Posts Tagged “innovazione”
Scritto da: Dario in Notizie
Notizia freshca freshca per i cittadini aretini.
Il comune ha deciso di installare nel Parco del Prato degli hotspot gratuiti per poter accedere al sito del comune e eventualmente per navigare in internet all’aria aperta!
Un’altra iniziativa lodevole dopo l’adozione di ODF come formato per i documenti comunali e il passaggio dei PC dell’assessorato all’innovazione e di alcuni uffici comunali a software opensource
Chi volesse usufruire dell’accesso gratuito ad internet deve farsi rilasciare la password di accesso allo sportello preferenziale nell’ufficio comunale di Piazza della libertà dopo di che potrà farsi una bella passeggiata al parco e navigare comodamente col proprio dispositivo mobile in tutta tranquillità.
La copertura della zona per ora non è completa ma il comune prevede di ampliarla a breve e di estenderla anche ad altre zone, Piazza Grande in primis.
Tags: Arezzo, hot spot, innovazione, internet, Notizie, parco del prato, wireless
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Scritto da: Dario in Notizie
Ogni tanto succede qualcosa di buono anche in Casentino, questa volta è la volta della comunità montana omonima con sede in Poppi che è stata scelta tra le 20 altre comunità montane toscane per sperimentare il VoIp, una tecnologia che se ben sfruttata permette notevoli risparmi e che è già molto diffusa tra gli internauti e anche in molte realtà aziendali affermate.
Le pubbliche amministrazioni ne trarrebbero un vantaggio economico di non poco conto e magari questo vantaggio potrebbe tornare utile anche a noi…forse! Fatto sta’ che a breve verra iniziata la sperimentazione e se tutto andrà per il verso giusto magari qualcuno lassù ai piani più alti potrebbe decidere saggiamente di iniziare a sfruttare le nuove tecnologie informatiche e di telecomunicazione.
In effetti sembra che questa sperimentazione serva proprio a verificare la fattibilità di una grossa rete locale VoIp che colleghi le varie amministrazioni locali in una sorta di Intranet amministrativa. Circa 150 centri in Toscana saranno dotati di questa tecnologia e verranno collegati tra loro tramite un unico centralino (one in questo caso :P) permettendo così ulteriori risparmi su manutenzione e assistenza oltre che ad avere un’unica infrastruttura per voce e dati.
Finalmente qualcuno si accorge della validità del VoIp come mezzo di comunicazione vocale e come fonte di risparmi notevoli, soprattutto per le Pubbliche Amministrazioni (Comunità montane in primis) che sono notoriamente “sprecone” dato che i soldi che spendono non sono i loro ma quelli che gli diamo noi. Speriamo solo che la sperimentazioni vadano a buon fine e che si dia inizio alla informatizzazione della burocraticissima macchina amministrativa italiana.
Tags: , Casentino, comunità montana, innovazione, Poppi, Tecnologia, telecomunicazioni, Toscana, voip
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IBM è sicuramente una delle aziende che investe più in ricerca e sviluppo e i risultati si vedono, la tecnologia che esce fuori dai laboratori di “Big Blue” è sempre strabiliante e decisamente avanti rispetto ai suoi competitori diretti.
I suoi ricercatori infatti sono stati i primi a riuscire a misurare l’ anisotropia magnetica di un singolo atomo. Questa scoperta è stata particolarmente importante perché determina la capacità di un atomo di memorizzare informazioni attraverso le proprietà magnetiche.
Capite bene che gli scenari che si prospettano sono fantascientifici: si parla di nanotecnologie in grado di memorizzare dati direttamente a livello molecolare, e con buone probabilità addirittura atomico! Per farvi capire meglio di cosa sto parlando pensate a tutti i video contenuti da Youtube inseriti in un apparecchio delle dimensioni di un lettore mp3…..non sò di preciso quanti Terabyte di video ci siano su Youtube ma non farebbe grossa differenza anche se ce ne fossero qualche centinaio in più o in meno!
Altra scoperta molto interessante, sempre ad opera dei geniacci che lavorano (Beati loro) per IBM, è, detta in parole povere, un interruttore molecolare, ovvero un sistema che permette cambiare lo stato di una molecola di idrogeno senza che questa si disgreghi.
Sono inoltre riusciti a concatenare questo effetto, facendo si che gli atomi della molecola precedente riescano a far cambiare lo stato della molecola successiva creando in effetti il primo rudimentale circuito logico a livello molecolare.
Il vantaggio di circuiti molecolari rispetto a quelli attuali basati sulla miniaturizzazione del silicio è chiaro. Prestazioni e miniaturizzazione massime, consumi e dissipazione termica minime.
Considerando che le attuali CPU dual-core sono costituite da centinaia di milioni di transistor che poi altro non sono che piccoli interruttori e hanno superfici nell’ordine dei 100-200 mm², un ipotetica CPU identica elettronicamente ma costruita su scala molecolare avrebbe dimensioni circa 100 volte inferiori.
Niente male eh?
Tags: Hardware, innovazione, Notizie, Tecnologia
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Scritto da: Dario in Hardware
Sebbene non sia una notizia proprio fresca, oggi vi voglio parlare di un vero mostro: la cpu IBM Power 6
Molti di voi, specialmente chi ha usato un Mac fino a qualche tempo fa, sicuramente conosceranno l’architettura PowerPC poiché questa era alla base dei processori che venivano ospitati nei computer di Apple. L’architettura Power è di tipo RISC, ovvero Riduced Instruction Set Computer il che significa che queste CPU sono in grado di eseguire poche operazioni basilari e di combinarle tra loro per eseguire operazioni più complesse.
Esiste un altro tipo di architettura, quella CISC (Complex Instruction Set Computer), che al contrario fa della grande quantità di istruzioni specifiche il suo punto di forza, riuscendo, in un contesto fortemente ottimizzato e specifico ad avere prestazioni superiori a quelle che si avrebbero utilizzando processori RISC. Questa architettura è utilizzata nei processori x86 a partire dal 40486 (ovvero i vostri Pentium, Athlon, Core etcetc…) in maniera originale in quanto i processori moderni basati su architetture x86 traducono le istruzioni CISC in micro operazioni che poi elaborano come fossero processori RISC; si può quasi dire che sono degli ibridi tra CISC e RISC.
L’architettura Power anche se meno conosciuta di quella x86 per ovvi motivi è presente in molti settori, tra cui server, pc desktop, e anche sistemi di intrattenimento (Xbox360, Play Station 3, Nintendo Wii, e altre console usano tutte delle cpu con architettura Power).
Ma ora passiamo alla notizia vera e propria e cominciamo a parlare del Power 6, l’ultimo step evolutivo della famiglia PowerPC in ambito server. Perché dico che è un mostro? Prima di scendere nel tecnicismo vi voglio mostrare questi dati presi da questo articolo su linuxelectrons.
In the SPECfp_2006 benchmark, which measures speed, a single core of a 4.7 GHz POWER6 processor in an IBM System p 570 server running SUSE Linux scored 22.4, the highest result in the industry. System p 570 results are 23% better than an HP Integrity rx6600 running HP-UX result of 18.1.(1)
In the SPECfp_rate2006 benchmark, which is a measurement of system throughput, an IBM System p 570 server with two 4.7 GHz POWER6 processors (4 cores) running the AIX operating system scored 115 versus 51.3 for an HP Proliant DL585 G2 with two 3.0 GHz AMD processors (4 cores) running SUSE Linux — a difference of 124 percent.(2)
In the SPECfp_rate2006 benchmark’s 8-core results, an IBM System p 570 server with four 4.7 GHz POWER6 processors running AIX scored 213 versus 98.7 for an HP Proliant DL585 G2 with four 3.0 GHz AMD Opteron processors running SUSE Linux — a difference of 115 percent.(3)
And in the SPECfp_rate2006 benchmark’s 16-core results, an IBM System p 570 server with eight 4.7 GHz POWER6 processors running Linux scored 428 versus 186 for an HP Integrity rx8640 with eight 1.6 GHz Itanium 2 processors running HP-UX.(4)
In pratica sono state misurate con una suite di Benchmark professionali le prestazioni di vari sistemi in condizioni simili.
IMB Power 6 riesce in ogni caso a sopravanzare di molto i diretti concorrenti, che siano essi Intel, HP, AMD, con prestazioni che vanno da un minimo del 23% in più in modalità single core ad un massimo del 230% con uno scarto medio del 120%!

Le caratteristiche tecniche del Power 6 sono di tutto rispetto: utilizza una tecnologia costruttiva mista a 65/90 nanometri SOI (Silicon On Insulator) che permette una miniaturizzazione elevatissima, 750 milioni di transistor in 341 mm², e alta efficenza energetica: in effetti una cpu Power 6 ha gli stessi requisiti energetici della generazione precedente con prestazioni generali fino a 3 volte superiori.
E’ una architettura dual-core a 64 bit, ovvero due processori fisici ospitati nello stesso package con frequenze di lavoro che toccano i 5Ghz; per paragone, le attuali architetture concorrenti dual-core per server non raggiungono i 3,5 Ghz; possiede tre livelli di cache: 128KB di 1° livello (64KB Dati, 64KB Istruzioni), 8 MB di 2° livello semi-condivisa tra i due core (4 MB per core accessibili anche all’altro tramite un Bus da 300GB/s), 36 MB di 3° livello condivisa ma ospitata in un chip esterno collegato tramite un Bus da 80 GB/s.
Sono state inserite inoltre 54 nuove istruzioni rispetto alla precedente architettura molte delle quali improntate alla matematica decimale e alla conversione di basi ed è dotato del set di istruzioni AltiVec, istruzioni di tipo SIMD (Single Instruction Multiple Data) ovvero un sistema in cui più unità elaborano dati diversi in parallelo; questo tipo di istruzioni sono particolarmente utili e efficienti in ambito multimediale ed è discutibile la loro inclusione in ambito server dove solitamente si privilegia maggiormente la velocità di esecuzione di calcoli in virgola mobile e il throughput massimo.
Tags: Hardware, innovazione, record, Tecnologia
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Un’ altra buona notizia per il comune di Arezzo: dopo la decisione di distribuire i propri documenti in formato ODF l’amministrazione locale mette a segno un nuovo piccolo passo verso l’adozione di software libero e a sorgente aperto.
Il progetto come ci dice l’assessore Ilario Nocentini è suddiviso in due parti una delle quali è gia stata completata:
- Migrazione di 15 computer facenti parte degli uffici Verde Pubblico e Gestione Foreste da sistema operativo Microsoft Windows a GNU/Linux più quelli dell’assessorato all’innovazione senza grandi difficoltà
- Progressiva migrazione di tutto il parco computer del comune di Arezzo a GNU/Linux e creazione di un gruppo tecnico interno che attui questo progetto e che sia disponibile a incontri bisettimanali con i cittadini e con la comunità linux per spiegare le caratteristiche e i vantaggi del loro lavoro e risolvere eventuali problemi
Tutto questo…dopo le vacanze però
Tags: Arezzo, Casentino, innovazione, linux, opensource, Politica, Toscana
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E‘ da poco tempo che mi sono avvicinato e interessato del mondo “autarchico e luccicoso” di Apple.
Sono riuscito ad installare con qualche smanettamento un Osx 10.4.8 (Hackintosh come lo chiamano in gergo) sul mio pc muletto e ne sono rimasto veramente ben impressionato. Decisamente un ottimo prodotto.
Non me ne vogliano i linuxari (come me), ma penso che sia decisamente una spanna sopra a qualsiasi distribuzione Linux oggi in circolazione… di Windows neanche ne parlo
Come se non bastasse a invogliarmi in questi due giorni c’è stato un corposo aggiornamento hardware per i macbook che li rendono veramente molto appetibili (sbav sbav) e soprattutto, la notizia che Leopard, la prossima major release di Os X, avrà ZFS come file system predefinito!
Tanti saluti ad HFS+ e un canloroso benvenuto a ZFS!
E’ un pò timido e quindi lo presenterò io per voi cercando di rimanere il meno possibile sul tecnicismo e spiegandovi i vantaggi di questo modernissimo file system sviluppado da mamma Sun, che ultimamente non ne sbaglia una!
· Si tratta di un file system a 128bit il che vuol dire che le sue capacità teoriche di immagazzinamento di dati sono al di là di ogni umana immaginazione. Riesce ad immagazzinare fino a 16 exabyte…16 miliardi di miliardi di volte i dati immagazzinabili su un qualunque file system moderno!
L’energia richiesta per bollire l’oceano è circa 2.4×106 J/kg * 1.4×1021 kg = 3.4×1027 J. Quindi, riempire uno storage a 128-bit dovrebbe richiedere più energia che bollire gli oceani.»
· Ha un altissimo livello di sicurezza dovuto a tecniche avanzate di controllo di integrità su dati e metadati, paragonabile ad un sistema in Raid 1, nessuna necessità di lunghissimi controlli sul disco in caso di spegnimenti forzati o mancanze di corrente.
· Possibilità di attivare la compressione per migliorare notevolmente le capacità di archiviazione.
· L’intero file system può essere visto come un insieme di unità di storage virtuali che possono essere dischi fisici, mirror (Raid 1), o gruppi di devices Raid Z. Non è importante cosa, con zfs lo spazio di tutte queste unità è reso disponibile a tutti.
· Attraverso un sistema di snapshot evoluto è semplice e molto veloce tornare a stati precedenti per un determinato file, questo rende estremamente facile il backup dei dati e il ripristino di questi in caso di errori.
· E’ evoluto e veloce, ha un avanzato sistema di assegnazione delle priorità (schedule di tipo deadline), sistemi di ordinamento e aggregazione degli Input/Output e altre chicche.
Tutto questo sarà su Leopard e penso proprio che quel giorno, magari dopo un altro refresh hardware sui macbook sarà arrivato il momento di papparsi una mela succulenta 
Dimenticavo, sul pinguino c’è un progetto di porting di ZFS direttamente nel kernel, ci stà lavorando nientepopòdimenoche mamma Sun.
Per ora ci dobbiamo “accontentare” di accedere a partizioni ZFS in userspace tramite Fuse, progetto sponsorizzato dal Google summer of code.
Tags: apple, innovazione, opensource, Software, Tecnologia
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Un altro piccolo passo verso l’adozione di standard aperti e liberi nelle PA.
Dal 30/06/2008 il comune di Arezzo utilizzerà ODF come standard de facto per i suoi documenti.
Per chi non sapesso cosa è ODF, si tratta di un formato aperto e libero basato su XML, utilizzabile da chiunque senza dover sottostare alle condizioni sempre più frustranti e indecenti imposte da aziende che sfruttano la loro posizione di monopolio per imporre i propri standard chiusi (M$ in primis).
Sono molto entusiasta di questa notizia essendo nato ad Arezzo, spero che molti altri comuni seguano questo esempio adottando ODF come standard per i propri documenti e si liberino dal fardello insensato di non essere effettivamente proprietari dei propri documenti.
Sul blog dell’assessore all’innovazione Ilario Nocentini possiamo leggere i provvedimenti attuati dalla delibera:
L’adozione di ODF come formato ufficiale del Comune di Arezzo a partire dal 30.06.2008 (per adattare la struttura);
Da subito, l’obbligo di rendere disponibili tutti i documenti per l’accesso al servizio al pubblico (esempio modulo per iscriversi all’asilo, per richiedere contributi, etc,…) anche in formato ODF;
Di richiedere come condizione che tutti i software acquistati dall’Amministrazione Comunale supportino ODF, salvo comprovate ed eccezionali eccezioni.
Tags: Arezzo, Casentino, innovazione, Open standards, Politica, Toscana
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