Archivio per la Categoria “Varie”
Scenetta ai limiti del grottesco che sta avvenendo in questo momento nel mio ufficio.
Due signore mentre attendono i loro mariti impegnati col sottoscritto a farsi spiegare i dettagli di un progetto si ritrovano a parlare di un tizio che – pace all’anima sua – se ne è andato in questi giorni in un incidente auto/bici. Fin qui niente di eccezionale, la morte fa notizia da sempre, basta guardare i giornali.
Ma non capisco proprio cosa stimoli il loro fervore. E’ strano sentirle in un crescendo di libidine. Sembra quasi che siano contente della notizia, come se il loro desiderio di sparlare superasse il loro dispiacere nei confronti del malcapitato. E’ un susseguirsi di inutilità e dettagli sul fattaccio a velocità della luce interrotti soltanto dal riprendere fiato.
Le due sono talmente in sintonia nel loro discorso che tra di loro non ci sono domande o risposte, semplicemente quando smette di parlare una comincia l’altra. E’ come un monologo recitato da due voci.
Questa cosa mi fa pensare ancora una volta a quanto strano sia il cervello (ammesso che esista) della femmina della specie uomo. Proprio non capisco l’interesse che suscita una così tragica evenienza nel loro pettegolezzo. Finché si tratta di borse e scarpe (sebbene per me resti comunque incomprensibile) posso tentare di accettarlo… ma per tutto il resto c’è mastercard.
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Ecco a voi le previsioni per la giornata odierna.

ed ecco a voi il reale stato del clima (in realtà è molto peggio) in questo momento.

Immaginate che dopo ogni settimana, dopo aver sgobbato come muli da soma per 12 – 13 ore al giorno, ogni sabato e domenica da maggio ad oggi siano così.
Non vi verrebbe voglia di schiacciarvi le palle con un martello?
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Oggi voglio scrivere qualcosa che non c’entra proprio niente con il tema del Blog. Consideratelo uno sfogo dopo l’ennesima scena tragicomica.
I privati, quelli che per intendersi vengono e pretendono tutto e il contrario di tutto, sono una rottura di coglioni nel mio campo, fatemelo dire 
Lavoro in una ditta di commercio all’ingrosso di legnami e affini e negli ultimi tempi ne sto vedendo di cotte e di crude.
Un po’ sarà dovuto alla crisi economica che porta tutti all’esasperazione. Ma sono convinto anche che, in parte, proprio questa stessa crisi adesso li faccia sentire in diritto di pretendere qualsiasi cosa.
Arrivano vecchietti sui settant’anni che vogliono un pannello di 20 cm per 20 e non lo vogliono pagare dopo che hai perso mezz’ora a tirarlo fuori dal magazzino, tagliarglielo a misura etcetc… allora glie lo metti al minimo sindacale proprio per cercare di accontentarli ma puntualmente ti dicono… almeno l’IVA fammela risparmiare. L’ultimo stamani, un palo di 4 metri di castagno (8 euro) voleva pagarlo 3 e senza IVA!
Poi arrivano quelli che vogliono legnami tipo ebano, teak, pero, wenge e pretendono di pagarlo 20 euro al metro cubo quando costano almeno 70 volte tanto. Uno cerca di spiegargli gentilmente che sono legnami pregiati e rari, che non sempre sono adatti alla lavorazione a causa delle dimensioni dei fusti molto piccole e della loro tortuosità; che molti vengono da territori in Africa dove ci sono molti problemi per poterli esportare etc. Ma loro non ne vogliono sapere. Vogliono quello e lo vogliono subito e spendendo poco.
Poi ci sono quelli che vengono e vogliono fare cose tipo… un mobile in noce massello e ti dicono. Ma io all’ IKEA l’ho visto uguale e costava meno della metà.
Si peccato che non sai con cosa vengono prodotti quei mobili dico io. Uno prova a spiegargli con calma che non sono massello ma solo residui di segaggi incollati e messi insieme con tutte le schifezze possibili e immaginabili. Ma sembra che quello che conti sia solo il prezzo.
Allora se conta solo il prezzo che vadano a comprarselo in Cina!
Uno di questi signori, proprio in questi giorni, ha deciso di seguire il mio consiglio. Si è andato a comprare una libreria tramite internet. Ha pagato una sciocchezza e non era neanche troppo brutta esteticamente, me l’ha fatta vedere anche orgoglioso del suo affare. Peccato che, essendo i suoi piani costruiti con lurido truciolare della peggior specie, qualche giorno dopo, sotto il peso di qualche libro questa è crollata fragorosamente fracassando di netto un computer, un tavolo di cristallo e uno stereo e facendo probabilmente bestemmiare il fortunato proprietario in sanscrito.
Non dico che c’ho goduto ma quasi
L’IVA poi… ah quella non la vuole pagare nessuno, e se glie la fai pagare ti trattano come se fossi un ladro, come se l’IVA te la intascassi tu. Insomma che uno la paghi o no, per il consumatore i commercianti sono ladri a priori, loro invece che chiedono di non pagarla l’IVA no. Loro no.
Per fare uno dei miei paragoni azzardati…è come se il mandante di un omicidio non venisse punito perché a commettere il fatto è stato l’assassino. Vi sembra giusto?
Per concludere, infine ci sono quelli, i più simpatici di tutti, che vogliono il “legno-plastica” ovvero legno con tutte le caratteristiche dei materiali plastici: Assoluta assenza di nodi, venature e colorazioni tutte uguali, che non abbiano nessuna flessione con la temperatura e l’umidità, resistenti all’acqua e/o ignifughi. A questi gli andrebbe solo riso in faccia
E’ per tutto questo che, recentemente mi sono comprato una targhetta a tema da appendere in ufficio con su scritto.
IL CLIENTE HA SEMPRE RAGIONE…
SE NON CI FA PREDERE TEMPO
SE NON HA PRETESE ASSURDE
SE HA RISPETTO PRE IL NOSTRO LAVORO
SE NON CI CONSIDERA SUOI SERVI
SE HA LA NOSTRA STESSA PAZIENZA
SE HA LA NOSTRA STESSA CORTESIA
SE NON CHIEDE SCONTI
E SOPRATTUTTO… SE PAGA IN CONTANTI
Sperando che qualcuno ogni tanto la legga… anche per sbaglio.
Tag: commercio, discorsi inutili, i commercianti sono ladri, lavoro, legname, privati, Varie
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Oggi sono in vena di inutili sproloqui.
Spulciando nel PC di mio padre, cercando invano di sistemare l’ormai decomposto Window Vista che dovrebbe essere, mi dicono, l’ultimo eccellente sistema operativo targato Microsoft mi sono imbattuto in un videogioco alquanto interessante: Prato fiorito.
Non conoscendolo minimanente, mi sono subito precipitato a leggere le manpag… ehm la guida del software che riporta testualmente:
Prato fiorito è un gioco apparentemente semplice di memoria e ragionamento. Lo scopo del gioco consiste nello scoprire le caselle vuote ed evitare quelle che nascondono fiori. Se si fa clic su un fiore, la partita è finita. Scoprire tutte le caselle vuote nel più breve tempo possibile per ottenere il punteggio più alto.
Lo scopo insomma sembrerebbe quello di scansare i fiori, ma per quale cavolo di motivo? E che saranno mai sti benedetti fiori… piante carnivore divoratrici di mouse?
Ora che ci ripenso ricordo che ai miei tempi quando ero ancora un ragazzetto esisteva un sistema operativo il cui nome era Windows 95. Il pezzo da novanta (cinque) di questo OS era un fantastico software di nome CAMPO MINATO. Una pietra miliare che, insieme a SOLITARIO, tutt’ora stimola la fantasia e la creatività di migliaia di programmatori ma anche di persone comuni. Un software che è stato capace di riscrivere la storia dell’informatica e della società moderna e che tutti noi nati negli anni 80 porteremo sempre nel cuore e nello spirito.

Perché hanno deciso di abbandonarlo a se stesso come un cucciolo in autostrada?
Comincio ad avere il serio dubbio che a Redmond si siano bevuti tutti il cervello (in effetti osservando Steve Ballmer non sembra improbabile).
Avevano a disposizione la killer-app definitiva, il software incopiabile perfetto e immortale. Da li a qualche anno avrebbero avuto il dominio inconstrastato nel campo dell’informatica senza possibilità di replica e invece hanno deciso di fare un passo indietro, aprendo la strada a Linux che grazie alla sua potente comunità ha sviluppato un software in grado di competere quasi ad armi pari con Campo Minato, il suo nome è Kmines.
Insomma, se proprio vogliamo trovare il vero motivo del crescente successo di sistemi “alternativi” come OSX o Ubuntu, questo è da ricercarsi sicuramente nel clamoroso errore di Microsoft di cancellare Campo Minato facendo spazio a Prato fiorito. Senza esagerare posso dire che è stato il più grosso errore nella storia dell’umanità dopo il morso che Eva dette alla mela offertale dal serpente nel giardino dell’ Eden.
In effetti, se ci pensate bene, chi ve lo fa fare di sborsare un sacco di soldi per avere un misero Prato Fiorito quando potete avere gratis una copia ormai prossima alla perfezione di Campo Minato? NESSUNO! SARESTE PAZZI!
E’ per questo motivo che sono profondamente convinto che Microsoft potrà invertire la tendenza in calo degli ultimi anni solo se ripenserà seriamente alla sua scelta di abbandonare Campo Minato in favore di Prato Fiorito. Altrimenti il futuro è nelle mani del pinguino!
Tag: campo minato, giochi, kmines, linux, Microsoft, minesweeper, prato fiorito, Stronzate, Videogames, windows
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Scritto da Dario in Varie
Comincio questo post col dire che il titolo è ovviamente sarcastico.
Credo che le feste di quest’anno siano state le più brutte della mia vita.
Ho lavorato fino al 24 dicembre sera, il 25 tutto ok col classico pranzo e la prospettiva di feste tutto sommato interessanti.
Il 26 mattina mi sveglio con la febbre. La sera era già oltre i 39.
Sono stato moribondo a letto in queste condizioni per 4 giorni, alzandomi solo per i bisogni fisiologici.
In casa, da solo, senza poter uscire, mangiando quintali di mele cotte e brodini, prendendo tachipirina a raffica, sciroppi e antibiotici… Senza contare mio padre che quei pochi minuti che era in casa non perdeva occasione di raccontarmi le sue avventure festive e dirmi come e quanto si era divertito, senza sapere che tutti i miei amici/parenti stavano facendo qualcosa di divertente (qualcuno è a Praga o a Santo Domingo, chi a divertirsi tra cene e feste varie, chi passa le feste con la propria ragazza) Mi sarebbe bastato anche solo poter uscire a fare un pupazzo di neve ma la mia condizione non mi ha permesso di stare in luoghi con temperature inferiori ai 22 gradi. Ho guardato tutta la saga di Star Wars e del Signore degli anelli per disperazione!
Ad oggi sto’ abbastanza bene, sono ancora malato ma almeno non ho la febbre a 39, magra consolazione dato che per il dottore dovrò stare in casa ancora per almeno altri 2 giorni. Sinusite di merda! Questa clausura mi sta rendendo pazzo, ma come cavolo fanno gli eremiti?
Ah dimenticavo di dirvi che appena uscirò da questo ammalamento sarò subito impegnatissimo col lavoro naturalmente (che tempismo eh!). Insomma quest’anno le feste hanno fatto veramente schifo. In generale non sono uno che si lamenta ma stavolta mi sono proprio rotto i coglioni.
Tag: che palle, festività, malattia, rotture, vacanze
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un repository, o meglio un Personal Package Archive su Launchpad?
M’è presa questa fissa da qualche giorno. Non ha una vera e propria utilità per me e penso manco per voi 
Forse è solo uno sfizio da Geek che mi voglio togliere, magari poi qualcuno lo potrebbe trovare anche utile, di sicuro ci metterei l’ultima versione di Pokerth impacchettata per Intrepid che ho gentilmente creato per la mia fidanzata ormai drogata di poker
Che dite? facciolo o non facciolo?
Tag: intrepid, personal package archive, pokerth, ppa, repository, ubuntu
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Come già vi avevo anticipato qualche tempo fa (cfr. Ottimizzare il Kernel per la propria architettura apporta reali benefici?) ho cominciato per curiosità a fare qualche esperimento su un kernel vanilla appositamente ricompilato e ottimizzato per il mio Dell XPS M1530.
Il kernel, essendo vanilla, non contiene patch di nessun genere provenienti da Ubuntu o altre fonti.
Tutte le modifiche che ho fatto sono applicabili direttamente in fase di compilazione.
La macchina su cui è stata effettuata la prova è un notebook Dell XPS M1530 dotato di una CPU Intel core 2 duo t7500 da 2,4 Ghz, 3 GB di memoria ram DDR2 667, hard disk da 250GB S-ATA2 da 5400 rpm, scheda video Nvidia Geforce 8600M GT con 265 MB di memoria integrata e chipset Intel Mobile PM965 + Ich8.
Per le prove ho utilizzato l’ottimo tool phoronix-test-suite in versione 1.4.2 su Ubuntu 8.10 aggiornato ad oggi.
ENCODING AUDIO/VIDEO


come si può notare le differenze sono impercettibili. Nessuno dei due kernel è nettamente superiore all’altro, i divari sono trascurabili.
COMPILAZIONE SOFTWARE



Stesso discorso, nessuna differenza notevole o comportamento da evidenziare.
ALGORITMI DI COMPRESSIONE


Finalmente qualche risultato interessante. Eccetto il test effettuato con 7-zip, che comunque dimostra una leggera superiorità del kernel ottimizzato, sia gzip che bzip2 mostrano un comportamento abbastanza simile.
Il kernel ottimizzato distacca in maniera molto netta il kernel standard di ubuntu raggiungendo prestazioni da 2,15 a 2,40 volte migliori!
SOTTOSISTEMA DISCO



Niente da rilevare, come era da immaginarsi nel sottosistema che governa il disco rigido.
TEST GnuPG

Un piccolo spazio va concesso a GnuPG, il popolare software di encrypting raggiunge risultati a dir poco esaltanti con il kernel ottimizzato. Si ha infatti un guadagno di circa il 450% rispetto al kernel standard Ubuntu!
CAPACITA’ ELABORATIVE VARIE


In questi quattro test non risulta un vincitore assoluto, anche se il kernel Ubuntu ha un impercettibile margine sul kernel customizzato. Un vantaggio che può essere tranquillamente trascurato.
Performance memoria RAM





Per quanto riguarda il sottosistema di memoria si registra in generale un lieve margine a favore del kernel Ubuntu. Anche se non si tratta di incrementi sostanziali possiamo affermare che il kernel Ubuntu abbia una bandwith massima teorica maggiore del kernel ottimizzato. Non ho idea se sia merito di alcune patch o demerito di alcune ottimizzazioni che ho apportato io al kernel.
Le differenze stanno comunque in pochi punti percentuali, l’apice si misura intorno all’ 8% nell’ultimo test.
DATABASE PERFORMANCE & XML



Sqlite registra un discreto margine a favore del kernel ottimizzato, intorno al 12%
Il test su XML invece favorisce il kernel Ubuntu in percentuali molto simili al test precedente: 11% circa nel test di lettura.
JAVA ENVIRONMENT PERFORMANCE



Un lieve vantaggio per il kernel ottimizzato nel primo test, negli altri 4 un lievissimo margine invece per il kernel Ubuntu. Nel complesso si può dire che le prestazioni si equivalgono o variano di pochissimo.
DRAWING PERFORMANCE



Niente di nuovo o particolarmente interessante da registrare, prestazioni all’incirca equivalenti con un leggerissimo predominio del kernel Ubuntu standard.
GAMING & 3D PERFORMANCE






Performance altalenanti per quanto riguarda il 3D. In alcuni giochi come Nexuiz, Tremulous e Urban terror si ha un leggero vantaggio per il kernel Ubuntu, negli altri test invece succede il contrario: il kernel custom è generalmente più veloce di pochi FPS. Gli unici casi da segnalare sono World of Padman dove il kernel ottimizzato ottiene prestazioni di due terzi superiori al kernel Ubuntu e Unigine tropics dove il kernel ubuntu apparentemente si prende la rivincita con gli interessi.
In realtà, in questo test, il kernel ottimizzato è riuscito a completare solo una dei tre test necessari, per cui, il risultato dell’ultimo test è stato sommato due volte a zero e diviso per tre per fare media.
Le prestazioni per questo motivo si possono equiparare tranquillamente.
Conclusioni
E’ veramente necessario ottimizzare un kernel? Sicuramente potete stare al sicuro anche con il vostro kernel standard Ubuntu. Le prestazioni in generale sono molto simili o variano di pochi punti percentuali.
Fanno eccezione alcuni casi in cui le prestazioni del kernel ottimizzato sono terribilmente superiori. Senza contare il fatto che si tratta di un kernel vanilla sul quale non è stata applicata nessuna patch, per cui è probabile che le prestazioni possano essere ulteriormente migliorate attraverso modifiche più spinte.
Se siete interessati ad un pacchetto deb del kernel che ho preparato fatemelo sapere.. E’ però altamente sconsigliato a chiunque in quanto ho rimosso quasi tutto il codice di debug e gran parte del suppporto alle perfireriche non presenti sul mio XPS M1530. Senza contare le altre modifiche che potrebbero portare a problemi. Per chi avesse un portatile identico al mio nessun problema, tutto funziona alla perfezione, anzi, il sistema è più reattivo, lo noterete sicuramente se avete compiz con le finestre wobblanti e gli effettini tamarri
Tag: benchmark, dell xps m1530, kernel, kernel ottimizzato, kernel vanilla, linux, optimized kernel, phoronix test suite, test
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Qualcuno di voi forse sarà a conoscenza della mia totale avversione verso le catene di sant’antonio..
Ebbene anche io oggi ve ne voglio proporre una, almeno questa senza dubbio è vera.
L’ho provata e si avvere realmente non è una cazzata come al solito!

Tag: catene, catene di sant'antonio, Stronzate, Stumbles, Varie
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Su Facebook se ne sono dette di cotte e di crude, adoratori e demonizzatori si sprecano, è difficile trovare un punto di vista obbiettivamente equo nel giudicarlo. E di certo non lo farò io scrivendo questo articolo.
Ma perché tutta questa euforia attorno a FB? E’ veramente rivoluzionario come dicono alcuni o è solo la ruota reinventata?
In un primo momento osservando il fenomeno la prima cosa che mi viene in mente è: sicuramente si tratta di un covo di bimbiminkia un po’ come gli spaces di MSN
In effetti la loro presenza è massiccia. Ma questo, in modo più o meno accentuato, è vero in tutta la rete. Internet non è più un qualcosa di fruibile soltanto a pochi eletti “geek” possessori di un modem a 14.4k. Nel 2008 è un intreccio fittissimo di rapporti sociali, di contenuti autoprodotti da persone di ogni estrazione e provenienti da tutto il mondo e condivisi nei modi più disparati.Internet sta diventando la rete dei Poveri come l’ha definita genialmente qualcuno, di quelli che hanno un account Hotmail di quelli che crackano Norton antivirus sul proprio XP ormai distrutto.
Osservandolo da questo lato Facebook non è che l’evidenziatore del processo mutagenico della rete stessa. E’ la rete che sta cambiando per assecondare il nuovo target di utenza. Facebook non ha fatto altro che puntarci sopra una lente di ingrandimento. Internet, per quanto mi costi ammetterlo, sta diventando un mezzo di comunicazione molto più simile alla televisione di quanto non avrei mai immaginato. I contenuti di qualità discutibile aumentano costantemente e si confondono tra quelli buoni, così come aumenta l’ importanza della pubblicità e all’audience di un sito. Proprio come succede in TV!
Le dinamiche e i contenuti che ci fanno stare attaccate ad un monitor sono gli stessi.
Donnine, gossip, pettegolezzi, liti furibonde e scontri. Facebook (ma non solo lui) non fa altro che riassumere tutto questo in un social network.
Facebook è lo strumento voyeuristico ideale per i maniaci del pettegolezzo e i curiosi, è una lente di ingrandimento sulla vita altrui, magari quella di un vicino o di un amico o di un conoscente su cui si vorrebbe curiosare. E’ una sorta di reality show v 2.0.
Per non parlare del lato più hard del tutto. FB e i social network in generale nascondono in modo molto politically-correct un desiderio sessuale inappagato nella vita reale: richieste di amicizie verso ragazze e donne iscritte con foto carine o provocanti si sprecano. Se siete ragazze ve ne sarete sicuramente accorte da sole! E non ditemi che nessuno vi ha mai fatto proposte un po’ “strane”, non ditemi che nessuno ha mai chiesto insistentemente il vostro contatto o le vostre foto o altre cose un po’ equivoche per un’amicizia disinteressata..
Ad ulteriore riprova di questo fenomeno è il dato che il traffico generato dai social-network ha superato per la prima volta nella storia quello del porno online. Non può essere solo un caso.
Ma qual’è l’idea vincente/stravolgentte/sconvolgente di Facebook?
Sono convinto che stia principalmente nel fatto di usare nomi, cognomi ed informazioni reali al posto dei classici nickname inventati e forse, è anche questo un sintomo di cambiamento nel modo di approcciarsi alla rete.
Che sia questo il preludio al web 3.0? Non più un ammasso di applicazioni web dinamiche orientate al servizio on-demand e al social-network, ma un aggregatore, un insieme di reti sociali centralizzato di persone reali?. Una specie di “Enorme Fratello”? Una rete interattiva nella rete.
In realtà Facebook non ha niente al suo interno che non possa essere trovato in quantità e qualità maggiori nel resto della rete. Quello che ci da’ in più è l’unica cosa che fino ad oggi la rete ci aveva consentito di mantenere privata: il nome e il cognome. E’ saltata la protezione che ci dava il nickname. Internet non è più il luogo della “Second Life” dove tutti possono alternativamente recitare la parte di un personaggio qualunque oppure mostrare veramente il proprio IO mascherato da una identità segreta. Con Facebook, lo dice il nome, ci si mette la faccia.
Poi personalmente, la cosa che mi da molto fastidio di Facebook è che sembra che se non ti ci iscrivi sei fuori dal mondo. Non so’ quante volte mi sia capitato che qualcuno mi abbia chiesto di iscrivermi a Facebook dicendomi: “sai, è per restare in contatto.”
Ma per quale motivo? Avete gia il mio cellulare, la mail, ne avete fin troppi di modi per rintracciarmi sinceramente. Sarò “antiquato” in questo senso ma preferisco mantenermi le mie amicizie in modo diverso, una chiamata ogni tanto, una mail, incontrarsi fuori e far due chiacchiere, uscire insieme a bere una birra. E preferisco anche fare nuove amicizie in modo “leggermente più tradizionale” – amicizie, poche ma buone.
Non mi interessa avere 1000 amici virtuali con i quali non parlerò praticamente mai, i quali invece possono curiosare costantemente nella mia vita privata.
Che poi tutta questa necessità di ottenere l’amicizia di migliaia di persone a cosa porta? A cosa serve scattarsi le foto allo specchio in bagno e poi mostrarle a tutti su FB? C’è davvero tutta questa solitudine fra le persone? I contatti umani sono davvero così difficili da avere nel mondo reale che tutta questa gente sente il bisogno di avere una vita sociale elevata nel mondo virtuale?
Oppure è solo esibizionismo alla maniera televisionesca…“Fb ti offre i tuoi cinque minuti di notorietà! Se non ti iscrivi sei solo… sei fuori dal gruppo e nessuno ti conosce”.
Facebook sta spostando il significato della parola amicizia verso un’ etichetta, un tag che significa –> contatti.
Ma non è questa la cosa che mi ha convinto definitivamente a non utilizzare Facebook.
E’ stata principalmente la questione della privacy.
Sinceramente non ci tengo a sbandierare ai quattro venti la mia vita privata. E fino a qui uno potrebbe dire: “De gustibus, tu no ma io si e quindi mi ci iscrivo.” Liberissimo di farlo.
Il fatto è che è proprio la struttura che non mi convince. E’ vero che puoi modificare le preferenze di Facebook in modo tale da poter mantenere un certo grado di riservatezza. Ma perché non farlo di default? Mi sembrerebbe un comportamento più sano e logico. Se uno poi ha voglia di aprirsi al mondo che capisca come farlo da solo dopo aver imparato ad utilizzarlo per bene. Come dice il proverbio, nessuno nasce imparato, e in questo modo si rischia di esporre al mondo dati e informazioni che invece si vorrebbe tenere riservati. Perché poi mantenere i tuoi dati sui server anche se ti deregistri? Questo è veramente un mistero e una cosa indecente.
Senza contare alcune cose terrificanti e al limite della legalità che ci dice Facebook stesso: “Non possiamo garantirti che i contenuti che invii al sito non siano visualizzati da persone non autorizzate” o ancora “non siamo responsabili di elusioni delle misure di sicurezza del sito o delle impostazioni della privacy”.
Ci preoccupiamo dell’uso che faranno alla Coop dei dati della nostra tessera socio, ci incazziamo quando quelli di SKY ci telefonano per sondaggi e offerte promozionali pensando “ma chi cavolo glie l’ha dato il mio numero?” e poi… e poi ci iscriviamo a Facebook?
Qualcuno probabilmente mi darà del bigotto, ma io a Facebook non mi ci iscriverò mai, neanche se restassi il solo al mondo.
Tag: analisi di facebook, facebook, internet, opinioni, social-network, Varie
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