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Su Facebook se ne sono dette di cotte e di crude, adoratori e demonizzatori si sprecano, è difficile trovare un punto di vista obbiettivamente equo nel giudicarlo. E di certo non lo farò io scrivendo questo articolo.
Ma perché tutta questa euforia attorno a FB? E’ veramente rivoluzionario come dicono alcuni o è solo la ruota reinventata?
In un primo momento osservando il fenomeno la prima cosa che mi viene in mente è: sicuramente si tratta di un covo di bimbiminkia un po’ come gli spaces di MSN
In effetti la loro presenza è massiccia. Ma questo, in modo più o meno accentuato, è vero in tutta la rete. Internet non è più un qualcosa di fruibile soltanto a pochi eletti “geek” possessori di un modem a 14.4k. Nel 2008 è un intreccio fittissimo di rapporti sociali, di contenuti autoprodotti da persone di ogni estrazione e provenienti da tutto il mondo e condivisi nei modi più disparati.Internet sta diventando la rete dei Poveri come l’ha definita genialmente qualcuno, di quelli che hanno un account Hotmail di quelli che crackano Norton antivirus sul proprio XP ormai distrutto.
Osservandolo da questo lato Facebook non è che l’evidenziatore del processo mutagenico della rete stessa. E’ la rete che sta cambiando per assecondare il nuovo target di utenza. Facebook non ha fatto altro che puntarci sopra una lente di ingrandimento. Internet, per quanto mi costi ammetterlo, sta diventando un mezzo di comunicazione molto più simile alla televisione di quanto non avrei mai immaginato. I contenuti di qualità discutibile aumentano costantemente e si confondono tra quelli buoni, così come aumenta l’ importanza della pubblicità e all’audience di un sito. Proprio come succede in TV!
Le dinamiche e i contenuti che ci fanno stare attaccate ad un monitor sono gli stessi.
Donnine, gossip, pettegolezzi, liti furibonde e scontri. Facebook (ma non solo lui) non fa altro che riassumere tutto questo in un social network.
Facebook è lo strumento voyeuristico ideale per i maniaci del pettegolezzo e i curiosi, è una lente di ingrandimento sulla vita altrui, magari quella di un vicino o di un amico o di un conoscente su cui si vorrebbe curiosare. E’ una sorta di reality show v 2.0.
Per non parlare del lato più hard del tutto. FB e i social network in generale nascondono in modo molto politically-correct un desiderio sessuale inappagato nella vita reale: richieste di amicizie verso ragazze e donne iscritte con foto carine o provocanti si sprecano. Se siete ragazze ve ne sarete sicuramente accorte da sole! E non ditemi che nessuno vi ha mai fatto proposte un po’ “strane”, non ditemi che nessuno ha mai chiesto insistentemente il vostro contatto o le vostre foto o altre cose un po’ equivoche per un’amicizia disinteressata..
Ad ulteriore riprova di questo fenomeno è il dato che il traffico generato dai social-network ha superato per la prima volta nella storia quello del porno online. Non può essere solo un caso.
Ma qual’è l’idea vincente/stravolgentte/sconvolgente di Facebook?
Sono convinto che stia principalmente nel fatto di usare nomi, cognomi ed informazioni reali al posto dei classici nickname inventati e forse, è anche questo un sintomo di cambiamento nel modo di approcciarsi alla rete.
Che sia questo il preludio al web 3.0? Non più un ammasso di applicazioni web dinamiche orientate al servizio on-demand e al social-network, ma un aggregatore, un insieme di reti sociali centralizzato di persone reali?. Una specie di “Enorme Fratello”? Una rete interattiva nella rete.
In realtà Facebook non ha niente al suo interno che non possa essere trovato in quantità e qualità maggiori nel resto della rete. Quello che ci da’ in più è l’unica cosa che fino ad oggi la rete ci aveva consentito di mantenere privata: il nome e il cognome. E’ saltata la protezione che ci dava il nickname. Internet non è più il luogo della “Second Life” dove tutti possono alternativamente recitare la parte di un personaggio qualunque oppure mostrare veramente il proprio IO mascherato da una identità segreta. Con Facebook, lo dice il nome, ci si mette la faccia.
Poi personalmente, la cosa che mi da molto fastidio di Facebook è che sembra che se non ti ci iscrivi sei fuori dal mondo. Non so’ quante volte mi sia capitato che qualcuno mi abbia chiesto di iscrivermi a Facebook dicendomi: “sai, è per restare in contatto.”
Ma per quale motivo? Avete gia il mio cellulare, la mail, ne avete fin troppi di modi per rintracciarmi sinceramente. Sarò “antiquato” in questo senso ma preferisco mantenermi le mie amicizie in modo diverso, una chiamata ogni tanto, una mail, incontrarsi fuori e far due chiacchiere, uscire insieme a bere una birra. E preferisco anche fare nuove amicizie in modo “leggermente più tradizionale” – amicizie, poche ma buone.
Non mi interessa avere 1000 amici virtuali con i quali non parlerò praticamente mai, i quali invece possono curiosare costantemente nella mia vita privata.
Che poi tutta questa necessità di ottenere l’amicizia di migliaia di persone a cosa porta? A cosa serve scattarsi le foto allo specchio in bagno e poi mostrarle a tutti su FB? C’è davvero tutta questa solitudine fra le persone? I contatti umani sono davvero così difficili da avere nel mondo reale che tutta questa gente sente il bisogno di avere una vita sociale elevata nel mondo virtuale?
Oppure è solo esibizionismo alla maniera televisionesca…“Fb ti offre i tuoi cinque minuti di notorietà! Se non ti iscrivi sei solo… sei fuori dal gruppo e nessuno ti conosce”.
Facebook sta spostando il significato della parola amicizia verso un’ etichetta, un tag che significa –> contatti.
Ma non è questa la cosa che mi ha convinto definitivamente a non utilizzare Facebook.
E’ stata principalmente la questione della privacy.
Sinceramente non ci tengo a sbandierare ai quattro venti la mia vita privata. E fino a qui uno potrebbe dire: “De gustibus, tu no ma io si e quindi mi ci iscrivo.” Liberissimo di farlo.
Il fatto è che è proprio la struttura che non mi convince. E’ vero che puoi modificare le preferenze di Facebook in modo tale da poter mantenere un certo grado di riservatezza. Ma perché non farlo di default? Mi sembrerebbe un comportamento più sano e logico. Se uno poi ha voglia di aprirsi al mondo che capisca come farlo da solo dopo aver imparato ad utilizzarlo per bene. Come dice il proverbio, nessuno nasce imparato, e in questo modo si rischia di esporre al mondo dati e informazioni che invece si vorrebbe tenere riservati. Perché poi mantenere i tuoi dati sui server anche se ti deregistri? Questo è veramente un mistero e una cosa indecente.
Senza contare alcune cose terrificanti e al limite della legalità che ci dice Facebook stesso: “Non possiamo garantirti che i contenuti che invii al sito non siano visualizzati da persone non autorizzate” o ancora “non siamo responsabili di elusioni delle misure di sicurezza del sito o delle impostazioni della privacy”.
Ci preoccupiamo dell’uso che faranno alla Coop dei dati della nostra tessera socio, ci incazziamo quando quelli di SKY ci telefonano per sondaggi e offerte promozionali pensando “ma chi cavolo glie l’ha dato il mio numero?” e poi… e poi ci iscriviamo a Facebook?
Qualcuno probabilmente mi darà del bigotto, ma io a Facebook non mi ci iscriverò mai, neanche se restassi il solo al mondo.
Tag: analisi di facebook, facebook, internet, opinioni, social-network, Varie
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Ha vinto come mi immaginavo il centrodestra e Berlusconi, ha perso come mi immaginavo dignitosamente il Partito Democratico e Veltroni; si è affermata molto anche la Lega come mi immaginavo (troppe attenzioni su Napoli e una Alitalia che scompare lentamente lasciando Malpensa in mano a nessuno).
E’ scomparsa come neanche nelle mie più rosee aspettative la sinistra estrema di rifondazione, verdi, sinistra critica e chi più ne ha più ne metta, un risultato storico che finalmente elimina una forza anacronistica nel paese che è capace solo di mettere i bastoni fra le ruote a qualunque forza governativa; una forza nata per fare opposizione a qualunque cosa che non sia utopistico e rivoluzionario al limite del ridicolo. E’ altresi scomparsa anche la destra più estrema, quella della fiamma tricolore ottenendo tuttavia un risultato più che discreto se paragonata alla completa debacle degli altri partiti minori.
Ci ritroviamo con un parlamento nuovo diviso bene o male in due tronconi di forze moderate e riformiste le cui distanze ideologiche non sono così marcate come è stato dal 94 ad oggi. Tutto questo mi imprime una qualche sorta speranza per il futuro; tuttavia rimango ben cauto perché i problemi dell’Italia sono grandi e i deputati e senatori sempre i soliti. Mi sembra alquanto strano che da un giorno all’altro ci siano buonismo e collaborazione quando fino a pochi mesi fa c’erano offese reciproche e ostruzionismo.
Sicuramente governare senza l’handicap dei “nanetti” come li chiama qualcuno dovrebbe essere più facile e la maggioranza, anche al senato, sembra esserci e pure abbastanza consistente. Per la prima volta mi sembra di vedere un sistema politico e un governo che possa effettivamente giovare allo sviluppo del paese in modo più concreto. C’era bisogno di una sorta di rivoluzione nel paese e sembra che qualcosa si sia finalmente mosso in senso buono.
I punti chiave per avviare una vera rinascita sono fondamentalmente due:
il primo è quello di liberare dagli intrecci con la politica tutte quegli “enti e istituzioni” che niente hanno a che vedere con essa. La politica deve tornare a fare politica, ad ognuno il suo mestiere. Basta ricatti dai sindacati, basta ingerenze dello stato sulle aziende e viceversa, basta ai ricatti delle banche, basta ai favoritismi e clientelismi, basta ad una magistratura e ad un’ informazione politicizzata.
Il secondo è una cosa di cui si parla da sempre come un grande problema ma che nessuno ha mai tentato di risolvere ed è in gran parte dovuto al primo punto: la meritocrazia.
Perché in Italia per avere successo non serve essere i migliori, basta avere le migliori conoscenze e raccomandazioni; lo possiamo vedere semplicemente scorrendo nomi a caso tra i banchi di montecitorio o in qualunque altra istituzione… ci sono persone che governano senza possedere un minimo di istruzione o che sono papabili per fare il ministro dell’economia quando non hanno mai studiato neanche un manuale di diritto. In parlamento non ci si dovrebbe poter entrare se non si ha almeno una laurea.
La meritocrazia va applicata ovunque in modo simile a quanto accade nella gestione aziendale dove si eleggono dei manager e se questi sbagliano vengono prontamente liquidati, se invece fanno bene vengono premiati!
I dipendenti dello stato sono praticamente non licenziabili. Di questa condizione molti se ne approfittano lavorando poco e male, arrecando un danno non indifferente al sistema. Questo non è giusto, ne nei confronti di chi lavora in una qualunque altra realtà ne dei colleghi che invece svolgono bene ed onestamente il loro compito!
Vi siete mai chiesti come mai una gara di appalto vinta, mettiamo per 10 milioni di Euro costa sempre come minimo il doppio? Provate a pensare a uno scenario di questo genere invece: Il datore di lavoro (Stato Italiano in questo caso) assegna ad una azienda un appalto per un valore di 10 milioni di euro, non una lira di più e, a lavori ultimati, in caso di risparmio, rilascia alla ditta che se ne è occupata il 20% di quello che è riuscita a risparmiare come compenso per l’ottimo lavoro. Pensate che ancora gli appalti verrebbero a costare puntualmente il doppio?
Mi sono dilungato fin troppo con questi discorsi e ce ne sarebbero ancora una quantità spropositata da fare. Un sistema veramente meritocratico è l’unico modo per tirare fuori l’Italia dal buco su questo non ci piove.
Concludo augurando al nuovo governo di riuscire a fare qualcosa di buono per questo paese; non dico di riuscire a farlo ritornare completamente sulla giusta strada perché penso che non sia possibile farlo in 5 (o meno) anni, ma almeno aiutarlo a tirare fuori il piede da quella fossa in cui è stato per troppo tempo.
Tag: elezioni, governo, opinioni, Politica, Varie
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Beh ormai c’è poco da dire, in rete non si parla di altro.
Tutti sanno che Microsoft ha fatto una proposta di oltre 44 miliardi di dollari per acquisire Yahoo! e che Google non è stata a guardare e ha offerto il suo appoggio a Yahoo per contrastare questa offerta che, come direbbe il buon vecchio Don Vito Corleone, “è un’offerta che non potrà rifiutare”… almeno non molto facilmente.
Ho letto molti commenti in blog non strettamente legati al mondo opensource ma che comunque trattano argomenti legati all’informatica e alla tecnologia e sono rimasto abbastanza sbigottito. La gente pensa che sia un bene che Microsoft acquisisca Yahoo per questioni di concorrenza!
E’ un po’ come se Berlusconi, per fare un paragone molto ma molto azzardato e improbabile, decidesse di comprare la Rai e la gente fosse contenta di questo perché cosi fa concorrenza a LA7/MTV!
Se Microsoft acquisisse Yahoo! avrebbe una posizione predominante seppur non di molto sul web. E’ stato calcolato infatti che circa il 20% del tempo medio che un’utente passerebbe su internet sarebbe su siti di sua proprietà, che deterrebbe intorno al 60% del potenziale pubblicitario sul web e intorno al 40% nel settore ricerca!
Microsoft ha già una situazione di monopolio quasi inattaccabile nel settore del software tradizionale e dei sistemi operativi e l’unico competitor che oggi le può fare concorrenza in un settore in forte crescita com’è quello del Web è proprio Google!
Io non voglio fare la parte del solito fanatico linuxaro che attacca Microsoft da ogni parte perché è brutta e cattiva ma sinceramente se c’è qualcuno che dovrebbe ridimensionare le proprie mire monopolistiche questa non è di certo Google!
Google non ci obbliga ad usare il suo motore di ricerca, a cliccare sui suoi annunci pubblicitaro o a sfruttare i suoi servizi, lo facciamo soltanto perché questi sono migliori qualitativamente!
Microsoft invece ci impone di usare il suo Windows su ogni Pc sulla faccia della terra e ora non venitemi a dire che per il fatto che oggi alcune aziende (vedi Dell) offrono un paio di portatili con linux in tre o quattro paesi del mondo non è cosi!
Sinceramente non mi piacerebbe vedere Microsoft alla pari con Google in un settore che sarà sicuramente determinante nel futuro prossimo, ma solo per il fatto che Non mi sembra giusto che una singola azienda possa manipolare e giostrare un intero settore, quello dell’informatica, per i propri interessi. L’ha sempre fatto e continuerà a farlo!
L’ha fatto con il boicottaggio delle OpenGL (aperte) in favore delle sue DirectX (chiuse) l’ha fatto con Internet Explorer contro Netscape, l’ha fatto in ogni modo possibile e immaginabile riuscendo sempre a spuntarla e oltretutto offrendo un prodotto decisamente peggiore della concorrenza… non vorrei che la storia si ripetesse per l’ennesima volta, ma se c’è una cosa che a Redmond sanno fare bene è muoversi nel mercato.
Se volete software e servizi fatti veramente bene rivolgetevi altrove!
Detto questo spero vivamente che questa acquisizione non vada in porto ma non ci scommetterei un soldo di cacio.
Buio!
Tag: google, informatica, Microsoft, opinioni, storia, web, yahoo!
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Paperon de Paperoni diceva: “ogni soldo risparmiato è un soldo guadagnato”.
Niente di più vero, i nostri cari dipendenti, tanto per citare Beppe Grillo, dovrebbero imparare molto da quel miliardario pennuto!
Sembra che ancora una volta nelle casse dello stato siano arrivati più soldi, molti più soldi del previsto, dovuti ad una strenua lotta all’evasione fiscale. Sarà, ma io ho sempre creduto…ma forse mi sbaglio eh, che le tasse fossero aumentate un po’.
Ma poi mi domando, è possibile che la lotta all’evasione fiscale abbia portato tutti questi risultati solo oggi, quando sono 50 anni che questo grave problema affligge l’Italia e nessun governo ne di destra ne di sinistra è mai riuscito a venirne a capo? Bah vacci a capire qualcosa!
Comunque sia tornando al punto è fuori di dubbio che la macchina politica Italiana sia estremamente inefficiente, macchinosa e costosissima in termini monetari. La citazione di Paperone interviene proprio sull’ultimo punto: i costi della nostra politica e soprattutto, il prezzo che noi paghiamo ogni giorno per lo stato sono spropositati. Non si può aumentare ancora la tassazione sulle famiglie e sulle aziende altrimenti si rischia veramente di non poter più lavorare e di dover chiudere baracca e burattini ed emigrare.
L’ultima idea brillante del professore, prima che cadesse il governo, era l’intenzione di aumentare la tassazione dal 13 al 20% sui BOT che oggi, in un periodo così difficile sono rimasti uno dei pochi fondi a cui il ceto medio può ancora affidare i propri risparmi.
Cosa fare allora se non c’è più margine per tassare tassare tassare? Semplice, risparmiare, come fanno quasi tutte le famiglie italiane. I nostri governanti dovrebbero imparare molto dai loro governati. I soldi che non si spendono in sprechi immensi possono essere riutilizzati per cose più importanti
Io mi ritengo molto fortunato, non mi posso lamentare di niente, ma almeno ho coscienza che ci sono persone (anche molto vicine a me) che non se la passano per niente bene! I “poltronieri” non sanno cosa vuol dire arrivare l’ultima settimana del mese senza il becco di un quattrino, non sanno cosa significhi non potersi permettere una settimana di vacanza all’anno, un cinema o una cena al ristorante ogni spuntar di luna!
Ieri andando a fare la spesa ho assistito ad una scena agghiacciante: Una madre con due bambini gemelli, italiana, un cestino contenente due mele un pezzo di pane un paio di bottiglie d’acqua e poche altre cose, è stata sorpresa con in borsa due ovetti kinder per i suoi figli. Disperata si è messa a piangere perché non voleva rubare ma non aveva più neanche un centesimo per fare una piccola sorpresa per il compleanno dei propri bimbi. Fortunatamente la solidarietà esiste ancora e la donna è stata mandata via senza conseguenze e con due ovetti per i propri piccini.
Non si può andare avanti così, tutto deve ripartire dal ceto medio e dalla famiglia e per far si che questo accada bisogna riportare le persone nella condizione di poter risparmiare e mettere da parte qualche soldo per il futuro. Non si può tirare a campare senza alcuna aspettativa!
Cari politici, dovreste imparate da zio Paperone a risparmiare e vedrete che tutti saremo più felici, gli elettori vi vorranno più bene e il paese tornerà a crescere un po’
Tag: opinioni, pensieri, Politica, Varie
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Scritto da Dario in Politica
E’ caduto il governo Prodi, sicuramente è cosa buona e giusta dato che la sua frammentazione e la sua incapacità di prendere qualsiasi tipo di decisione erano le sue migliori armi.
Ma adesso cosa ci aspetta?
A sentire i politici (tutti già entrati in campagna elettorale evidentemente) l’Italia è di fronte a un grande cambiamento, c’è bisogno di cambiare, bisogna dare una svolta, fare le riforme necessarie a far decollare il paese, sostenere la famiglia e i giovani, dare di nuovo il potere d’acquisto al ceto medio, rilanciare l’economia….
Insomma la solita minestra riscaldata che ci propinano ogni volta e puntualmente fanno l’esatto contrario.
L’Italia ha bisogno come non mai di queste cose, ma per ottenerle per prima cosa ha bisogno di gente nuova e capace, con idee nuove che guardi al futuro non al passato, che abbia la voglia di cambiare veramente il paese.
Se i nostri cari politici si dimettessero in massa ci farebbero un grosso favore.
La nostra classe politica è vecchia! Proprio come il nostro paese che per anni ha puntato a fare un’azione per la tutela degli anziani e delle pensioni e ha invece tralasciato quella per il lavoro e i giovani.
E’ il momento di cambiare inerzia, come si dice nelle partite di basket, e per farlo dobbiamo per prima cosa cambiare la nostra classe politica che non è capace di trovare un accordo neanche sul colore delle mattonelle dei cessi di Monte Citorio; figuriamoci fare riforme istituzionali importanti e necessarie per un paese che sta precipitando verso il terzo mondo.
Sinceramente che ci siano elezioni anticipate subito oppure un governo transitorio tecnico o di larghe intese che si occupi della legge elettorale non me ne importa un bel niente! Tanto, fino a quando questa classe politica sarà in carica non cambierà niente.
E’ per questo motivo che oggi voglio fare la mia piccola campagna elettorale pure io che non sono nessuno e dire a tutti quelli che leggono questo blog di NON VOTARE alle prossime elezioni e di cercare di diffondere questo pensiero per quello che possono. Perché?
Immaginate se dopo le elezioni solo il 20% degli italiani avesse espresso un voto. Quale governo avrebbe il coraggio di governare un paese dove il restante 80% della popolazione è in ogni caso a sfavore?
E’ questo il solo modo che ci resta per dimostrare la nostra completa sfiducia nella classe politica, nei nostri eletti, che poi alla fine noi non eleggiamo affatto ma ci limitiamo a dargli una approvazione. L’Italia ha bisogno di gente coi coglioni che si dia da fare, ha bisogno di gente che abbia voglia di modernizzare, e questa voglia la si può trovare solo nei giovani! L’immagine della politica ha bisogno di essere ripristinata, dobbiamo depurarla di tutte quegli attributi che troppo spesso ci vengono in mente pensando ad essa (falsità, ipocrisia, cupidigia, favoritismo, inefficienza…) e per farlo è necessario che i simboli ed artefici di tutto ciò vengano cancellati e sostituiti.
Questo è il mio pensiero, penso che sia il pensiero anche di molti di voi, almeno lo spero
Tag: campagna elettorale, elezioni, opinioni, pensieri, Politica
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Sebbene questo promettente Desktop Environment sia già pronto all’installazione anche se non è stato ancora rilasciato ufficialmente vi anticipo che almeno per il momento non passerò a KDE 4.
Perché?
E’ presto detto. Ancora troppo immaturo.
Il progetto ripeto è molto promettente e quando verrà rilasciata Kubuntu 8.04 sicuramente proverò la versione KDE 4 per vedere come hanno lavorato i ragazzi di Canonical ma, è altrettanto sicuro che non utilizzerò KDE 4.0 come Desktop predefinito, ancora troppe lacune e bugs.
D’altronde lo hanno detto anche gli stessi sviluppatori che la nuova versione di KDE è adatta solo a chi vuole avere l’ultimo ritrovato tecnologico e che nessuno si aspetti la perfezione da questa release. I miglioramenti saranno molti nelle prossime versioni e in ogni direzione per cui resto ancora col mio “quasi perfetto” Gnome 2.20 ancora per un po’.
Sicuramente fino a KDE 4.1
Tag: gnome, KDE, kde 4, linux, opensource, opinioni
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Scritto da Dario in Varie
Oggi vi riporto un’ articolo scritto dal mio amico “Bedin” sull’annosa questione Alitalia.
Già il cda di Alitalia aveva considerato migliore l’offerta dei francesi di AirFrance che prevede un piano di ristrutturazione aziendale serio che parte dalla revisione del personale ( 20000 dipendenti di Alitalia si astengono dal lavoro per 200 giorni l’anno sommando ferie e malattia, ditemi voi in quale altra azienda è possibile che uno lavori praticamente un giorno su 3, se si contano anche i giorni festivi!?),dalla revisione delle infrastrutture e delle politiche di bilancio.
AirOne (italiana) dal canto suo da sicuramente più garanzie a sindacati e enti locali (su posti di lavoro e mantenimento della centralità di malpensa) perchè si propone di cambiare poco o niente nel funzionamento di Alitalia, tale possibilità viene data dal fatto che AirOne assumerebbe con l’acquisto di Alitalia una posizione di monopolio di fatto in molti tipi di volo che gli permetterebbe di scaricare una gestione finanziaria dissennata (come quella di Alitalia fino ad oggi) sulle tariffe e sui servizi offerti agli utenti, con buona pace dei consumatori.
Facendo un passo indietro occorre ricordare che la necessità di una privatizzazione emerge dalle enormi inefficienze di alitalia pagate oltre che dai clienti con le tariffe anche dallo stato che solamente negli ultimi 10 anni ad ogni legge finanziaria a dovuto versare tra i 300 e i 500 milioni di euro che bastano soltanto per riportare i deficit di bilancio dell’impresa sotto controllo nemmeno per azzerarli.
In questo caso si può dire che le ragioni dell’efficienza del mercato e della concorrenza (come detto sopra la vendita ad AirOne avrebbe creato un quasi monopolio privato) abbiano guidato Prodi e Padoa-Schioppa nella scelta più della necessità di mantenere l’italianità della compagnia di bandiera, sentita da orientamenti politici trasversali come ad esempio sinistra radicale, Alleanza Nazionale, Lega Nord, anche se tali soggetti avrebbero proprio voluto il mantenimento in vita di Alitalia cosi com’era.
Viste le polemiche suscitate dalla decisione del governo, accusato di svendere il patrimonio dello stato al dominio straniero, spontanea mi viene una provocazione; meglio un’azienda controllata da una società straniera (siamo nella UE) che offre servizi efficienti e tariffe accettabili, i cui dipendenti non ti rubano gli oggetti dalle valigie perchè sennò vengono licenziati (mentre gli scandali di malpensa hanno finora comportato una sospensione e poi un reintegro nel personale quasi immediato, visto che un licenziamento, trattandosi di lavoro di fatto pubblico, sarebbe stato annullato dal tribunale del lavoro) e dove non ci sono scioperi a oltranza che violano qualsiasi legge sullo sciopero facendo aspettare i clienti anche 24 ore per un volo che avevano prenotato mesi prima, oppure è meglio un azienda italiana, che offre servizi indecenti, insicuri per via di scioperi e ferie di massa improvvise, in cui nessuno ha la responsabilità di niente e nessuno paga, tranne i consumatori che si devono accollare tariffe anche raddoppiate rispetto alle compagnie straniere?
a voi il giuduzio

Adesso vi espongo il mio pensiero.
Tutti sanno che io odio profondamente tutto quello che ha qualsiasi cosa di francese e, il fatto di dover regalare la compagnia di bandiera a quelle “galline” non mi piace per niente, tanto più che verrebbe tagliato fuori l’aeroporto di Malpensa ma di questo parlerò dopo.
Tralasciando i sentimenti e le opinioni personali mie nei confronti dei transalpini potrei dire che la loro offerta sembra migliore di quella di AirOne in base al grafico che ho inserito sopra, tuttavia la provocazione di “Bedin” sul fatto che saremo solo noi a giovarne, e che avremo tariffe più basse e meno disagi è vero solo in parte. Innanzitutto non si può mai fare una previsione certa di questo tipo quando si tratta di modificare completamente l’assetto di una azienda; sicuramente all’inizio ci saranno alcuni disagi dovuti al cambiamento e non è detto che il miglioramento sarà così netto.
E’ anche vero che il lavoro (poco e di scarsa qualità) degli impiegati statali della Alitalia verrà sostituito in grandissima parte da un lavoro e da processi molto più efficienti per il semplice fatto che adesso “Chi sbaglia paga!” (di tasca sua, non nostra).
Solo questo fatto sarebbe un enorme passo avanti per noi consumatori.
Però c’è un però… ed è forse il però più grande che ci possa essere. Che fine fa’ l’aeroporto di Malpensa?
Secondo il piano industriale di Airfrance-KLM questo verrà praticamente cancellato dalle loro rotte di volo internazionali.
Perché? Perché per il nord e centro europa Airfrance-KLM ha gia i suoi aereoporti (Hub) internazionali e con Fiumicino adesso ne avrebbe uno centrale anche per L’Italia e il sud.
Forse nessuno si è reso conto della gravità di tutto questo. L’Italia non può perdere il suo aeroporto più grande e con più traffico. Non si può permettere di perdere l’hub che porta più ricchezza di qualunque altro al Nord. Forse ci siamo dimenticati che è al Nord che gran parte delle ricchezze italiane vengono prodotte e che senza un aeroporto del calibro di Malpensa verrebbe penalizzato non solo questo ma tutta l’Italia.
Già i lavori sulla TAV “procedono??” a rilento creando un forte danno economico a tutto il paese, adesso si taglia pure l’aeroporto dal quale vengono effettuati la maggior parte dei voli internazionali aziendali e imprenditoriali.
Come può pensare un imprenditore di mantenere una azienda competitiva in Europa se non ci sono infrastutture come aeroporti e ferrovie che permettono il trasporto di merci e persone in modo veloce? Come si può pensare di partire da Milano e dover fare 600 Km di strada per andare a Roma a prendere un aereo per andare a Francoforte o a Londra?
Sicuramente Malpensa sopravviverà in qualche modo per il semplice fatto che l’Italia non può farne a meno. Verranno create delle cordate di investitori che terranno in piedi l’aeroporto e si spera che altre compagnie ne facciano la propria base, tuttavia, è una decisione ridicola quella di eliminare Malpensa dai voli della compagnia che, in Italia, ne detiene il maggior numero.
Vorrei tanto vedere Marchionne all’Alitalia adesso eheheh
Magari dopo la Fiat riesce a ritirare su anche questa
Tag: Airfrance-KLM, AirOne, Alitalia, Malpensa, opinioni, Politica
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E’ da pochi giorni che mi sono deciso a compilare la versione ancora in sviluppo del prossimo KDE 4.0 in unscita a gennaio 2008 per curiosità e devo dire che mi ha colpito molto in positivo con qualche rimostranza.
Cosa mi piace:
Sono molte, forse troppe le cose che mi piacciono di questo nuovo desktop environment.
- Per prima cosa, quella che tutti noteranno a primo impatto. L’aspetto visivo è molto curato e lo sarà ancora di più al rilascio finale, lo stile Oxygen è molto bello per i miei gusti, è semplice, privo di tutte quelle cose “in più” che non ci piacevano di KDE 3 e abbastanza leggero, pare. Le icone sono spettacolari.
- Dolphin che ho in passato criticato su KDE 3 sul 4 dimostra di essere maturato molto e di svolgere egregiamente il suo compito… forse un po’ troppo in stile Nautilus per chi ama Konqueror come file manager ma, sicuramente Dolphin è una delle applicazioni su cui è stato fatto il maggior lavoro. E i frutti si vedono.
- Prestazioni superlative nell’avvio delle applicazioni: Mi era capitato solo provando OsX di vedere le applicazioni comparire come se fossero gia in memoria al momento del loro avvio. KDE mi ha stupito, il caricamento di qualsiasi applicazione è veramente fulmineo. Konqueror, precaricato all’avvio è un missile.
- tutto il sistema che è molto reattivo e inoltre, il consumo di ram, per adesso è molto minore rispetto a quello di KDE 3!
- Le Qt 4 di trolltech…le amo che ci devo fare?
- E infine finalmente! Era l’ora che le applicazioni si chiamassero senza K iniziale. Esempi ne sono Dolphin, Plasma, Strigi, Nepomuk etc etc…
Una ventata di freschezza, tra l’altro i nomi scelti sono a mio modo di vedere tutti molto belli.
Cosa si può migliorare:
- Kwin e le sue prestazioni in primis: il nuovo composite manager integrato direttamente in Kwin è decisamente lento in alcune animazioni e in generale si può affermare che le sue prestazioni sono ancora un gradino al di sotto di quelle di Compiz, speriamo nell’ottimizzazione.
- Integrazione di Strigi. Mi piacerebbe vedere qualcosa in stile “deskbar applet” ma alla fin fine sono solo gusti personali.
- Velocizzare il caricamento di sistema “Ksplash” che impiega forse un po’ troppo tempo.
Cosa non mi piace:
- Il nuovo menù ripreso da quello di Suse… lo trovo poco facile da usare, specialmente quando si deve navigare tra i programmi. Molto meglio il vecchio Kmenu.
- Il pannello di controllo “Systemsettings” che ha sostituito il non più mantenuto ma sicuramente ottimo Kcontrol. Le opzioni a disposizione sono state drasticamente castrate in favore dell’usabilità a quanto dicono gli sviluppatori. Per come la vedo io questo strumento è ancora immaturo per sostituire Kcontrol e tutte le sue innumerevoli funzioni (ottime), una scopiazzatura gnomesca venuta decisamente male.
Chi lo sà, se continuano su questa strada magari riescono a farmi ritornare da loro i ragazzi di KDE
Tag: KDE, kde 4, linux, opensource, opinioni, QT, Software
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Premetto che non voglio far polemica con nessuno ma esprimere semplicemente il mio punto di vista su due delle comunità più grandi e importanti nel panorama del software libero ovvero quelle di Gnome e di KDE. Aggiungo che non essendo direttamente coinvolto nello sviluppo di questi progetti non posso capire fino in fondo chi è dalla parte della ragione e chi del torto (nel caso che presenterò in questo articolo), mi permetto di dare un giudizio soltanto come utente e come appassionato di tecnologia e di software libero quindi spero che nessuno consideri quello che dico come una provocazione o altro.
E’ venuta alla luce in tempi abbastanza recenti una incompatibilità tra le applicazioni GTK+ e la system tray del futuro KDE 4.
Tutto è dovuto al fatto che apparentemente le applicazioni GTK+ non riescono a gestire correttamente le visuali ARGB, estremamente importanti per la futura piattaforma KDE in quanto su di esse si basano molti degli effetti grafici di Plasma come trasparenze, animazioni etc…
L’11 gennaio verrà rilasciata la versione stabile di KDE 4 e dovrà in un modo o nell’altro ovviare a questo problema. Le alternative sono 2, continuare sulla strada che si è scelto di percorrere (ottima a mio avviso) e “ignorare” questo bug causando qualche problema con le applicazioni GTK+ oppure riscrivere parte del codice di plasma castrando però alcune delle features più interessanti e visibili ad occhio nudo di KDE 4. Nel primo caso si spera in un rilascio di una patch o di qualsiasi altra cosa da parte del team GTK+ in tempi brevi, nel secondo caso… beh speriamo che non succeda, lascerebbe delusi molti, me compreso.
Queste le parole di A. Seigo
so now i’m conflicted.
do i release plasma in all its shining glory and show the toolkits to be buggy when it comes to handling argb visuals?
or do i retreat, like probably every other serious app that may have gone before me, and make plasma look less hot (excuse the pun but work properly?
Nel frattempo lo stesso Seigo (presidente di KDE) ha comunicato tramite bugzilla questo problema sperando di ricevere una risposta sensata. In parte lo è stato, tuttavia non so’ perché ma mi sembra sempre di notare una certa sufficienza (anche in questo caso)nelle risposte date da parte del team di Gnome/Gtk nei confronti dei bug reports o dei feature request provenienti da persone estranee alla loro cerchia.
In sostanza non mi aspetto che questo bug o feature che dir si voglia venga corretto o implementato nel prossimo futuro da parte degli sviluppatori GTK. Probabilmente mi sbaglierò, forse neanche di troppo, ma la comunità Gnomesca mi è sempre sembrata abbastanza riluttante verso grandi progressi tecnologici, preferiscono piccoli passi e a volte si perdono in diatribe assurde tipo quale deve essere il posizionamento corretto del pulsante “OK” oppure il colore di sfondo di una icona, insomma cose davvero di poco conto. Poi invece lasciano indietro cose importanti come questa: la compatibilità delle loro applicazioni con gli altri DE.
Ciò non toglie che il lavoro che svolgono sia egregio altrimenti non mi sarei mai deciso di passare da KDE a Gnome.
E’ anche vero che questa “lentezza” può essere vista come una sorta di accuratezza, di ricerca della perfezione che forse i ragazzi di KDE hanno di meno.
Insomma KDE preferisce i grandi salti generazionali, Gnome i piccoli aggiornamenti incrementali. Non mi è dato sapere quale sia la soluzione migliore ma sinceramente mi piacerebbe vedere un po’ più di collaborazione tra i due ambienti; questa volta si dovrebbero adattare gli Gnomi, in futuro magari saranno i Kdeiani a dover fare lo stesso. E’ inutile giocare a scaricabarile perdendo di vista i veri obbiettivi. Sarebbe meglio che tutti si dirigessero verso un obbiettivo comune, ovvero il progresso tecnologico e per come la penso io la scelta di KDE di adottare pienamente il supporto alle visuali ARGB è la strada giusta.
Nessuno dei toolkit odierni le supporta pienamente, anche le Qt soffrono di qualche piccolo problema e non sono da meno i driver Nvidia (da notare che la stessa Nvidia ha rilasciato una patch per i propri driver in tempi record!) ma se nessuno si decide a percorrere una strada nuova il progresso non c’è.
Sono fiducioso che tutto si sistemerà nel migliore dei modi
Tag: argb visuals, gnome, gtk, KDE, kde 4, linux, opensource, opinioni, QT, Software, sviluppo, Tecnologia
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Scritto da Dario in Politica
Ormai la politica italiana non è più una cosa seria si sa!
Per quanto tentino di rimpinzarci la testa con alcune paroline magiche come serietà, serenità, dialogo che, avrete notato, non mancano mai a nessuno (specialmente a Prodi) tutti ormai si sono resi conto che assistere ad un dibattito politico è un po’ come guardare un misto tra un programma di Maria De Filippi e la più pesante satira del Bagaglino con una spruzzatina di Isola dei famosi.
Se dobbiamo dirla tutta gran parte del merito di tutto questo dobbiamo attribuirlo a personaggi come il buon Silvio che, molto astutamente (per lui) ha trasformato la politica italiana nel più grande reality show televisivo in circolazione, dove i contenuti non contano niente, conta soltanto apparire e combattere per la supremazia e per la poltrona
I politici sono così diventati in breve le caricature di se stessi in un teatrino di burattini dove i grandi manipolatori sono proprio i mass-media, perché si sa! I media ti possono distruggere oppure farti guadagnare potere e consenso molto velocemente.
La politica è diventata una questione di pubblicità!
Tutto questo mi fa abbastanza schifo ma non mi piace neanche che le altre forze politiche (tutte tranne Forza Italia) anziché dissociarsi e combattere questa “marketizzazione” della politica si siano invece adeguate a questo scempio!
Evidentemente si sono resi conto che comporta dei vantaggi enormi per la “casta” politica! Con la TV puoi far bere di tutto a tutti, basta essere bugiardi, falsi e non avere alcun senso del pudore o rimorso e l’elettore sarà dalla tua parte e farà il tifo per te come per la propria squadra del cuore.
Ecco il minimo comune denominatore della politica italiana: falsità e ipocrisia!
Ecco il mio post voleva essere su Prodi e su un simpatico calendario che è apparso recentemente in Emilia Romagna e invece ho finito per incazzarmi ancora una volta! grrrrrrrr
Vabbè sarà per un altro post
Tag: , casta, opinioni, Politica, Varie
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