante verso grandi progressi tecnologici, preferiscono piccoli passi e a volte si perdono in diatribe assurde tipo quale deve essere il posizionamento corretto del pulsante “OK” oppure il colore di sfondo di una icona, insomma cose davvero di poco conto. Poi invece lasciano indietro cose importanti come questa: la compatibilità delle loro applicazioni con gli altri DE.

Ciò non toglie che il lavoro che svolgono sia egregio altrimenti non mi sarei mai deciso di passare da KDE a Gnome.
E’ anche vero che questa “lentezza” può essere vista come una sorta di accuratezza, di ricerca della perfezione che forse i ragazzi di KDE hanno di meno.
Insomma KDE preferisce i grandi salti generazionali, Gnome i piccoli aggiornamenti incrementali. Non mi è dato sapere quale sia la soluzione migliore ma sinceramente mi piacerebbe vedere un po’ più di collaborazione tra i due ambienti; questa volta si dovrebbero adattare gli Gnomi, in futuro magari saranno i Kdeiani a dover fare lo stesso. E’ inutile giocare a scaricabarile perdendo di vista i veri obbiettivi. Sarebbe meglio che tutti si dirigessero verso un obbiettivo comune, ovvero il progresso tecnologico e per come la penso io la scelta di KDE di adottare pienamente il supporto alle visuali ARGB è la strada giusta.

Nessuno dei toolkit odierni le supporta pienamente, anche le Qt soffrono di qualche piccolo problema e non sono da meno i driver Nvidia (da notare che la stessa Nvidia ha rilasciato una patch per i propri driver in tempi record!) ma se nessuno si decide a percorrere una strada nuova il progresso non c’è.

Sono fiducioso che tutto si sistemerà nel migliore dei modi ;)

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Ogni tanto succede qualcosa di buono anche in Casentino, questa volta è la volta della comunità montana omonima con sede in Poppi che è stata scelta tra le 20 altre comunità montane toscane per sperimentare il VoIp, una tecnologia che se ben sfruttata permette notevoli risparmi e che è già molto diffusa tra gli internauti e anche in molte realtà aziendali affermate.

Le pubbliche amministrazioni ne trarrebbero un vantaggio economico di non poco conto e magari questo vantaggio potrebbe tornare utile anche a noi…forse! Fatto sta’ che a breve verra iniziata la sperimentazione e se tutto andrà per il verso giusto magari qualcuno lassù ai piani più alti potrebbe decidere saggiamente di iniziare a sfruttare le nuove tecnologie informatiche e di telecomunicazione.
In effetti sembra che questa sperimentazione serva proprio a verificare la fattibilità di una grossa rete locale VoIp che colleghi le varie amministrazioni locali in una sorta di Intranet amministrativa. Circa 150 centri in Toscana saranno dotati di questa tecnologia e verranno collegati tra loro tramite un unico centralino (one in questo caso :P ) permettendo così ulteriori risparmi su manutenzione e assistenza oltre che ad avere un’unica infrastruttura per voce e dati.

Finalmente qualcuno si accorge della validità del VoIp come mezzo di comunicazione vocale e come fonte di risparmi notevoli, soprattutto per le Pubbliche Amministrazioni (Comunità montane in primis) che sono notoriamente “sprecone” dato che i soldi che spendono non sono i loro ma quelli che gli diamo noi. Speriamo solo che la sperimentazioni vadano a buon fine e che si dia inizio alla informatizzazione della burocraticissima macchina amministrativa italiana.

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Sarà contento il mio amico Ducci di questa notizia.
E’ stato presentato il bando per l’assegnazione delle frequenze Wi-Max dal ministro delle comunicazioni Gentiloni.
Le bande assegnate andranno a coprire la fascia dai 3,4 ai 3,6 Ghz.
La procedura di assegnazione prevede 35 licenze per una durata di 15 anni ciascuna eventualmente rinnovabili, base d’asta 45.000.000 €.

La procedura di assegnazione è piuttosto complessa per cui riporto uno stralcio dell’articolo di Hwupgrade che non ho voglia di scrivere oggi :P

La procedura dell’assegnazione è piuttosto complessa e indica in 3 il numero di licenze disponibili nella banda 3.4-3.6 Ghz. Due verranno assegnate a 7 aree nazionali – per un totale di 14. Le macro-aree nazionali sono:

* Lombardia/Provincia di Bolzano/Provincia di Trento
* Valle D’Aosta/Piemonte/Liguria/Toscana
* Friuli Venezia Giulia/Veneto/Emilia Romagna/Marche
* Umbria/Lazio/Abruzzo/Molise
* Campania/Puglia/ Basilicata/Calabria
* Sicilia
* Sardegna

Ogni azienda partecipante potrà disporre di un solo diritto d’uso per macro-area. La rimanente terza – sempre della banda 3.4-3.6 Ghz – verrà assegnata a livello regionale, favorendo le società prive di licenze UMTS.

Speriamo che questo Wi-Max riesca a limitare il digital-divide che ancora affligge pesantemente la nostra bella Italia.
Speriamo che non sia solo un altro modo per spillarci i soldi dalle tasche per le aziende di telecomunicazioni.

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Chiunque abbia “acquistato” una copia di Windows Vista Ultimate alla modica cifra di 600 € da oggi potrà provare l’ebrezza di avere dei video Wmv o Mpeg sullo sfondo del proprio Desktop creando cosi un effetto WOW molto accattivante e senza minimamente pesare sul vostro hardware!

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Come potete vedere il tutto è estremamente fluido, merito della bontà indiscussa di questo grandissimo sistema operativo.
Pensate che questa addon di nome Windows Dreamscene sia qualcosa di nuovo? Ma certo!…. che no.

Su Linux esiste una cosa molto simile da molto molto tempo, si chiama xwinwrap, scritta originariametne da David Raveman, autore e maintainer di Compiz, che permette non solo di vedere filmati sul proprio sfondo ma anche screensavers ed è integrato perfettamente con Compiz stesso il che permette effetti veramente strabilianti ad una velocità incredibile!

Guardare per credere.

Pensate veramente di poter avere tutto questo su Windows Vista? Beh forse con un quad-core a 4ghz e una configurazione con due schede video di ultimissima generazione messe in parallelo potreste farcela… alla modica cifra di:

  • Windows Vista Ultimate: 600 €
  • Processore quad-core 4ghz: 1000 €
  • 2 x GeForge 8800 Ultra: 1400 €
  • Alimentatore da 1 Kwatt: 200 €
  • TOTALE : 3200 €

Senza contare che probabilmente dovreste cambiare anche scheda madre, ram e altri componenti… e poi un bel monitor wide-screen almeno da 21 pollici non ce lo volete mettere? e la bolletta della corrente non la pagate? e il pc che scalda come un altoforno per cuocere le uova sode? e il fatto che non potete accendere la lavatrice insieme al pc perché sennò salta la corrente?

Beh però è carino Winzozz DreamOscene

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Oggi vi voglio spiegare, cercando di essere più chiaro possibile la struttura del file system usata da Linux.
Molti utenti provenienti da Windows infatti si trovano inizialmente a disagio con la disposizione delle cartelle, dei file, dei programmi etc e si fanno una serie di domande che generalmente sono:

  • Dove sono i miei programmi?
  • Dove sono i files di configurazione?
  • E le unità C: D: Vattelappesca: ?
  • Cosa sono tutte quelle cartelle usr, etc, var, bin, ?

A prima vista l’organizzazione del file system di Linux è più complicata di quella di Windows, in realtà non è cosi.
E’ un organizzazione estremamente logica e funzionale presente già nei primissimi sistemi Unix.
Tuttavia per un utente abituato a Windows è normale che appaia complicata ma ipoteticamente varrebbe anche il viceversa: un utente abituato ad usare Linux messo davanti a un sistema operativo Windows non ne caverebbe le gambe per un bel po’ di tempo, incartandosi col registro di configurazione, software sparso qua e la in Programmi, Program Files etcetc, cartelle sparse qua e la senza ordine logico dll un po’ ovunque.

Il file system Linux è strutturato gerarchicamente in cartelle specifiche:

  • La prima directory è / chiamata anche root, è la cartella radice dalla quale si diramano tutte le altre cartelle, in un sistema Windows potrebbe essere rappresentata dall’unità C:\ ; da non confondersi con /root che è la cartella personale dell’utente root cioè dell’amministratore di sistema
  • /etc è la cartella dentro la quale sono presenti tutti i files di configurazione del sistema operativo e delle applicazioni installate, su Linux non esiste un registro di configurazione con misteriosi valori messi qua e la, semplicemente esistono dei files di testo nel quale sono presenti le impostazioni di qualunque cosa.
  • /bin è la cartella contenente gli eseguibili essenziali per il sistema operativo.
  • /boot invece contiene i files necessari per l’avvio del sistema e i parametri di configurazione di un eventuale bootloader.
  • /var è una directory dove vengono immagazzinate informazioni che variano durante il funzionamento del sistema.
  • /dev invece contiene i files dei dispositivi (devices) ovvero tutti i files che vi trovate dentro rappresentano una certa periferica presente nel vostro sistema e sono necessari al suo corretto funzionamento.
  • /lib contiene le librerie essenziali e i moduli del kernel necessari al sistema.
  • /proc è un file system virtuale che consente di accedere a informazioni di vitale importanza sulla macchina, sul kernel e sul modo in cui interagiscono le applicazioni col kernel
  • /usr è composta di diverse sottodirectory, è una sorta di file system di secondo livello con una struttura simile a root, infatti al suo interno possiamo trovare la cartella degli eseguibuli /usr/bin, delle librerie /usr/lib, dei dati comuni /usr/share etc… In genere è qui che vengono installate tutte le applicazioni
  • /home è la cartella che contiene tutte le cartelle utente, ad esempio /home/dario /home/giovanni /home/francesca /home/fantozzi etc…
  • /media oppure /mnt è la directory dove vengono montati tutti i dischi rigidi, le unità cd, dvd, penne usb, lettori mp3 e quant’altro venga riconosciuto come periferica di archiviazione

Struttura Filesystem

Una cosa che merita approfondimento è la sistemazione dei vostri dischi rigidi dei lettori cdrom e di quant’altro.
Come avete notato in Linux non esistono unità C: D: etcetc, ogni disco è rappresentato da una cartella che viene “montata” all’interno del file system principale in una apposita directory chiamata /media in alcune distribuzioni, /mnt in altre.
Montare un filesystem significa assegnare ad un dispositivo di archiviazione un percorso all’interno del file system di root; per cui è possibile montare un qualsiasi dispositivo, conoscendone il file system, in una qualunque cartella vuota del vostro disco rigido. Quella cartella rappresenterà il collegamento al vostro dispositivo.
Come potrete intuire questa caratteristica è estremamente flessibile e potente e permette ad esempio operazioni quali il montaggio di immagini di Iso di CD-ROM o DVD scaricate sul vostro Pc senza la necessità di alcun software aggiuntivo, permette di montare la scheda di memoria presente nel vostro telefonino collegato via bluetooth e altre chicche.

Spero di essere stato sufficientemente chiaro ;)

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I prodotti che escono dalla testa Steve Jobs e dagli stabilimenti della Apple sono sicuramente di ottima fattura, sono come dei capi prodotti da uno stilista famoso: impiegano materiali ricercati e sono pagati sicuramente più per il design e il marchio che per il loro vero valore.

Sfido chiunque a dirmi che un MacBook Pro è brutto. E’ un capolavoro di design non solo esteriormente ma anche interiormente, smontatelo se non ci credete; tutta la roba che normali produttori di PC inseriscono in spessori di 4 Cm loro la mettono in 2,5 e in più inseriscono delle chicche come la tastiera retroilluminata, il monitor a led (ancora non riesco a capire come hanno fatto a metterceli in quel foglio di carta) etc.
Come costi di produzione non cambia molto. E’ la cura dell’assemblaggio, la scelta di questi piccoli dettagli che fa la differenza di prezzo. Le componenti poi sono le solite di un moderno PC, apparte l’ EFI. Converrebbe comprarsi un Dell con le solite caratteristiche e con 500 € in meno, tuttavia i Dell fanno cagare e non hanno tutte quelle cazzatine che oggi vanno molto di moda tra i ggiovani pottini…“we bella… cioè ai visto ke sballo il mio nuovo cell? a la fotokamera pazzeska! e poi posso skarikare le suonerie mp3…troppo ggiusto ci metto subito kuella nuova di Kristina Gilera”

I Mac sono per gli appassionati di tecnologia, per chi cerca l’eccellenza ma anche per chi non ci capisce una sega e ha una massa di soldi da buttare via. Per il restante 90% della popolazione esistono i PC.

Parliamo ora di OSX. Tutti lodano la sua eccellenza, ed è indubbio che ciò sia vero.
Al momento è sicuramente il miglior sistema operativo in circolazione tuttavia è quanto di più chiuso ci possa essere, è un qualcosa di inaccessibile e non modificabile in nessuna delle sue parti. Funziona cosi come è stato stabilito e basta!
E pensare che gran parte di questo sistema ha un cuore open-source infatti Darwin, il kernel di OSX non è altro che un fork di un kernel MACH BSD (Unix), Safari non usa come motore di rendering nient’altro che un derivato di KHTML, per non parlare di Bash, Samba, di CUPS, il sistema di stampa Unix comune a tutte le piattaforme che recentemente è stato acquistato proprio da Apple per evitare che andasse sotto licenza GPL v3.
Insomma gran parte del sottosistema che permette a Mac OSX di eccellere non è altro che un derivato di progetti a sorgente aperto o addirittura software a sorgente aperto sfruttato commercialmente.

Tuttavia non ho mai visto da parte di Apple e di Steve Jobs un minimo di riconoscimento verso il mondo open-source che così tanto ha dato e così poco ha ricevuto anzi, Apple sembra ignorare volutamente Linux e il software open-source tanto che alla presentazione di Safari 3 per Windows fu mostrata una slide dove si prospettava il futuro prossimo dei browser web in questi termini: Internet Explorer alla quota attuale punto più punto meno, Safari al 17 20% e Firefox? Sparito, praticamente la fetta di Firefox era stata mangiata completamente da Safari.

Perché Apple si comporta in questo modo verso l’open-source? Ve lo dico io! Perché sa meglio di qualunque altra azienda quanto possa essere efficace questo movimento quando è ben organizzato e sa benissimo che molto del software attualmente incluso nel loro OSX è così efficiente anche e soprattutto per merito altrui! Sa anche che è ancora un movimento che deve sbocciare completamente e che è pieno di intrecci e diverbi interni che se alimentati possono portare alla dispersione delle forze.
E’ quindi più facile attaccare e ignorare un competitore diretto più debole perché frammentato che una azienda massiccia come Microsoft forte di un patrimonio inestimabile, di una posizione monopolistica nel mercato e di una capacità condizionatoria impressionante.

Le cose potrebbero cambiare se Apple si decidesse ad affrontare una svolta nel suo core-business alleandosi con il software libero contro il nemico comune M$ ma questa è un eventualità talmente remota che forse prima che si avveri l’uomo avrà colonizzato Marte :P

Non ho volutamente parlato di Iphone perché lo reputo un prodotto inutile dal punto di vista pratico ma molto utile per rimpinguarsi le tasche di bei quattrini. Discorso opposto per l’Ipod, quello è veramente un ottimo prodotto sotto ogni punto di vista, il miglior lettore mp3 che abbia mai usato e lo straconsiglio a tutti soprattutto il nano da 4G. Fabulosus

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Kwin è il gestore di finestre di KDE. La prossima major release di Kwin, che verrà integrata in KDE 4, ha appena ricevuto una bella rinfrescata al codice sorgente con diversi commit da parte degli sviluppatori.

Come riporta l’articolo sul blog di Rivo Lacks, Kwin ha ricevuto diverse migliorie, soprattutto per quanto riguarda usabilità e integrazione con l’ambiente hardware.

One of the most interesting things is compositing settings autodetection. KWin now tries to detect your video driver and it’s version and if it’s good enough then compositing will be enabled by default

Una delle cose più interessanti è il rilevamento automatico delle impostazioni di compositing. Kwin adesso prova a rilevare il tuo driver video e la sua versione e se è abbastanza buono allora gli effetti del compositing saranno abilitati di default

Per adesso il compositing viene abilitato automaticamente sulle schede Nvidia e sulle Intel, ma c’è da sperare che presto anche sulle AMD/ATI potrà avvenire grazie agli sforzi che la stessa azienda ha recentemente prodotto per collaborare con Linux e il mondo open source (cfr articolo1 articolo2).
Inoltre si sta cercando di far si che Kwin in caso di crash accidentale si riavvii automaticamente.

Per quanto riguarda il fronte usabilità invece è stata inserita una finestra di dialogo che permette di annullare in dieci secondi i cambiamenti apportati al compositing se non vengono esplicitamente confermati dall’utente.

Dialog

Altre piccole migliorie hanno interessato il modulo del centro di controllo dove adesso è possibile attivare molto più semplicemente gli effetti grafici con pochi, l’aggiunta di alcuni plugin: Invert, Sharpen e Looking Glass, quest’ultimo è quello più interessante, si tratta infatti di un magnifier, ovvero di una sorta di lente di ingrandimento sul proprio monitor che permette a chi ha difficoltà visive di ingrandire temporaneamente zone del proprio monitor.

Looking Glass

Per finire è stato fatta un po’ di pulizia del codice e sono stati migliorati alcuni effetti tra i quali PresentWindows e BoxSwitch; le ombre delle finestre sono state rese più rotonde e velocizzati alcuni effetti…ma tutto questo lo vedrete tra pochi giorni col rilascio della terza beta di KDE 4.0

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Tech 5 è un nuovo engine grafico sviluppato da John Carmack, capo sviluppatore di ID Software, che muoverà videogiochi di nuova generazione tra cui Rage, un frenetico sparatutto in soggettiva che avrà il compito di replicare i successi di grandi giochi come quelli della saga Doom e Quake.

Questo motore grafico si prospetta come rivoluzionario, impiega soprattutto una nuova tecnologia chiamata, molto fantasiosamente devo dire, “Megatexture” attraverso la quale sarà possibile applicare texture di dimensione praticamente illimitata per ricreare paesaggi e ambientazioni estremamente realistici

Il video seguente mostra un’ anteprima di quello che potrebbe essere uno spezzone del futuro videogame di ID, impressionante!

Purtroppo tutto questo ammasso di poligoni, texture, fisica e intelligenza artificiale non sarà, almeno in un primo momento, disponibile per Linux, interrompendo cosi il filo conduttore che da sempre ha legato ID Software alle OpenGl e al pinguino.
Rage sarà sviluppato per Microsoft Windows sfruttando le DirectX 9 (niente DirectX 10 di $Vista) e quindi sarà giocabile anche su XP, verrà inoltre pubblicato anche per Mac OSX in OpenGl. Ci sarà anche una versione per Xbox360 e Play-Station 3.
Come sempre gli unici ad essere snobbati sono i pinguini sigh!

ID Software è sempre stata una delle mie software house videoludiche preferite, non solo per il fatto che i suoi giochi sono stati, fino ad oggi, tutti giocabili su Linux senza bisogno di emulazione ma anche perché era l’unica che dopo diverso tempo rilasciava il codice sorgente dei propri engine grafici permettendone così l’evoluzione e la creazione di nuovi giochi per Linux. Tra i più famosi posso citare OpenArena, Nexuiz, Warsow etc… ma ce ne sono a decine.

Peccato, dopo la decisione di Epic di portare il suo nuovo motore grafico anche su Linux (cfr Unreal 3 anche su Linux) mi aspettavo una risposta diversa da parte di Carmack & Friends dato che i loro prodotti di punta sono sempre stati in concorrenza e hanno riscosso entrambi un grande successo tra noi linuxari.

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