Posts Tagged “guida”
Finalmente dopo anni e anni Creative ha ceduto ed ha rilasciato il codice sorgente sotto GPL v2 dei suoi driver per schede audio X-Fi.
Dopo svariati fallimenti totali con i driver precedenti a sorgente chiuso Creative alza bandiera bianca e rilascia con un comunicato sul suo forum i sorgenti dei suoi driver!
Le seguenti schede audio sono supportate su sistemi a 32/64bit tramite ALSA mixer:
* Creative Sound Blaster X-Fi Titanium Fatal1ty® Champion Series
* Creative Sound Blaster X-Fi Titanium Fatal1ty Professional Series
* Creative Sound Blaster X-Fi Titanium Professional Audio
* Creative Sound Blaster X-Fi Titanium
* Creative Sound Blaster X-Fi Elite Pro
* Creative Sound Blaster X-Fi Platinum
* Creative Sound Blaster X-Fi Fatal1ty
* Creative Sound Blaster X-Fi XtremeGamer
* Creative Sound Blaster X-Fi XtremeMusic
Purtroppo per adesso funzionano solo su Kernel 2.6.27 e maggiori e soffrono alcune limitazioni come l’impossibilità di sfruttare impianti multicanale (5.1) e i box I/O interni ed esterni. Anche il mixer OSS ha qualche problema. E’ presente (/dev/mixer) ma non riesce a funzionare.
5 Minuti fa li ho installati sul mio PC Desktop e devo dire che per adesso funzionano abbastanza bene! Anche se ancora restano diverse cose da sistemare è un grande passo avanti rispetto al passato.
Adesso non ci sono più motivi per soffrire. Ben presto verrà integrato in ALSA e vivremo tutti felici e contenti come nelle favole di Walt Disney
Vediamo come installarlo su Ubuntu 8.10
Per prima cosa ci dobbiamo procurare i pacchetti necessari per compilare il driver.
sudo apt-get install build-essential libasound2-dev linux-headers-`uname -r`
N.B. In caso aveste precedentemente provato ad installare i driver instabili OSS v4.0 per far funzionare la vostra X-Fi dovete procedere prima alla reinstallazione del kernel pena errori di compilazione.
sudo apt-get install --reinstall linux-image-`uname -r`
Ora scarichiamo ed estraiamo il tarball contenente i sorgenti del driver nella nostra home.
Poi da terminale eseguire questi comandi:
cd ~/XFiDrv_Linux_Public_US_1.00
make
sudo make install
Possiamo riavviare il sistema e la scheda sarà pronta all’uso con Mixer Alsa.
Se volete potete sistemarla anche con Pulse Audio:
cat /proc/asound/cards | grep Creative
annotatevi il numero che compare all’inizio (solitamente 0 oppure 1) e modificate il file /etc/pulse/default.pa
sudo gedit /etc/pulse/default.pa
dovete commentare con un # all’inizio la riga load-module module-detect e togliere il # invece dalle due righe #load-module module-alsa-sink e #load-module module-alsa-source=hw:1,0
Fate attenzione a quest’ultima riga sostituendo al posto di 1,0 il numero che vi siete annotati prima.
Nel mio caso ad esempio risultava il numero 1 per cui l’ho modificato rendendolo così:
load-module module-alsa-source=hw:1
Avete finito
Tag: creative, driver, guida, Hardware, installare, installazione, linux, opensource, scheda audio, ubuntu, ubuntu 8.10, x-fi, XFi
2 Commenti »
Finalmente dopo una strenua battaglia ho convinto la mia ragazza ad installare Ubuntu 8.10 sul suo portatile, un Toshiba Satellite M40 un po’ maltrattato!

Non è stata un’impresa facile, ho dovuto rincitrullirla con termini informatici di cui non immaginava neanche lontanamente l’esistenza e farle notare quanto sia più semplice e reattivo questo sistema rispetto al suo ormai superframmentato superinfettato superappesantito da milioni di processi inutili Windows XP.
Così ho preso armi e bagagli e ho cominciato l’installazione. Tutto molto semplice come al solito. Ho scelto il CD “Alternate”. lo preferisco al “Live” per questioni di… boh… a dire il vero non lo so’ neppure io. Dopo una mezzoretta abbondante il sistema era bello e pronto con dual boot funzionante. Purtroppo ha voluto mantenere XP per sicurezza… sigh
COSA FUNZIONA:
- Scheda video ATI mobility Radeon X600 SE: La scheda al termine dell’installazione funziona perfettamente con i driver open “radeon”. Gli effetti di Compiz sono attivi e funzionanti molto fluidamente, le prestazioni 3D un po’ deludenti ma niente di irrisolvibile. Infatti Jokey, l’utility per i driver con restrizioni, mi chiede subito se voglio installare i driver proprietari AMD che offrono performance sensibilmente migliori. Un click e sono installati.
- Sistema Audio Intel ICH6 AC ‘97: Anche questi funzionano out of the box. Nessun problema riscontrato nella riproduzione di musica, filmati o quant’altro. Installati i codec “restricted” su richiesta per la riproduzioni di contenuti multimediali.
- Tastiera, touchpad e mouse USB: Tutto riconosciuto alla perfezione, nessun problema con i tasti speciali e le funzioni avanzate di scrolling verticale e orizzontale del touchpad.
- Bluetooth: Funzionante alla perfezione. Non è possibile disattivarlo per problemi con il modulo ACPI del quale parlerò successivamente. Trasferimento di files e pairing con dispositivi bluetooth perfetto.
- Scheda Wi-Fi Intel IPW2200 B/G: Riconosciuta e funzionante con il nuovo Networkmanager 0.7. Accoppiata con successo a reti 802.11 b/g libere e con protezioni WEP, WPA/WPA2 con crittografia AES. Anche questa non è disattivabile.
- Scheda di rete Marvell Yukon 88E8036: Anche qui nessun problema. Chip di rete supportato perfettamente da sempre. Nessuna sorpresa.
- Lettore di schede SD/MMC/SmartMedia/XD Texas Instrument: Ben funzionante con Schede secure digital e MMC. Non testato con XD e SmartMedia ma non ci dovrebbero essere problemi di alcun genere.
- Firewire: Funzionante, testato il trasferimento con videocamera Canon H10 e Kino.
- Suspend/Ibernate: Suspend funziona perfettamente e molto velocemente su questo portatile, non si può dire altrettanto di Ibernate che non so’ per quale motivo è un po’ lento e a volte non funziona. Non sono stato capace di capire a cosa è dovuto ma sospetto che sia colpa dell’ACPI di cui parlerò dopo.
COSA NON VA:
- ACPI: A causa di una regressione negli ultimi Kernel Ubuntu non è presente il modulo “toshiba_acpi” che si occupa della gestione completa del risparmio energetico. E’ altresi presente un nuovo modulo (“tlsup”) che però non svolge molto bene il suo dovere. E’ infatti stato aperto un bug su Launchpad per risolvere questo problema. Dovrebbe essere risolto a giorni e inserito nel repository “intrepid-updates” quanto prima.
- Hotkeys: Purtroppo a causa della regressione precedente non è possibile utilizzare i comandi multimediali presenti sul portatile (browser – disc player – play/pause – stop – avanti – indietro) e neanche il tasto funzione “FN” più le sue combinazioni. Questo si traduce nell’impossibilità di modificare cose come la luminosità dello schermo, il volume l’accensione della scheda Wi-Fi e del Bluetooth e molte altre cose.
CONCLUSIONI:
In ultima analisi possiamo dire che il sistema è ben funzionante. Tutte le periferiche funzionano bene e senza necessità che l’utente installi alcunché. Le prestazioni sono ottime in tutti i comparti.
Resta però il fatto che il mancato supporto al risparmio energetico in un portatile è una BESTEMMIA!
Un computer portatile dovrebbe fare dell’autonomia il suo punto di forza, e il non poter sfruttare le caratteristiche avanzate di risparmio energetico che questo offre è veramente una pessima cosa.
Il non funzionamento dei tasti multimediali e delle Hotkeys può passare in secondo piano ma è comunque una disfunzione grave in un sistema operativo moderno come aspira ad essere Ubuntu.
Speriamo che il team di sviluppo rilasci a breve una correzione che risolva questo problema come promesso.
Inoltre con il passare del tempo comincio sempre di più a pensare che sia necessario rivedere le politiche di rilascio della distribuzione.
6 mesi, a volte, possono risultare pochi per presentare una distribuzione pressoché perfetta per l’uso. Diciamo che ideologicamente sono più vicino alla “Debian-way” di fare le cose (Debian sarà pronta quando sarà pronta) anche se capisco che per una distribuzione orientata prettamente al Desktop di massa questa risulti una forte limitazione.
Tag: 8.10, guida, Hardware, installare, installazione, intrepid, linux, resoconto, satellite m40, toshiba, ubuntu, ubuntu 8.10, ubuntu intrepid
2 Commenti »
In uno dei miei ultimi articoli esprimevo tutto il mio disgusto nei confronti del gestore di pacchetti scelto per Kubuntu 8.10… Adept (una cagata immensa)
Poi grazie al suggerimento di Barra ho scoperto che esiste un frontend a PackageKit appositamente creato per KDE 4. Si chiama KPackageKit e lo potete vedere in azione nella seconda parte della pagina degli screenshot. Il software è ancora un po’ acerbo ma come potete vedere l’interfaccia è molto più razionale di quell’obbrobrio di Adept. Procediamo all’installazione.
Per prima cosa procuriamoci le necessarie dipendenze per la compilazione.
sudo apt-get install packagekit libqt4-dev kdelibs5-dev libpolkit-dbus-dev cmake build-essential
scarichiamo il tarball contenente i sorgenti ed estraiamo il tutto nella cartella home.
Apriamo un terminale ed eseguiamo i seguenti comandi per la compilazione ed installazione del software.
cd ~/KPackageKit/QPackageKit2
cmake . -DCMAKE_INSTALL_PREFIX=/usr
make
sudo make install
cd ../KPakageKit
cmake . -DCMAKE_INSTALL_PREFIX=/usr
make
sudo make install
Il vostro software adesso è perfettamente installato e funzionante, purtroppo è ancora localizzato solo in inglese ma sicuramente le traduzioni verranno a breve insieme a grandi miglioramenti nel codice e nell’interfaccia.
P.S. Ricordatevi di cestinare Adept
P.P.S. Se non avete voglia di smanettare con tutti questi comandi esistono sempre due comodissimi repository (grazie Mir per la segnalazione):
deb http://ppa.launchpad.net/tonio/ubuntu intrepid main
deb-src http://ppa.launchpad.net/tonio/ubuntu intrepid main
Tag: 8.10, adept, gestore pacchetti, guida, installare, installazione, intrepid, KDE, kde 4, kpackagekit, Kubuntu, linux, package manager, packagekit, QT, Software, ubuntu
5 Commenti »
Questo qua è quasi un tormentone ormai.
Da quando ATI (ora AMD) ha compiuto la svolta radicale in direzione opensource Nvidia si è trovata rapidamente ad impersonare il gigante cattivo.
Poi è arrivata la volta di KDE 4 e delle sue prestazioni altalentanti con le schede “verdi” che hanno peggiorato sicuramente la situazione. Io vorrei essere una voce fuori dal coro per una volta.
E’ vero che i driver Nvidia closed sono closed! e questo non è certo cosa buona e giusta per un sacco di motivi che ora non sto qua a spiegarvi ma che molti di voi sapranno sicuramente. E’ anche vero però che questi driver sono sempre e dico sempre stati migliori dei rispettivi ATI se non negli ultimi mesi. Quindi io non direi che Nvidia fa dei driver di merda, bensì che ATI ne fa di migliori ultimamente.
I driver Nvidia per come la vedo io restano sempre degli ottimi driver sotto ogni aspetto. Sicuramente migliori dei nouveau o degli nv! Anche con KDE 4 non sono poi cosi male come sembrano in fondo.
Certo serve un po’ di tweaking come vi spiegherò fra poco… ma di sicuro la serie 170 non è poi cosi scarsa in prestazioni su questo ambiente desktop. E la situazione migliorerà ancora.
Cominciamo!
Per prima cosa dovete recuperare una delle ultime versioni beta dei driver nvidia. Personalmente consiglio gli ultimissimi 177.76 soprattutto per schede recenti (serie 8/9). Su Intrepid sono gia stati messi a punto nei repository insieme all’ottimo tool DKMS di Dell che rende l’installazione di questi totalmente automatizzata! Se invece siete utilizzatori di Hardy o di altre distribuzioni Linux, potete scaricare l’installer dal sito di Nvidia.
Dopo esservi assicurati che i driver funzionino correttamente sulla vostra Linux-box procedete all’editing del vostro xorg.conf:
sudo cp /etc/X11/xorg.conf /etc/X11/xorg.conf.bak
sudo kwrite /etc/X11/xorg.conf
Cercate la sezione “Device”
e aggiungete al suo interno le seguenti righe:
N.B: fate molta attenzione alle virgolette!
Option "NoLogo" "True"
Option "RenderAccel" "True"
Option "AllowSHMPixmaps" "0"
Option "AddARGBGLXVisuals" "True"
Option "PixmapCacheSize" "100000"
Option "OnDemandVBlankInterrupts" "True"
Salvate e recatevi nella directory ~/.kde/Autostart/ , create un file dal nome nvidia-settings-kde4.sh
Incollate al suo interno quanto segue:
#!/bin/bash
nvidia-settings -a InitialPixmapPlacement=2 -a GlyphCache=1
e dategli i permessi eseguibili:
chmod 755 ~/.kde/Autostart/nvidia-settings-kde4.sh
Riavviate il computer e vedrete che Kwin e Plasma finalmente saranno dei missili e che tutto il sistema sarà reattivo più che mai
P.S.In caso al successivo riavvio il server X non si avvii è probabile che abbiate sbagliato ad editare xorg. conf. Se volete ripristinarlo usate il comando
sudo mv /etc/X11/xorg.conf.bak /etc/X11/xorg.conf
Tag: driver, guida, KDE, kde 4, Kwin, migliorare, nvidia, performance, plasma, prestazioni
7 Commenti »
Questa è una cosa che penso che sia capitata a qualunque smanettone che cerca di installare un sistema dual-boot con Winzozz installandolo per ultimo.
In effetti Windows – strano ma vero – non riconosce la presenza di altri sistemi operativi e se installato dopo una qualsiasi distribuzione GNU/Linux se ne frega altamente della sua presenza e sovrascrive di netto l’MBR (Master Boot Record), ovvero quella piccola sezione del vostro disco rigido che, in parole povere, indica al vostro PC come caricare il sistema operativo.
Ovviare a questo è semplice! Basta installare GNU/Linux per ultimo!
Tuttavia non tutti ne sono al corrente. Specialmente chi è alle prime armi si potrebbe trovare in una situazione poco piacevole pensando che la sua installazione sia stata sovrascritta da Windows.
In realtà non è così, è ancora tutto al proprio posto, dobbiamo solo ripristinare il bootloader.
Prerequisiti
Dovete procurarvi un Live-CD di una qualunque distribuzione. Se avete installato GNU/Linux è molto probabile che lo abbiate fatto da Live-CD.
Se così non fosse potete recuperarne uno a vostro piacimento. Io vi consiglio naturalmente Ubuntu
Via!
Avviate la vostra distribuzione Live normalmente e attendete il caricamento completo del sistema operativo.
Una volta avviato aprite un terminale. Per prima cosa dovete ottenere i privilegi di root e farvi una idea ben chiara di come sono sistemate le partizioni del vostro hard disk:
sudo -s
fdisk -l
vi verranno cosi mostrate tutte le partizioni presenti sul vostro hard-disk e i loro corrispondenti devices (/dev/sda1 2 3 etc…)
Disco /dev/sda: 250.0 GB, 250059350016 byte
255 heads, 63 sectors/track, 30401 cylinders
Units = cilindri of 16065 * 512 = 8225280 bytes
Disk identifier: 0×40000000
Dispositivo Boot Start End Blocks Id System
/dev/sda1 1 1320 10602868+ 83 Linux
/dev/sda2 * 1322 7819 52195185 7 HPFS/NTFS
/dev/sda3 30076 30401 2618595 5 Esteso
/dev/sda4 7820 30075 178771320 83 Linux
/dev/sda5 30076 30401 2618563+ 82 Linux swap / Solaris
Nel mio caso la riga evidenziata corrisponde alla partizione di root che sarà quella che dovremo usare per ripristinare il nostro bootloader. Per comodità assumo che la partizione /dev/sda1 sia nel filesystem ext3 e che valga come root anche per voi.
Adesso dobbiamo montare questa partizione da qualche parte per cui eseguiamo i comandi:
mkdir -p /mnt
mount -t ext3 /dev/sda1 /mnt
E’ necessario montare anche il filesystem /dev e proc, i comandi sono simili:
mkdir -p /mnt/dev && mount --bind /dev/ /mnt/dev
mkdir -p /mnt/dev && mount -t proc proc /mnt/proc
Ora dobbiamo diventare in qualche modo amministratori del sistema operativo del quale dobbiamo ripristinare il bootloader:
chroot /mnt su -
In questo momento il sistema che dovete ripristinare è completamente operativo come se vi aveste fatto login. Non vi resta che eseguire i comandi per ripristinare il bootloader direttamente dalla shell.
Per quanto riguarda Lilo, il tutto è veramente banale. E’ sufficiente lanciare il comando “lilo” e verificare con “lilo -q” che tutto sia andato a buon fine.
Per quanto riguarda Grub invece serve un po’ più di attenzione: dovete tenere ben presente il disco e la partizione su cui è stato installato Linux, nel mio caso è /dev/sda1 il che corrisponde a (hd0,0).
Nel caso la vostra partizione fosse la terza sul seconddo disco sarebbe (hd1,2) e cosi via.
Adesso eseguite il comando “grub” , entrerete in una nuova shell, quella di grub, quindi eseguite sempre tenendo conto dei dati che avete ricavato su n° del disco e della partizione
root (hd0,0)
setup (hd0)
quit
Bene adesso dovrebbe essere tutto perfetto e potrete riavviare il vostro sistema Linux direttamente all’avvio tramite Grub
Tag: , bootloader, dual-boot, grub, guida, How-to, lilo, linux, Live CD, ripristino, windows
6 Commenti »
|