E’ da pochi giorni che mi sono deciso a compilare la versione ancora in sviluppo del prossimo KDE 4.0 in unscita a gennaio 2008 per curiosità e devo dire che mi ha colpito molto in positivo con qualche rimostranza.
Cosa mi piace:
Sono molte, forse troppe le cose che mi piacciono di questo nuovo desktop environment.
Per prima cosa, quella che tutti noteranno a primo impatto. L’aspetto visivo è molto curato e lo sarà ancora di più al rilascio finale, lo stile Oxygen è molto bello per i miei gusti, è semplice, privo di tutte quelle cose “in più” che non ci piacevano di KDE 3 e abbastanza leggero, pare. Le icone sono spettacolari.
Dolphin che ho in passato criticato su KDE 3 sul 4 dimostra di essere maturato molto e di svolgere egregiamente il suo compito… forse un po’ troppo in stile Nautilus per chi ama Konqueror come file manager ma, sicuramente Dolphin è una delle applicazioni su cui è stato fatto il maggior lavoro. E i frutti si vedono.
Prestazioni superlative nell’avvio delle applicazioni: Mi era capitato solo provando OsX di vedere le applicazioni comparire come se fossero gia in memoria al momento del loro avvio. KDE mi ha stupito, il caricamento di qualsiasi applicazione è veramente fulmineo. Konqueror, precaricato all’avvio è un missile.
tutto il sistema che è molto reattivo e inoltre, il consumo di ram, per adesso è molto minore rispetto a quello di KDE 3!
Le Qt 4 di trolltech…le amo che ci devo fare?
E infine finalmente! Era l’ora che le applicazioni si chiamassero senza K iniziale. Esempi ne sono Dolphin, Plasma, Strigi, Nepomuk etc etc…
Una ventata di freschezza, tra l’altro i nomi scelti sono a mio modo di vedere tutti molto belli.
Cosa si può migliorare:
Kwin e le sue prestazioni in primis: il nuovo composite manager integrato direttamente in Kwin è decisamente lento in alcune animazioni e in generale si può affermare che le sue prestazioni sono ancora un gradino al di sotto di quelle di Compiz, speriamo nell’ottimizzazione.
Integrazione di Strigi. Mi piacerebbe vedere qualcosa in stile “deskbar applet” ma alla fin fine sono solo gusti personali.
Velocizzare il caricamento di sistema “Ksplash” che impiega forse un po’ troppo tempo.
Cosa non mi piace:
Il nuovo menù ripreso da quello di Suse… lo trovo poco facile da usare, specialmente quando si deve navigare tra i programmi. Molto meglio il vecchio Kmenu.
Il pannello di controllo “Systemsettings” che ha sostituito il non più mantenuto ma sicuramente ottimo Kcontrol. Le opzioni a disposizione sono state drasticamente castrate in favore dell’usabilità a quanto dicono gli sviluppatori. Per come la vedo io questo strumento è ancora immaturo per sostituire Kcontrol e tutte le sue innumerevoli funzioni (ottime), una scopiazzatura gnomesca venuta decisamente male.
Chi lo sà, se continuano su questa strada magari riescono a farmi ritornare da loro i ragazzi di KDE
La notizia non è proprio fresca ma in questi giorni sono stato abbastanza impegnato uid mai gherl e non ho potuto parlarvene…
E’ stata rilasciata una nuova versione stabile del videogioco PokerTH (cfr. PokerTH anche i pinguini vanno “All In”). Si tratta della release 0.6 e introduce moltissime novità tra le quali quella sicuramente più apprezzata da parte mia è la possibilità di giocare online contro avversari umani… insomma il multiplayer va
Altre novità succulente sono:
Chat di gioco e di lobby appoggiata ad IRC e freenode
Supporto degli avatar personali anche in rete
Possibilità di aggiungere dei bots anche in rete
Personalizzazione totale dei Blinds
Traduzione in 14 lingue diverse tra cui naturalmente l’italiano
Miglioramenti al motore dell’ intelligenza artificiale
Miglioramenti nella distribuzione del pot
Che aspettate? scaricatelo subito ed iniziate a giocare a Poker con questo mitico software
Phonon, il backend audio predefinito per Kde4 guadagna il supporto di 3 nuovi motori audio!
Fino ad oggi esisteva o era comunque pienamente funzionante solamente il backend Xine (il migliore a mio modo di vedere).
Adesso non è più cosi!
Grazie alla collaborazione (sempre più proficua) di Trolltech, azienda creatrice del toolkit grafico Qt, sono stati implementati in Kdebase 3 nuovi backend: Gstreamer, DirectShow (Winzozz) e Quicktime (Os X).
E non è tutto, Trolltech stessa si occuperà del mantenimento di questi backend, tutti rilasciati con licenza GPL e dell’evoluzione degli stessi. Infatti l’azienda ha deciso di adottare Phonon per il proprio pacchetto professionale commerciale basato sulle future Qt 4.4
Un perfetto esempio di come possano collaborare fruttuosamente una comunità come quella di KDE e una grande azienda!
No no non si tratta di software bensì di hardware, e che hardware!
l’architettura Sparc (Scalabre Processor ARChitecture) è alla base delle moderne CPU integrate in server e dispositivi di rete estremamente potenti, e L’ Ultrasparc T2 è l’ultimo arrivato in questo frangente nonché il più potente processore opensource sul mercato!
Non si tratta dunque di una CPU adatta a giocare agli sparatutto con Winzozz
Le sue caratteristiche tecniche sono di tutto rispetto:
Architettura RISC ad 8 core 64 bit
Utilizzo del set di istruzioni Sparc V9
Frequenza di 1,4 Ghz
Controller PCI Xpress integrato
Doppia interfaccia 10Gigabit ethernet integrata
Cache di secondo livello da 4 Mb
16 unità ALU (Aritmetich Logic Unit)
Controller di memoria FBDIMM integrato
Livello di miniaturizzazione 65 µm
Le sue prestazioni sono molto valide, infatti ha raggiunto il primato mondiale nei test “SPECint_rate2006″ e “SPECfp_rate2006″ e sono generalmente più che raddoppiate rispetto al suo predecessore Ultrasparc T1.
Sun come promesso ha rilasciato tramite il progetto OpenSparc i sorgenti di questo processore come aveva gia fatto in precedenza per i suoi predecessori rendendo la sua creatura la CPU opensource più veloce del pianeta.
Leggendo planet KDE mi sono imbattuto in questo interessante post che mostra alcuni effetti possibili con l’aiuto del toolkit grafico Qt che non mi stancherò mai di dirlo è il miglior toolkit grafico opensource sulla faccia della terra.
con poche righe di codice viene implementato il cosidetto “Effetto Mac”
L’effetto lo conoscete tutti ormai è molto di moda e viene applicato un po’ ovunque.
P.S. Tutto questo non lo vedrete in KDE 4 tranquilli
Premetto che non voglio far polemica con nessuno ma esprimere semplicemente il mio punto di vista su due delle comunità più grandi e importanti nel panorama del software libero ovvero quelle di Gnome e di KDE. Aggiungo che non essendo direttamente coinvolto nello sviluppo di questi progetti non posso capire fino in fondo chi è dalla parte della ragione e chi del torto (nel caso che presenterò in questo articolo), mi permetto di dare un giudizio soltanto come utente e come appassionato di tecnologia e di software libero quindi spero che nessuno consideri quello che dico come una provocazione o altro.
E’ venuta alla luce in tempi abbastanza recenti una incompatibilità tra le applicazioni GTK+ e la system tray del futuro KDE 4.
Tutto è dovuto al fatto che apparentemente le applicazioni GTK+ non riescono a gestire correttamente le visuali ARGB, estremamente importanti per la futura piattaforma KDE in quanto su di esse si basano molti degli effetti grafici di Plasma come trasparenze, animazioni etc…
L’11 gennaio verrà rilasciata la versione stabile di KDE 4 e dovrà in un modo o nell’altro ovviare a questo problema. Le alternative sono 2, continuare sulla strada che si è scelto di percorrere (ottima a mio avviso) e “ignorare” questo bug causando qualche problema con le applicazioni GTK+ oppure riscrivere parte del codice di plasma castrando però alcune delle features più interessanti e visibili ad occhio nudo di KDE 4. Nel primo caso si spera in un rilascio di una patch o di qualsiasi altra cosa da parte del team GTK+ in tempi brevi, nel secondo caso… beh speriamo che non succeda, lascerebbe delusi molti, me compreso.
Queste le parole di A. Seigo
so now i’m conflicted.
do i release plasma in all its shining glory and show the toolkits to be buggy when it comes to handling argb visuals?
or do i retreat, like probably every other serious app that may have gone before me, and make plasma look less hot (excuse the pun but work properly?
Nel frattempo lo stesso Seigo (presidente di KDE) ha comunicato tramite bugzilla questo problema sperando di ricevere una risposta sensata. In parte lo è stato, tuttavia non so’ perché ma mi sembra sempre di notare una certa sufficienza (anche in questo caso)nelle risposte date da parte del team di Gnome/Gtk nei confronti dei bug reports o dei feature request provenienti da persone estranee alla loro cerchia.
In sostanza non mi aspetto che questo bug o feature che dir si voglia venga corretto o implementato nel prossimo futuro da parte degli sviluppatori GTK. Probabilmente mi sbaglierò, forse neanche di troppo, ma la comunità Gnomesca mi è sempre sembrata abbastanza riluttante verso grandi progressi tecnologici, preferiscono piccoli passi e a volte si perdono in diatribe assurde tipo quale deve essere il posizionamento corretto del pulsante “OK” oppure il colore di sfondo di una icona, insomma cose davvero di poco conto. Poi invece lasciano indietro cose importanti come questa: la compatibilità delle loro applicazioni con gli altri DE.
Ciò non toglie che il lavoro che svolgono sia egregio altrimenti non mi sarei mai deciso di passare da KDE a Gnome.
E’ anche vero che questa “lentezza” può essere vista come una sorta di accuratezza, di ricerca della perfezione che forse i ragazzi di KDE hanno di meno.
Insomma KDE preferisce i grandi salti generazionali, Gnome i piccoli aggiornamenti incrementali. Non mi è dato sapere quale sia la soluzione migliore ma sinceramente mi piacerebbe vedere un po’ più di collaborazione tra i due ambienti; questa volta si dovrebbero adattare gli Gnomi, in futuro magari saranno i Kdeiani a dover fare lo stesso. E’ inutile giocare a scaricabarile perdendo di vista i veri obbiettivi. Sarebbe meglio che tutti si dirigessero verso un obbiettivo comune, ovvero il progresso tecnologico e per come la penso io la scelta di KDE di adottare pienamente il supporto alle visuali ARGB è la strada giusta.
Nessuno dei toolkit odierni le supporta pienamente, anche le Qt soffrono di qualche piccolo problema e non sono da meno i driver Nvidia (da notare che la stessa Nvidia ha rilasciato una patch per i propri driver in tempi record!) ma se nessuno si decide a percorrere una strada nuova il progresso non c’è.
Sono fiducioso che tutto si sistemerà nel migliore dei modi
Esistono molti metodi per installare Ubuntu sul proprio computer, io cercherò di spiegare per chi è alle prime armi e si affaccia al mondo del pinguino per la prima volta i 3 metodi che ritengo più semplici.
Live CD + installer grafico
Alternate CD + installer standard
Wubi, installare Ubuntu da Windows
PREMESSE:
Ricordatevi che il sistema ha bisogno di diverso spazio per installarsi, io consiglio almeno una quindicina di GB liberi sul vostro hard disk per cui se non li avete procurateveli e assicuratevi di aver fatto una deframmentazione del disco prima di iniziare.
INSTALLAZIONE:
1) Live-CD:
Scaricate da Windows il Live-CD tramite download diretto oppure tramite bittorrent. Masterizzate l’immagine iso col vostro software di masterizzazione (e.g. Nero) e riavviate il vostro sistema.
Molto probabilmente il sistema si avvierà automaticamente da CD e comincerà a caricare il sistema operativo. Nel caso che questo non dovesse accadere dovete entrare nel Bios premendo il tasto “Canc” subito dopo l’accensione della macchina e modificare la “boot priority” impostando il vostro lettore CD/DVD come prima periferica dalla quale tentare il boot; salvate la nuova configurazione ed uscite dal Bios.
Il sistema si riavvierà e il LIVE CD si caricherà automaticamente, premete F2 e scegliete la lingua italiana, poi cliccate su “Start or install Ubuntu” e lasciate che il sistema si avvii automaticamente.
Al termine del caricamento del sistema vi troverete di fronte al desktop di Ubuntu funzionante da CD, niente è ancora installato sul vostro sistema, tutto risiede nella vostra memoria RAM. Per avviare l’installazione dovete cliccare sull’icona Install presente sul desktop.
L’installer grafico si avvierà e vi guiderà nei pochi semplici passi che dovete compiere per portare a termine l’operazione:
Selezionare la lingua
Selezionare il fuso orario
Selezionare la mappatura della tastiera
Selezionare il metodo di partizionamento (Guidato ridimensionando la partizione secondo il vostro spazio su disco)
Importare dati dalla vostra postazione Windows
Inserire le proprie informazioni personali
Avviare l’installazione del sistema
Al termine dell’installazione il sistema vi chiederà se volete riavviare il computer oppure continuare ad utilizzare il Live CD. Scegliete di riavviare il computer e Benvenuti nel mondo di Ubuntu!
Per rendere l’installazione completamente in italiano una volta avviato il sistema dovete cliccare su system, administration, language support e scegliere la lingua italiana come predefinita.
2) Alternate CD:
Scaricate da Windows l’Alternate CD tramite download diretto oppure tramite bittorrent; masterizzate l’immagine iso e riavviate il sistema.
Come per il live CD aspettate che l’alternate CD si avvii automaticamente e nel caso non succedesse seguite la stessa procedura che ho indicato per il live CD.
Appena caricato l’alternate CD premete F2 e selezionate la lingua italiana poi selezionate “Installa in modalità testo” e cominciate l’installazione del sistema.
La prima cosa che vi chiederà sarà la configurazione della rete. Se la rete viene rilevata automaticamente e configurata correttamente proseguite, in ogni altro caso lasciatela non configurata e proseguite ai passi successivi scegliendo “Non configurare la rete in questo momento”.
Come secondo passaggio dovete scegliere il nome del vostro computer poi proseguite per il partizionamento del disco.
Se volete utilizzare tutto il disco o siete in possesso di più dischi dei quali uno lo volete destinare interamente ad Ubuntu selezionate il disco e successivamente “Cancellare l’intero disco e usare LVM”.
In tutti gli altri casi dovete modificare manualmente la tabella delle partizioni che è più complicato.
Per prima cosa dovete individuare il disco su cui volete installare ubuntu poi dovete ridimensionare la partizione (eventualmente di windows) lasciando abbastanza spazio per l’installazione di Ubuntu.
Una volta ridimensionata la partizione di Windows procedete alla creazione di 3 partizioni:
Primaria, EXT3, punto di montaggio /, dimensione 20% del totale, flag avviabile
Primaria, EXT3, punto di montaggio /home, dimesione 70% del totale
Logica, swap, dimensione 10% del totale
Per finire terminate le modifiche al vostro disco e proseguite.
Impostate l’orologio su UTC; scegliete un nome utente e una password per il vostro account proseguite saltando la configurazione degli eventuali proxy e scegliete la risoluzione del vostro monitor.
Al termine di queste operazioni inizierà l’installazione vera e propria del sistema per cui non vi resta che aspettare. Non appena il sistema sarà installato vi sarà chiesto di riavviare.
Benvenuti in Ubuntu!
3) Wubi:
Il terzo metodo è forse quello più giovane, infatti il progetto Wubi (Windows Ubuntu Installer) è ancora in fase beta ma funziona perfettamente.
Che cosa fa Wubi? In parole povere crea un disco virtuale all’interno del file system di Windows, un file system virtualizzato che viene riconosciuto come reale da Ubuntu e sul quale viene effettuata l’installazione. In questo modo evitate di effettuare il partizionamento e i rischi che questo comporta; un altro vantaggio è la possibilità di usare direttamente il bootloader di Windows per far avviare Ubuntu senza la necessità di installare Grub nel Master Boot Record.
Ma ora iniziamo. Scaricate da Windows il software Wubi da sourceforge.net ed eseguitelo. Vi saranno richieste alcune informazioni come la lingua, il sistema (Ubuntu, Kubuntu, Xubuntu etc..) lo spazio che volete decicare ad Ubuntu etc. Scegliete quelle che più vi aggradano e proseguite con l’installazione.
Il sistema scaricherà la versione che corrisponde alle nostre esigenze automaticamente. Al termine riavviate Windows e quando compare il bootloader scegliete Ubuntu e completate l’installazione del sistema. Una volta completata l’installazione riavviate ancora una volta e scegliete nuovamente Ubuntu.
Uno degli argomenti più discussi nel mondo del software opensource è sicuramente l’accesissima diatriba tra quale sia il miglior software di “Desktop-searching” . Questi programmi permettono tramite una semplice interfaccia grafica di ricercare velocemente e semplicemente i files all’interno del proprio computer non solo tramite il nome ma anche attraverso il loro contenuto o i loro “metadata”. Tutti i sistemi operativi moderni possiedono qualcosa del genere e non solo, esistono anche software di terze parti che si occupano di questa funzione. Ad esempio Google Desktop.
Se usate un Mac il software preincluso nel sistema operativo per l’indicizzazione dei files si chiama Spotlight, se usate $Vista invece si chiama… uhm non sò come si chiami ma sò che c’è
Su Linux invece, per fortuna o per sfortuna, ce ne sono molti, forse troppi. I più famosi e utilizzati al momento sono sicuramente Tracker, Strigi e Beagle ma ne esistono molti altri.
Tutti e tre hanno sicuramente dei pregi e dei difetti ma sono si può dire in una fase ancora di maturazione, ovvero non riescono a competere direttamente con gli avversari degli altri OS a codice chiuso. Strigi è ancora molto immaturo su Kde3/4 e soffre di alcuni gravi bugs, tuttavia è un progetto che promette davvero bene, le sue prestazioni e la sua flessibilità sono molto promettenti; Tracker è incluso di default come motore di indexing in diverse distribuzioni basate su Gnome tra cui Ubuntu, è uno strumento molto semplice ed efficace ma ancora un po’ carente in quanto a features.
La terza alternativa si chiama Beagle, è un progetto basato su Mono e questo ha suscitato opinioni molto contrastanti all’interno del mondo opensource. E’ tuttavia innegabile che come caratteristiche e funzionalità di ricerca sia un gradino sopra agli altri due.
Ieri è stata rilasciata la versione 0.3 che amplia ancora di più questo divario di funzionalità coi diretti concorrenti.
Queste le caratteristiche che reputo più interessanti nella nuova versione:
Miglioramenti prestazionali nell’indicizzazione e nella ricerca
Riscritti e migliorati i backend per Firefox, Ephiphany, Thunderbird, Nautilus
Ricerche in rete locale
Web interface
Nuovo backend per Opera, Kmail, Evolution Notes
Minor consumo di memoria
Una quantità enorme di bug fixati
Insomma, si può discutere sull’eticità dell’utilizzo di Mono come linguaggio di programmazione, si può discutere dell’eccessivo utilizzo di memoria e delle prestazioni più scadenti come velocità di indicizzazione etc… ma sicuramente è al giorno d’oggi il software di Desktop-searching opensource più potente e flessibile per Linux.
Un vero cane da tartufi
Tempo fa vi ho parlato di Spring, un motore per RTS (Real Time Strategy) ovvero videogiochi di strategia in tempo reale utilizzato principalmente come evoluzione del celeberrimo Total Annihilation.
Se c’è una cosa che gli si può rimproverare è che non possiede un minimo di interfaccia grafica. Per questo sono state create diverse “Lobby” ovvero delle interfacce grafiche che permettono di avviare partite in multiplayer, single player e di configurare alcuni aspetti di gioco.
Ne esistono diverse, tuttavia quella che preferisco io si chiama semplicemente SpringLobby: è scritta in C++ utilizzando il toolkit grafico WxWidgets,è quindi multipiattaforma e prende un look perfettamente integrato con il vostro tema GTK. Eccovi una schermata.
Se volete installare Spring e la Spring Lobby potete tranquillamente aggiungere questi repository per Gutsy contenenti le ultime versioni nel vostro /etc/apt/sources.list
deb http://buildbot.no-ip.org/~yokozar/apt gutsy main #Spring Project - Ubuntu 7.10 “Gutsy Gibbon”
deb-src http://buildbot.no-ip.org/~yokozar/apt/ gutsy main #Spring Project - Ubuntu 7.10 “Gutsy Gibbon”
Bene, dopo alcuni piccoli problemi sono riuscito a mettere pienamente in funzione il mio piccolo server fatto in casa.
Il server è collegato tramite una scheda di rete 10/100 al router. E’ stato configurato in modo che abbia un’indirizzo IP statico sul quale è stato fatto il port forwarding di tutte le porte necessarie.
Sul server gira una versione un po’ modificata di Ubuntu Gutsy Server Edition sulla quale ho installato e configurato a puntino diversi software e servizi:
Deluge: Software per torrent dotato di comoda interfaccia Web
aMule: Software per ed2k anch’esso dotato di ottima interfaccia web
Samba: Per condividere i files scaricati anche con Windows
Iptables: Un firewall potente e totalmente configurabile per Linux
Proftpd: Un server FTP per poter accedere ai miei files facilmente da internet
Sockso: Un server musicale scritto in java per condividere e ascoltare la propria musica tramite interfaccia web
Vino: Server VNC
SSH: Shell remota
Tutto il sistema funziona alla perfezione ed è attivo da oltre 30 ore senza alcun intoppo. Il vero problema è il mio povero router linksys che non regge troppo bene il traffico intenso causato dal p2p per cui ho dovuto castrare fortemente le connessioni effettuate da Deluge e da aMule. Comunquesia riesce a mantenere una velocità di scaricamento media intorno ai 250Kb/s e un’ottima fluidità nella navigazione ad internet anche con tutti i nostri 5 PC collegati.
Come ultima cosa ho creato una piccola paginetta web scritta in Html standard tramite la quale i miei cavi amici potranno connettersi a tutti i servizi che ho messo a loro disposizione. Eccola qua.