Posts Tagged “How-to”

Bene bene… era un pezzo che non riscrivevo sul blog.

Non ero a corto di idee o di ispirazione come spesso capita non vi preoccupate (e chi se ne frega direte voi :P) ero solo in vacanza in Repubblica Dominicana. Ma non divaghiamo, ne parlerò prossimamente!

Oggi vi presento un piccolo ma utilissimo engine per le famosissime QT4.

Si chiama Qgtkstyle e permette come forse potete intuire di trasformare (almeno visivamente) una applicazione QT in una GTK. Il codice non fa altro che tradurre le chiamate QT nelle corrispettive GTK permettendo cosi di avere pulsanti, scrollbar, menu e quant’altro in “quasi” perfetto stile GTK.

Qgtkstyle

Non sembra proprio un software scritto in QT! :O

Per recuperare il codice è necessario avere installato il tool subversion per cui se non lo avete gia fatto provvedete ad installarlo tramite apt o synaptic.

INSTALLAZIONE

  • ottenete il codice sorgente:

    svn co svn://labs.trolltech.com/svn/styles/gtkstyle
    cd gtkstyle

  • Installate tutto il necessario per una corretta compilazione (E’ importante che la vostra versione delle QT4 sia maggiore o uguale alla 4.3):

    sudo aptitude install libgtk2.0-dev libqt4-dev qt4-qtconfig

  • Procedete alla compilazione e all’installazione del software:

    qmake-qt4 && make && sudo make install

  • Impostazione del tema QT4:

    recatevi a Sistema -> Preferenze -> Impostazioni QT 4 e selezionate il tema GTK.

Ecco fatto. Godetevi le vostre applicazioni QT in perfetto stile GTK :)
Personalmente l’ho provato col tema Human-murrine e tutto sembra funzionare molto bene. solo Pokerth sembra non digerire perfettamente le nuove impostazioni.

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Vi ho da poco parlato di Sopcast e di Gsopcast: software e relativa interfaccia grafica per guardare il calcio e la tv p2p in streaming su GNU/Linux.

Oggi vi spiego come installare un’altro frontend grafico per Sopcast questa volta però basato sulle librerie di Nokia (Trolltech).
Il suo nome è Qsopcast e sfrutta il toolkit grafico QT in versione 3.x - quello utilizzato da KDE 3 - per cui risulta perfettamente integrato in questo Desktop Environment.

INSTALLAZIONE

Per prima cosa dovete procurarvi il codice sorgente dall’homepage del progetto: potete scegliere se recuperare l’ultima versione stabile impacchettata in un tarball oppure l’ultimissimo codice direttamente da repository SVN.

Estraete l’archivio se avete optato per il tarball e puntate da terminale alla directory “src” contenuta nella cartella appena creata; se avete optato per l’SVN invece puntate sempre alla solita cartella “src” contenuta nella directory “qsopcast-read-only”

cd [cartella]/src

A questo punto dovete recuperare i pacchetti necessari ad una corretta compilazione che su Ubuntu sono: “build-essential, qt3-dev-tools, libqt3-mt-dev, libasound2-dev”

sudo apt-get install build-essential qt3-dev-tools, libqt3-mt-dev, libasound2-dev

Adesso siete pronti alla compilazione e all’installazione del software:

qmake-qt3 && make && sudo make install

Buona visione!

Note:
E’ necessario cambiare il link da cui vengono prelevati i canali nelle impostazioni di qsopcast, il link esatto è questo:
http://www.sopcast.com/gchlxml

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Appassionati di calcio e linux oggi è una bella giornata per voi!
Infatti vi spiegherò come installare e configurare Gsopcast per guardare tutto il calcio in streaming sulla vostra distro.

Per prima cosa per chi non lo sapesse Sopcast è un software multipiattaforma che permette di condividere, in modo abbastanza simile ai classici programmi di p2p, video in streaming di tv o altra roba in modo semplice e veloce.

Installazione

Per prima cosa dovete recuperare l’archivio contenente il software Sopcast da questo indirizzo, una volta scaricato scompattate l’archivio e spostate i due files “sp-sc-auth” e “sp-so-auth” nella directory “/usr/bin”

sudo mv sp-s* /usr/bin

Poi create in link simbolico sempre in /usr/bin ad sp-sc-auth di nome sp-sc col comando:

sudo ln -sf /usr/bin/sp-sc-auth /usr/bin/sp-sc

Adesso Sopcast è installato e, teoricamente siete già pronti per vedere le partite della vostra squadra del cuore in streaming tramite linea di comando ma noi, vogliamo qualcosa di più semplice per cui procediamo all’installazione di Gsopcast.
Gsopcast non è altro che una piccola interfaccia grafica che vi permette di gestire più semplicemente Sopcast e tutti i suoi canali.

Per l’occasione vi ho preparato un rudimentale pacchetto deb con checkinstall dell’ultima versione disponibile in SVN che potete scaricare e installare da questo link. Tuttavia se volete compilarvelo da soli potete trovare tutto il necessario nella Homepage del progetto ospitata su google code.
Per una corretta compilazione vi serviranno le librerie di sviluppo di alsa “libasound2-dev” e delle GTK+ “libgtk2.0-dev” oltre che “curl”

Potete installarli semplicemente col comando:

sudo apt-get install curl libasound2-dev libgtk2.0-dev libstdc++5

Se avete installato Gsopcast correttamente il gioco è fatto! Non vi resta che avviare il software e scegliere un canale da visualizzare.
Le impostazioni standard vanno bene per chi ha Mplayer installato tuttavia potete usare qualunque software di riproduzione video che supporti lo streaming su http. Io ad esempio utilizzo VLC ma è possibile utilizzare anche il lettore predefinito di Gnome, Totem, semplicemente spostandosi nel tab “config” e modificando il valore “Player”.

Ultima nota: vi chiederete…ok ho installato sopcast e ora come faccio a sapere dove vengono trasmesse le partite della mia squadra?
Date un occhio a questo sito :P

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Beh, è stato più semplice del previsto il lettore di impronte digitali è adesso quasi perfettamente funzionante. Il lettore dell’ XPS M1530 è basato su chipset STMicroelectronics come possiamo notare dall’output di lsusb

ID 0483:2016 SGS Thomson Microelectronics Fingerprint Reader

Per cominciare se state usando Hardy potete recuperare i pacchetti direttamente dal repository della distribuzione; se invece avete Gutsy dovete recuperare i pacchetti ThinkFinger più aggiornati aggiungendo al vostro sources.list questi due repository:

deb http://ppa.launchpad.net/jldugger/ubuntu gutsy main restricted universe multiverse
deb-src http://ppa.launchpad.net/jldugger/ubuntu gutsy main restricted universe multiverse

Adesso eseguite la sincronizzazione del database dei pacchetti ed installate i pacchetti necessari:
sudo apt-get update && sudo apt-get install thinkfinger-tools libpam-thinkfinger

Ora dovete caricare il modulo uinput facendo in modo che questo venga caricato direttamente all’avvio.
sudo gedit /etc/modules
Inserite il modulo uinput, ottenendo qualcosa di simile a questo:

# /etc/modules: kernel modules to load at boot time.
#
# This file contains the names of kernel modules that should be loaded
# at boot time, one per line. Lines beginning with “#” are ignored.

loop
lp
sbp2
fuse
uinput

Adesso potete iniziare il riconoscimento delle vostre impronte digitali digitando da terminale i seguenti comandi:
sudo tf-tool --acquire
Vi chiederà di passare il vostro dito 3 volte sul lettore di impronte. Ad operazione completata eseguite il comando di verifica:
sudo tf-tool --verify

Se tutto è andato liscio vi sarà restituito qualcosa del genere

Result: Fingerprint does match.

Adesso modificate la configurazione di Pam:
sudo gedit /etc/pam.d/common-auth

Il risultato deve essere uguale a questo:

#
# /etc/pam.d/common-auth - authentication settings common to all services
#
# This file is included from other service-specific PAM config files,
# and should contain a list of the authentication modules that define
# the central authentication scheme for use on the system
# (e.g., /etc/shadow, LDAP, Kerberos, etc.). The default is to use the
# traditional Unix authentication mechanisms.
#
auth sufficient pam_thinkfinger.so
auth required pam_unix.so try_first_pass nullok_secure

Fate attenzione all’ordine delle righe, deve essere esattamente questo! Salvate e chiudete.

Per completare tutto dovrete aggiungere la vostra impronta al database delle impronte valide, e per farlo usate il comando
sudo tf-tool --add-user [username]
dove naturalmente al posto di [username] inserirete il vostro nome utente.

Bene lavoro ultimato! Adesso non vi resta che riavviare il computer ed entrare da GDM direttamente passando il dito sul lettore. Potrete usare la vostra impronta digitale come password per qualunque cosa richieda i privilegi di ROOT:)

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A chi non è capitato di avere un mouse con i tastini utilissimi tipo lo zuuuuum oppure gli aggeggi per andare avanti e indietroooo o il tastino per effettuare le ricerche? penso a pochi, a meno che non stiate usando un mouse del 1964 come questo!

Primo mouse

Io personalmente utilizzo un Logitech VX Revolution come questo, tutto tempeshtato di tastini preziosi e rotelle!

VX Revolution

Bello eh? Sappiate che tutti quei tastini possono essere fatti funzionare in modo semplice anche su Ubuntu!
In effetti di default Ubuntu utilizza il driver “mouse” che funziona, si, ma fa il minimo indispensabile e noi invece vogliamo che tutto funzioni alla grande nnèvero?

Per prima cosa aprite il vostro xorg.conf

sudo gedit /etc/X11/xorg.conf

E cercate la sezione di configurazione del vostro mouse, sarà con qualcosa del genere:

Section “InputDevice”
Identifier “Configured Mouse”
……….
……….
EndSection

Commentatela tutta aggiungendo dei cancelletti (#) ogni inizio riga e aggiungete questa sezione subito dopo:

Section "InputDevice"
Identifier “Configured Mouse”
Driver “evdev”
Option “CorePointer”
Option “Device” “/dev/input/event2″
Option “Protocol” “ExplorerPS/2″
Option “Emulate3Buttons” “false”
Option “Buttons” “11″
Option “ButtonMapping” “1 2 3 9 8 6 7 13 14″
Option “ZAxisMapping” “4 5″
Option “Dev Key” “ffff0000 0 0 0 0 0 0 0 0″
Endsection

Bene, tutto finito adesso non vi resta che riavviare il computer e il vostro mouse dovrebbe funzionare perfettamente utilizzando il driver “evdev”. Al termine del riavvio per una riprova potrete usare il tool “xev” che vi permette di osservare tutte le keymap dei pulsanti del vostro mouse!

L’ultima cosa che ancora non funziona perfettamente sono i tastini di zoom.

Se avete Compiz attivo potete decidere di assegnarli al plugin zoom per esempio!
Usate gconf-editor ed entrate in “apps->compiz->plugins->ezoom->allscreens->options” Se non sono presenti create due chiavi di tipo stringa del nome “zoom_in” e “zoom_out” e assegnategli rispettivamente i valori “Button13″ e “Button14″

Se tutto è andato a buon fine adesso con i tastini dello zoom potrete zoommare il vostro desktop usando Compiz in modo estremamente veloce!

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Qualche tempo fa avevo pubblicato una notizia nella quale annunciavo la disponibilità al download dei driver beta per Linux per la scheda audio Creative Sound Blaster X-Fi.

Questi driver sono ancora in fase di beta e, stranamente, disponibili solo per architetture a 64 bit quindi sconsiglio a chiunque la loro installazione in quanto potenzialmente instabili e buggati.

Installarli è semplice.

Scaricate il file dell’installer che ho uploadato direttamente sul mio spazio web da questo link sul vostro Desktop

eseguite i seguenti comandi:

cd Desktop/
tar -xvzf XFiDrv_Linux_US-1.04.tar.gz
cd XFiDrv_Linux_Us-1.04/
chmod u+x installer
sudo ./installer

adesso la procedura dovrebbe proseguire automaticamente ed installare il driver

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Esistono molti metodi per installare Ubuntu sul proprio computer, io cercherò di spiegare per chi è alle prime armi e si affaccia al mondo del pinguino per la prima volta i 3 metodi che ritengo più semplici.

  1. Live CD + installer grafico
  2. Alternate CD + installer standard
  3. Wubi, installare Ubuntu da Windows

PREMESSE:

Ricordatevi che il sistema ha bisogno di diverso spazio per installarsi, io consiglio almeno una quindicina di GB liberi sul vostro hard disk per cui se non li avete procurateveli e assicuratevi di aver fatto una deframmentazione del disco prima di iniziare.

INSTALLAZIONE:

1) Live-CD:
Scaricate da Windows il Live-CD tramite download diretto oppure tramite bittorrent. Masterizzate l’immagine iso col vostro software di masterizzazione (e.g. Nero) e riavviate il vostro sistema.
Molto probabilmente il sistema si avvierà automaticamente da CD e comincerà a caricare il sistema operativo. Nel caso che questo non dovesse accadere dovete entrare nel Bios premendo il tasto “Canc” subito dopo l’accensione della macchina e modificare la “boot priority” impostando il vostro lettore CD/DVD come prima periferica dalla quale tentare il boot; salvate la nuova configurazione ed uscite dal Bios.
Il sistema si riavvierà e il LIVE CD si caricherà automaticamente, premete F2 e scegliete la lingua italiana, poi cliccate su “Start or install Ubuntu” e lasciate che il sistema si avvii automaticamente.

Al termine del caricamento del sistema vi troverete di fronte al desktop di Ubuntu funzionante da CD, niente è ancora installato sul vostro sistema, tutto risiede nella vostra memoria RAM. Per avviare l’installazione dovete cliccare sull’icona Install presente sul desktop.

Desktop

L’installer grafico si avvierà e vi guiderà nei pochi semplici passi che dovete compiere per portare a termine l’operazione:

  • Selezionare la lingua
  • Selezionare il fuso orario
  • Selezionare la mappatura della tastiera
  • Selezionare il metodo di partizionamento (Guidato ridimensionando la partizione secondo il vostro spazio su disco)
  • Importare dati dalla vostra postazione Windows
  • Inserire le proprie informazioni personali
  • Avviare l’installazione del sistema

Al termine dell’installazione il sistema vi chiederà se volete riavviare il computer oppure continuare ad utilizzare il Live CD. Scegliete di riavviare il computer e Benvenuti nel mondo di Ubuntu!
Per rendere l’installazione completamente in italiano una volta avviato il sistema dovete cliccare su system, administration, language support e scegliere la lingua italiana come predefinita.

2) Alternate CD:
Scaricate da Windows l’Alternate CD tramite download diretto oppure tramite bittorrent; masterizzate l’immagine iso e riavviate il sistema.
Come per il live CD aspettate che l’alternate CD si avvii automaticamente e nel caso non succedesse seguite la stessa procedura che ho indicato per il live CD.
Appena caricato l’alternate CD premete F2 e selezionate la lingua italiana poi selezionate “Installa in modalità testo” e cominciate l’installazione del sistema.

La prima cosa che vi chiederà sarà la configurazione della rete. Se la rete viene rilevata automaticamente e configurata correttamente proseguite, in ogni altro caso lasciatela non configurata e proseguite ai passi successivi scegliendo “Non configurare la rete in questo momento”.
Come secondo passaggio dovete scegliere il nome del vostro computer poi proseguite per il partizionamento del disco.
Se volete utilizzare tutto il disco o siete in possesso di più dischi dei quali uno lo volete destinare interamente ad Ubuntu selezionate il disco e successivamente “Cancellare l’intero disco e usare LVM”.
In tutti gli altri casi dovete modificare manualmente la tabella delle partizioni che è più complicato.
Per prima cosa dovete individuare il disco su cui volete installare ubuntu poi dovete ridimensionare la partizione (eventualmente di windows) lasciando abbastanza spazio per l’installazione di Ubuntu.
Una volta ridimensionata la partizione di Windows procedete alla creazione di 3 partizioni:

  • Primaria, EXT3, punto di montaggio /, dimensione 20% del totale, flag avviabile
  • Primaria, EXT3, punto di montaggio /home, dimesione 70% del totale
  • Logica, swap, dimensione 10% del totale

Per finire terminate le modifiche al vostro disco e proseguite.
Impostate l’orologio su UTC; scegliete un nome utente e una password per il vostro account proseguite saltando la configurazione degli eventuali proxy e scegliete la risoluzione del vostro monitor.
Al termine di queste operazioni inizierà l’installazione vera e propria del sistema per cui non vi resta che aspettare. Non appena il sistema sarà installato vi sarà chiesto di riavviare.

Benvenuti in Ubuntu!

3) Wubi:
Il terzo metodo è forse quello più giovane, infatti il progetto Wubi (Windows Ubuntu Installer) è ancora in fase beta ma funziona perfettamente.
Che cosa fa Wubi? In parole povere crea un disco virtuale all’interno del file system di Windows, un file system virtualizzato che viene riconosciuto come reale da Ubuntu e sul quale viene effettuata l’installazione. In questo modo evitate di effettuare il partizionamento e i rischi che questo comporta; un altro vantaggio è la possibilità di usare direttamente il bootloader di Windows per far avviare Ubuntu senza la necessità di installare Grub nel Master Boot Record.

Ma ora iniziamo. Scaricate da Windows il software Wubi da sourceforge.net ed eseguitelo. Vi saranno richieste alcune informazioni come la lingua, il sistema (Ubuntu, Kubuntu, Xubuntu etc..) lo spazio che volete decicare ad Ubuntu etc. Scegliete quelle che più vi aggradano e proseguite con l’installazione.

Wubi

Il sistema scaricherà la versione che corrisponde alle nostre esigenze automaticamente. Al termine riavviate Windows e quando compare il bootloader scegliete Ubuntu e completate l’installazione del sistema. Una volta completata l’installazione riavviate ancora una volta e scegliete nuovamente Ubuntu.

Benvenuti ancora una volta nel mondo di Ubuntu!

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Non è una cosa nuova, ormai è stata scritta e riscritta un po’ ovunque.
Comunque per chi ancora non conoscesse questa piccolo hack esiste uno script che permette di migliorare l’aspetto dei checkbox, dei radiusbox dei form etc… che non sono correttamente implementati in GTK+ nella versione 2.x di Firefox per Linux.

P.S. Nella prossima versione 3.0 si avranno dei form in GTK+ nativi per fortuna!

Il risultato è questo

Form

Lo script lo potete scaricare da questo link.

L’installazione è particolarmente semplice. Esistono due metodi uno da terminale e uno tramite interfaccia grafica.

METODO DA TERMINALE

Estraete l’archivio che avete scaricato e da terminale puntate alla cartella estratta.

~$ cd Desktop/*cartella script*/
~$ ./install

METODO GRAFICO

~$ sudo apt-get install python-kiwi
~$ cd Desktop/*cartella script*/
~$ ./graphic-installer

In entrambi i casi lasciate che lo script completi tutte le operazioni per voi. Non vi resta che riavviare Firefox per godere del suo nuovo aspetto :)

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Qualche tempo fa avevo mandato una mail alla Onda Communication, produttrice della scheda ET501HS brandizzata Tim per chiedere supporto tecnico per la configurazione su Linux.
Verdetto? Nessuna Risposta!

Così in questi giorni ho deciso di arrangiarmi un po’ da solo per vedere di farla funzionare.

Cercando in rete ho scoperto che si tratta di una scheda con chipset Qualcomm che può essere utilizzata tramite il modulo usbserial incluso nel kernel di Ubuntu.
In un primo momento per la connessione ad internet ho tentato la strada di wvdial senza grande successo e con GnomePPP che si appoggia appunto a vwdial non è andata molto meglio! Per cui ho deciso di rimettere su il caro vecchio KPPP come interfaccia grafica alla mia connessione ppp configurata manualmente.

et501hs

PREMESSE:

Questo HowTo che stò per presentarvi probabilmente si può benissimo applicare ad altri modelli della Onda ma non lo garantisco con certezza per cui seguitelo a vostro rischio e pericolo. Non spiegherò inoltre il metodo manuale di configurazione ma farò soltanto una più semplice descrizione dei passaggi necessari per configurare tutto tramite l’interfaccia grafica di KPPP.

CONFIGURARE LA PC-CARD:

Per prima cosa collegate la vostra Pc Card al vostro PC ed aprite il terminale.

:~$ lsusb
Bus 005 Device 003: ID 046d:0896 Logitech, Inc.
Bus 005 Device 001: ID 0000:0000
Bus 002 Device 001: ID 0000:0000
Bus 001 Device 032: ID 19d2:0001
Bus 001 Device 004: ID 046d:c50e Logitech, Inc. MX-1000 Cordless Mouse Receiver
Bus 001 Device 001: ID 0000:0000
Bus 003 Device 001: ID 0000:0000
Bus 004 Device 001: ID 0000:0000

La parte evidenziata è quella che ci interessa, in caso aveste altri modelli di scheda i codici 19d2:0001 potrebbero cambiare.
Annotatevi questi due codici da qualche parte ed eseguite questo comando.

~$ sudo modprobe usbserial vendor=0x19d2 product=0x0001

Naturaralmente se la vostra scheda non è una et501hs dovrete cambiare il vendor e il product in base all’output che vi avrà fornito lsusb.

Se tutto è andato a buon fine il comando dmesg restituirà qualcosa del genere:

[12692.464000] usb 1-2: new full speed USB device using uhci_hcd and address 32
[12692.624000] usb 1-2: configuration #1 chosen from 1 choice
[12692.624000] usbserial_generic 1-2:1.0: generic converter detected
[12692.624000] usb 1-2: generic converter now attached to ttyUSB0
[12692.628000] usbserial_generic 1-2:1.1: generic converter detected
[12692.628000] usb 1-2: generic converter now attached to ttyUSB1
[12692.632000] usbserial_generic 1-2:1.2: generic converter detected
[12692.632000] usb 1-2: generic converter now attached to ttyUSB2

Questo significa che i files dei devices della scheda sono stati creati con successo in /dev e che teoricamente adesso avete un’interfaccia seriale alla vostra scheda tramite la quale poter comunicare.

Adesso aprite il file /etc/modules

~$ sudo nano /etc/modules

ed inserite in fondo ad esso usbserial vendor=0×19d2 product=0×0001 in modo che il sistema carichi il modulo del kernel automaticamente all’avvio del sistema.

Bene adesso la vostra scheda è correttamente installata, è il momento di configurare KPPP!

L’impresa è stata tutt’altro che semplice per me, infatti non conoscendo l’esatto seti di comandi AT della scheda sono andato un po’ per tentativi, il più delle volte fallendo miseramente finché mi sono deciso a scrivere un’ altra mail ad Onda che mi ha inviato questa volta celermente un PDF contenente la lista completa dei comandi AT della loro scheda che mi ha semplificato molto tutto.

CONFIGURIAMO KPPP:

Per prima cosa installiamolo col comando

~$ sudo apt-get install kppp

Poi avviamolo e quando appare il wizard creiamo una nuova connessione utilizzando il metodo manuale.

Create un nuovo Account e chiamatelo come meglio vi pare, io l’ho chiamato semplicemente Tim.
Modificate le impostazioni dell’account come in queste immagini

Account 1
Account 1
Account 1
Account 1

Adesso dovete creare un nuovo modem e configurarlo in questo modo:

Account 1

Nella seconda tab invece dovete cliccare sul pulsante “Comandi modem…” e modificare tutto come segue.

Account 1

Bene avete finito! Adesso potete connettervi utilizzando la vostra scheda. Le prestazioni non sono superbe ma questo è dovuto al modulo usbserial che non permette di sfruttare tutta la potenza dell’HSDPA se disponibile. Sarebbe necessaria una ricompilazione del modulo del kernel per utilizzare tutta la velocità dell’HSDPA che spiegherò fra qualche tempo magari :)

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