Posts Tagged “digital divide”

Qualche tempo fa avevo pubblicato una notizia nella quale annunciavo la disponibilità al download dei driver beta per Linux per la scheda audio Creative Sound Blaster X-Fi.

Questi driver sono ancora in fase di beta e, stranamente, disponibili solo per architetture a 64 bit quindi sconsiglio a chiunque la loro installazione in quanto potenzialmente instabili e buggati.

Installarli è semplice.

Scaricate il file dell’installer che ho uploadato direttamente sul mio spazio web da questo link sul vostro Desktop

eseguite i seguenti comandi:

cd Desktop/
tar -xvzf XFiDrv_Linux_US-1.04.tar.gz
cd XFiDrv_Linux_Us-1.04/
chmod u+x installer
sudo ./installer

adesso la procedura dovrebbe proseguire automaticamente ed installare il driver

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Sarà contento il mio amico Ducci di questa notizia.
E’ stato presentato il bando per l’assegnazione delle frequenze Wi-Max dal ministro delle comunicazioni Gentiloni.
Le bande assegnate andranno a coprire la fascia dai 3,4 ai 3,6 Ghz.
La procedura di assegnazione prevede 35 licenze per una durata di 15 anni ciascuna eventualmente rinnovabili, base d’asta 45.000.000 €.

La procedura di assegnazione è piuttosto complessa per cui riporto uno stralcio dell’articolo di Hwupgrade che non ho voglia di scrivere oggi :P

La procedura dell’assegnazione è piuttosto complessa e indica in 3 il numero di licenze disponibili nella banda 3.4-3.6 Ghz. Due verranno assegnate a 7 aree nazionali – per un totale di 14. Le macro-aree nazionali sono:

* Lombardia/Provincia di Bolzano/Provincia di Trento
* Valle D’Aosta/Piemonte/Liguria/Toscana
* Friuli Venezia Giulia/Veneto/Emilia Romagna/Marche
* Umbria/Lazio/Abruzzo/Molise
* Campania/Puglia/ Basilicata/Calabria
* Sicilia
* Sardegna

Ogni azienda partecipante potrà disporre di un solo diritto d’uso per macro-area. La rimanente terza - sempre della banda 3.4-3.6 Ghz – verrà assegnata a livello regionale, favorendo le società prive di licenze UMTS.

Speriamo che questo Wi-Max riesca a limitare il digital-divide che ancora affligge pesantemente la nostra bella Italia.
Speriamo che non sia solo un altro modo per spillarci i soldi dalle tasche per le aziende di telecomunicazioni.

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