Archivio per la Categoria “Hardware”
Da quando ho cominciato a lavorare regolarmente e avendo a disposizione in ufficio un PC di tutto rispetto ho deciso di tenerlo occupato nei tempi morti con Folding@Home.
Molti di voi sicuramente lo conoscono gia. Si tratta di uno dei tanti progetti di calcolo distribuito. Il suo compito è quello di studiare i comportamenti delle proteine con lo scopo di aiutare la ricerca scientifica nel progresso medico contro malattie come l’Alzheimer, Il morbo di Parkinson, e molte forme tumorali.
Ho fatto 2+2: Ho un PC potente, con Windows e una scheda grafica più che mediocre che supporta il GPGPU. Quale miglior modo di sfruttare tutto questo ben di dio se non per fare, nel mio piccolo, un po’ di bene al mondo?
Ho cosi installato la versione beta riservata all’uso con le moderne GPU, che permette di processare molto più velocemente i dati relativi alle proteine rispetto a un qualunque processore attualmetne sul mercato. Non contento, ho provveduto ad installare una versione per processori x86 anche nell’altro PC dell’ufficio, nel mio portatile Linux (64bit) e nel portatile di mio padre.
Se avete Linux, occhio che nelle distribuzioni a 32 bit non potrete utilizzare la potenza della scheda grafica ne più di una CPU alla volta, con i 64 bit invece avrete a disposizione la potenza di tutti i vostri core.
Vi consiglio vivamente di partecipare a questo progetto se dovete tenere il vostro pc in idle per lunghi intervalli di tempo.
Non serve nessuna iscrizione, basta scaricare il software e inserire come configurazione un vostro nick e un team di appartenenza se volete.
Inoltre, per scalare più rapidamente le classifiche potete iscrivervi usando il mio nick e il mio team in modo da mettere insieme tutta la potenza di calcolo dei nostri PC!
Nickname: Linux-fueled
Team: 46729
Tag: calcolo distribuito, client gpu, client linux, client smp, client windows, folding@home, linux, proteine, stanford
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Come già vi avevo anticipato qualche tempo fa (cfr. Ottimizzare il Kernel per la propria architettura apporta reali benefici?) ho cominciato per curiosità a fare qualche esperimento su un kernel vanilla appositamente ricompilato e ottimizzato per il mio Dell XPS M1530.
Il kernel, essendo vanilla, non contiene patch di nessun genere provenienti da Ubuntu o altre fonti.
Tutte le modifiche che ho fatto sono applicabili direttamente in fase di compilazione.
La macchina su cui è stata effettuata la prova è un notebook Dell XPS M1530 dotato di una CPU Intel core 2 duo t7500 da 2,4 Ghz, 3 GB di memoria ram DDR2 667, hard disk da 250GB S-ATA2 da 5400 rpm, scheda video Nvidia Geforce 8600M GT con 265 MB di memoria integrata e chipset Intel Mobile PM965 + Ich8.
Per le prove ho utilizzato l’ottimo tool phoronix-test-suite in versione 1.4.2 su Ubuntu 8.10 aggiornato ad oggi.
ENCODING AUDIO/VIDEO


come si può notare le differenze sono impercettibili. Nessuno dei due kernel è nettamente superiore all’altro, i divari sono trascurabili.
COMPILAZIONE SOFTWARE



Stesso discorso, nessuna differenza notevole o comportamento da evidenziare.
ALGORITMI DI COMPRESSIONE


Finalmente qualche risultato interessante. Eccetto il test effettuato con 7-zip, che comunque dimostra una leggera superiorità del kernel ottimizzato, sia gzip che bzip2 mostrano un comportamento abbastanza simile.
Il kernel ottimizzato distacca in maniera molto netta il kernel standard di ubuntu raggiungendo prestazioni da 2,15 a 2,40 volte migliori!
SOTTOSISTEMA DISCO



Niente da rilevare, come era da immaginarsi nel sottosistema che governa il disco rigido.
TEST GnuPG

Un piccolo spazio va concesso a GnuPG, il popolare software di encrypting raggiunge risultati a dir poco esaltanti con il kernel ottimizzato. Si ha infatti un guadagno di circa il 450% rispetto al kernel standard Ubuntu!
CAPACITA’ ELABORATIVE VARIE


In questi quattro test non risulta un vincitore assoluto, anche se il kernel Ubuntu ha un impercettibile margine sul kernel customizzato. Un vantaggio che può essere tranquillamente trascurato.
Performance memoria RAM





Per quanto riguarda il sottosistema di memoria si registra in generale un lieve margine a favore del kernel Ubuntu. Anche se non si tratta di incrementi sostanziali possiamo affermare che il kernel Ubuntu abbia una bandwith massima teorica maggiore del kernel ottimizzato. Non ho idea se sia merito di alcune patch o demerito di alcune ottimizzazioni che ho apportato io al kernel.
Le differenze stanno comunque in pochi punti percentuali, l’apice si misura intorno all’ 8% nell’ultimo test.
DATABASE PERFORMANCE & XML



Sqlite registra un discreto margine a favore del kernel ottimizzato, intorno al 12%
Il test su XML invece favorisce il kernel Ubuntu in percentuali molto simili al test precedente: 11% circa nel test di lettura.
JAVA ENVIRONMENT PERFORMANCE



Un lieve vantaggio per il kernel ottimizzato nel primo test, negli altri 4 un lievissimo margine invece per il kernel Ubuntu. Nel complesso si può dire che le prestazioni si equivalgono o variano di pochissimo.
DRAWING PERFORMANCE



Niente di nuovo o particolarmente interessante da registrare, prestazioni all’incirca equivalenti con un leggerissimo predominio del kernel Ubuntu standard.
GAMING & 3D PERFORMANCE






Performance altalenanti per quanto riguarda il 3D. In alcuni giochi come Nexuiz, Tremulous e Urban terror si ha un leggero vantaggio per il kernel Ubuntu, negli altri test invece succede il contrario: il kernel custom è generalmente più veloce di pochi FPS. Gli unici casi da segnalare sono World of Padman dove il kernel ottimizzato ottiene prestazioni di due terzi superiori al kernel Ubuntu e Unigine tropics dove il kernel ubuntu apparentemente si prende la rivincita con gli interessi.
In realtà, in questo test, il kernel ottimizzato è riuscito a completare solo una dei tre test necessari, per cui, il risultato dell’ultimo test è stato sommato due volte a zero e diviso per tre per fare media.
Le prestazioni per questo motivo si possono equiparare tranquillamente.
Conclusioni
E’ veramente necessario ottimizzare un kernel? Sicuramente potete stare al sicuro anche con il vostro kernel standard Ubuntu. Le prestazioni in generale sono molto simili o variano di pochi punti percentuali.
Fanno eccezione alcuni casi in cui le prestazioni del kernel ottimizzato sono terribilmente superiori. Senza contare il fatto che si tratta di un kernel vanilla sul quale non è stata applicata nessuna patch, per cui è probabile che le prestazioni possano essere ulteriormente migliorate attraverso modifiche più spinte.
Se siete interessati ad un pacchetto deb del kernel che ho preparato fatemelo sapere.. E’ però altamente sconsigliato a chiunque in quanto ho rimosso quasi tutto il codice di debug e gran parte del suppporto alle perfireriche non presenti sul mio XPS M1530. Senza contare le altre modifiche che potrebbero portare a problemi. Per chi avesse un portatile identico al mio nessun problema, tutto funziona alla perfezione, anzi, il sistema è più reattivo, lo noterete sicuramente se avete compiz con le finestre wobblanti e gli effettini tamarri
Tag: benchmark, dell xps m1530, kernel, kernel ottimizzato, kernel vanilla, linux, optimized kernel, phoronix test suite, test
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Chi di voi avesse come il sottoscritto, un notebook Dell XPS M1530 con versione del bios A08 o superiori si sarà sicuramente accorto dello strano comportamento che il touchpad ha con Ubuntu.
Passando normalmente il dito sul touchpad si possono ottenere risultati molto strani e fastidiosi.
Si va dal minimo sindacale… non succede niente!?
Al massimo dell’abominio, cioè il puntatore se ne va dove vuole lui, vengono premute combinazioni di tasti casuali senza aver premuto realmente nessun tasto col risultato che si aprono finestre ovunque o si chiudono o si massimizzano o vengono fuori caratteri a random sul terminale o in altri campi.
La soluzione comunque è più semplice del previsto, non disperate.
Basta editare il vostro file /boot/grub/menu.lst
sudo gedit /boot/grub/menu.lst
dovete solo aggiungere il parametro del kernel i8042.nomux=1 al termine della riga di boot del kernel che volete utilizzare.
prendete ad esempio il mio menu.lst con le suddette modifiche evidenziate.
title Ubuntu 8.10, kernel 2.6.27.7-custom
uuid 38426d26-0474-46c4-852a-946543ef7b12
kernel /boot/vmlinuz-2.6.27.7-custom root=UUID=38426d26-0474-46c4-852a-946543ef7b12 ro quiet splash i8042.nomux=1
initrd /boot/initrd.img-2.6.27.7-custom
quiet
title Ubuntu 8.10, kernel 2.6.27.7-custom (recovery mode)
uuid 38426d26-0474-46c4-852a-946543ef7b12
kernel /boot/vmlinuz-2.6.27.7-custom root=UUID=38426d26-0474-46c4-852a-946543ef7b12 ro single i8042.nomux=1
initrd /boot/initrd.img-2.6.27.7-custom
title Ubuntu 8.10, kernel 2.6.27-10-generic
uuid 38426d26-0474-46c4-852a-946543ef7b12
kernel /boot/vmlinuz-2.6.27-10-generic root=UUID=38426d26-0474-46c4-852a-946543ef7b12 ro quiet splash i8042.nomux=1
initrd /boot/initrd.img-2.6.27-10-generic
quiet
title Ubuntu 8.10, kernel 2.6.27-10-generic (recovery mode)
uuid 38426d26-0474-46c4-852a-946543ef7b12
kernel /boot/vmlinuz-2.6.27-10-generic root=UUID=38426d26-0474-46c4-852a-946543ef7b12 ro single i8042.nomux=1
initrd /boot/initrd.img-2.6.27-10-generic
title Ubuntu 8.10, memtest86+
uuid 38426d26-0474-46c4-852a-946543ef7b12
kernel /boot/memtest86+.bin
quiet
N.B. il parametro i8042.nomux=1 è in linea alla riga kernel …[...]… quiet splash, non è a capo come viene mostrato nell’articolo a causa della lunghezza della riga.
Tag: bug, bug risolto, Dell, dell xps m1530, linux, touchpad, ubuntu
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 Gzip compression performance increase
Questo è un caso limite.
Con la macchina utilizzata (Dell XPS M1530 2.2Ghz 3GB-Ram 8600GT) gli altri test che ho svolto evidenziano un comportamento generalmente molto diverso. Infatti il divario prestazionale nella maggior parte dei test è poco accentuato. in alcuni test invece oscilla mediamente tra un 10 e un 20%.
A presto per aggiornamenti e risultati
Tag: custom kernel, Hardware, kernel, kernel ottimizzato, linux, ottimizzare, prestazioni
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Finalmente dopo anni e anni Creative ha ceduto ed ha rilasciato il codice sorgente sotto GPL v2 dei suoi driver per schede audio X-Fi.
Dopo svariati fallimenti totali con i driver precedenti a sorgente chiuso Creative alza bandiera bianca e rilascia con un comunicato sul suo forum i sorgenti dei suoi driver!
Le seguenti schede audio sono supportate su sistemi a 32/64bit tramite ALSA mixer:
* Creative Sound Blaster X-Fi Titanium Fatal1ty® Champion Series
* Creative Sound Blaster X-Fi Titanium Fatal1ty Professional Series
* Creative Sound Blaster X-Fi Titanium Professional Audio
* Creative Sound Blaster X-Fi Titanium
* Creative Sound Blaster X-Fi Elite Pro
* Creative Sound Blaster X-Fi Platinum
* Creative Sound Blaster X-Fi Fatal1ty
* Creative Sound Blaster X-Fi XtremeGamer
* Creative Sound Blaster X-Fi XtremeMusic
Purtroppo per adesso funzionano solo su Kernel 2.6.27 e maggiori e soffrono alcune limitazioni come l’impossibilità di sfruttare impianti multicanale (5.1) e i box I/O interni ed esterni. Anche il mixer OSS ha qualche problema. E’ presente (/dev/mixer) ma non riesce a funzionare.
5 Minuti fa li ho installati sul mio PC Desktop e devo dire che per adesso funzionano abbastanza bene! Anche se ancora restano diverse cose da sistemare è un grande passo avanti rispetto al passato.
Adesso non ci sono più motivi per soffrire. Ben presto verrà integrato in ALSA e vivremo tutti felici e contenti come nelle favole di Walt Disney
Vediamo come installarlo su Ubuntu 8.10
Per prima cosa ci dobbiamo procurare i pacchetti necessari per compilare il driver.
sudo apt-get install build-essential libasound2-dev linux-headers-`uname -r`
N.B. In caso aveste precedentemente provato ad installare i driver instabili OSS v4.0 per far funzionare la vostra X-Fi dovete procedere prima alla reinstallazione del kernel pena errori di compilazione.
sudo apt-get install --reinstall linux-image-`uname -r`
Ora scarichiamo ed estraiamo il tarball contenente i sorgenti del driver nella nostra home.
Poi da terminale eseguire questi comandi:
cd ~/XFiDrv_Linux_Public_US_1.00
make
sudo make install
Possiamo riavviare il sistema e la scheda sarà pronta all’uso con Mixer Alsa.
Se volete potete sistemarla anche con Pulse Audio:
cat /proc/asound/cards | grep Creative
annotatevi il numero che compare all’inizio (solitamente 0 oppure 1) e modificate il file /etc/pulse/default.pa
sudo gedit /etc/pulse/default.pa
dovete commentare con un # all’inizio la riga load-module module-detect e togliere il # invece dalle due righe #load-module module-alsa-sink e #load-module module-alsa-source=hw:1,0
Fate attenzione a quest’ultima riga sostituendo al posto di 1,0 il numero che vi siete annotati prima.
Nel mio caso ad esempio risultava il numero 1 per cui l’ho modificato rendendolo così:
load-module module-alsa-source=hw:1
Avete finito
Tag: creative, driver, guida, Hardware, installare, installazione, linux, opensource, scheda audio, ubuntu, ubuntu 8.10, x-fi, XFi
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Finalmente dopo una strenua battaglia ho convinto la mia ragazza ad installare Ubuntu 8.10 sul suo portatile, un Toshiba Satellite M40 un po’ maltrattato!

Non è stata un’impresa facile, ho dovuto rincitrullirla con termini informatici di cui non immaginava neanche lontanamente l’esistenza e farle notare quanto sia più semplice e reattivo questo sistema rispetto al suo ormai superframmentato superinfettato superappesantito da milioni di processi inutili Windows XP.
Così ho preso armi e bagagli e ho cominciato l’installazione. Tutto molto semplice come al solito. Ho scelto il CD “Alternate”. lo preferisco al “Live” per questioni di… boh… a dire il vero non lo so’ neppure io. Dopo una mezzoretta abbondante il sistema era bello e pronto con dual boot funzionante. Purtroppo ha voluto mantenere XP per sicurezza… sigh
COSA FUNZIONA:
- Scheda video ATI mobility Radeon X600 SE: La scheda al termine dell’installazione funziona perfettamente con i driver open “radeon”. Gli effetti di Compiz sono attivi e funzionanti molto fluidamente, le prestazioni 3D un po’ deludenti ma niente di irrisolvibile. Infatti Jokey, l’utility per i driver con restrizioni, mi chiede subito se voglio installare i driver proprietari AMD che offrono performance sensibilmente migliori. Un click e sono installati.
- Sistema Audio Intel ICH6 AC ‘97: Anche questi funzionano out of the box. Nessun problema riscontrato nella riproduzione di musica, filmati o quant’altro. Installati i codec “restricted” su richiesta per la riproduzioni di contenuti multimediali.
- Tastiera, touchpad e mouse USB: Tutto riconosciuto alla perfezione, nessun problema con i tasti speciali e le funzioni avanzate di scrolling verticale e orizzontale del touchpad.
- Bluetooth: Funzionante alla perfezione. Non è possibile disattivarlo per problemi con il modulo ACPI del quale parlerò successivamente. Trasferimento di files e pairing con dispositivi bluetooth perfetto.
- Scheda Wi-Fi Intel IPW2200 B/G: Riconosciuta e funzionante con il nuovo Networkmanager 0.7. Accoppiata con successo a reti 802.11 b/g libere e con protezioni WEP, WPA/WPA2 con crittografia AES. Anche questa non è disattivabile.
- Scheda di rete Marvell Yukon 88E8036: Anche qui nessun problema. Chip di rete supportato perfettamente da sempre. Nessuna sorpresa.
- Lettore di schede SD/MMC/SmartMedia/XD Texas Instrument: Ben funzionante con Schede secure digital e MMC. Non testato con XD e SmartMedia ma non ci dovrebbero essere problemi di alcun genere.
- Firewire: Funzionante, testato il trasferimento con videocamera Canon H10 e Kino.
- Suspend/Ibernate: Suspend funziona perfettamente e molto velocemente su questo portatile, non si può dire altrettanto di Ibernate che non so’ per quale motivo è un po’ lento e a volte non funziona. Non sono stato capace di capire a cosa è dovuto ma sospetto che sia colpa dell’ACPI di cui parlerò dopo.
COSA NON VA:
- ACPI: A causa di una regressione negli ultimi Kernel Ubuntu non è presente il modulo “toshiba_acpi” che si occupa della gestione completa del risparmio energetico. E’ altresi presente un nuovo modulo (“tlsup”) che però non svolge molto bene il suo dovere. E’ infatti stato aperto un bug su Launchpad per risolvere questo problema. Dovrebbe essere risolto a giorni e inserito nel repository “intrepid-updates” quanto prima.
- Hotkeys: Purtroppo a causa della regressione precedente non è possibile utilizzare i comandi multimediali presenti sul portatile (browser – disc player – play/pause – stop – avanti – indietro) e neanche il tasto funzione “FN” più le sue combinazioni. Questo si traduce nell’impossibilità di modificare cose come la luminosità dello schermo, il volume l’accensione della scheda Wi-Fi e del Bluetooth e molte altre cose.
CONCLUSIONI:
In ultima analisi possiamo dire che il sistema è ben funzionante. Tutte le periferiche funzionano bene e senza necessità che l’utente installi alcunché. Le prestazioni sono ottime in tutti i comparti.
Resta però il fatto che il mancato supporto al risparmio energetico in un portatile è una BESTEMMIA!
Un computer portatile dovrebbe fare dell’autonomia il suo punto di forza, e il non poter sfruttare le caratteristiche avanzate di risparmio energetico che questo offre è veramente una pessima cosa.
Il non funzionamento dei tasti multimediali e delle Hotkeys può passare in secondo piano ma è comunque una disfunzione grave in un sistema operativo moderno come aspira ad essere Ubuntu.
Speriamo che il team di sviluppo rilasci a breve una correzione che risolva questo problema come promesso.
Inoltre con il passare del tempo comincio sempre di più a pensare che sia necessario rivedere le politiche di rilascio della distribuzione.
6 mesi, a volte, possono risultare pochi per presentare una distribuzione pressoché perfetta per l’uso. Diciamo che ideologicamente sono più vicino alla “Debian-way” di fare le cose (Debian sarà pronta quando sarà pronta) anche se capisco che per una distribuzione orientata prettamente al Desktop di massa questa risulti una forte limitazione.
Tag: 8.10, guida, Hardware, installare, installazione, intrepid, linux, resoconto, satellite m40, toshiba, ubuntu, ubuntu 8.10, ubuntu intrepid
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Questo qua è quasi un tormentone ormai.
Da quando ATI (ora AMD) ha compiuto la svolta radicale in direzione opensource Nvidia si è trovata rapidamente ad impersonare il gigante cattivo.
Poi è arrivata la volta di KDE 4 e delle sue prestazioni altalentanti con le schede “verdi” che hanno peggiorato sicuramente la situazione. Io vorrei essere una voce fuori dal coro per una volta.
E’ vero che i driver Nvidia closed sono closed! e questo non è certo cosa buona e giusta per un sacco di motivi che ora non sto qua a spiegarvi ma che molti di voi sapranno sicuramente. E’ anche vero però che questi driver sono sempre e dico sempre stati migliori dei rispettivi ATI se non negli ultimi mesi. Quindi io non direi che Nvidia fa dei driver di merda, bensì che ATI ne fa di migliori ultimamente.
I driver Nvidia per come la vedo io restano sempre degli ottimi driver sotto ogni aspetto. Sicuramente migliori dei nouveau o degli nv! Anche con KDE 4 non sono poi cosi male come sembrano in fondo.
Certo serve un po’ di tweaking come vi spiegherò fra poco… ma di sicuro la serie 170 non è poi cosi scarsa in prestazioni su questo ambiente desktop. E la situazione migliorerà ancora.
Cominciamo!
Per prima cosa dovete recuperare una delle ultime versioni beta dei driver nvidia. Personalmente consiglio gli ultimissimi 177.76 soprattutto per schede recenti (serie 8/9). Su Intrepid sono gia stati messi a punto nei repository insieme all’ottimo tool DKMS di Dell che rende l’installazione di questi totalmente automatizzata! Se invece siete utilizzatori di Hardy o di altre distribuzioni Linux, potete scaricare l’installer dal sito di Nvidia.
Dopo esservi assicurati che i driver funzionino correttamente sulla vostra Linux-box procedete all’editing del vostro xorg.conf:
sudo cp /etc/X11/xorg.conf /etc/X11/xorg.conf.bak
sudo kwrite /etc/X11/xorg.conf
Cercate la sezione “Device”
e aggiungete al suo interno le seguenti righe:
N.B: fate molta attenzione alle virgolette!
Option "NoLogo" "True"
Option "RenderAccel" "True"
Option "AllowSHMPixmaps" "0"
Option "AddARGBGLXVisuals" "True"
Option "PixmapCacheSize" "100000"
Option "OnDemandVBlankInterrupts" "True"
Salvate e recatevi nella directory ~/.kde/Autostart/ , create un file dal nome nvidia-settings-kde4.sh
Incollate al suo interno quanto segue:
#!/bin/bash
nvidia-settings -a InitialPixmapPlacement=2 -a GlyphCache=1
e dategli i permessi eseguibili:
chmod 755 ~/.kde/Autostart/nvidia-settings-kde4.sh
Riavviate il computer e vedrete che Kwin e Plasma finalmente saranno dei missili e che tutto il sistema sarà reattivo più che mai
P.S.In caso al successivo riavvio il server X non si avvii è probabile che abbiate sbagliato ad editare xorg. conf. Se volete ripristinarlo usate il comando
sudo mv /etc/X11/xorg.conf.bak /etc/X11/xorg.conf
Tag: driver, guida, KDE, kde 4, Kwin, migliorare, nvidia, performance, plasma, prestazioni
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Creative ci riprova e rilascia una nuova beta dei suoi driver per le sue “innovative” schede audio X-Fi.
Dopo il fiasco della versione 1.04 rilasciata ormai più di sei mesi fa che supportava soltanto i sistemi a 64 bit con questa nuova release si vanno a colmare molte, ma non tutte, le lacune della prima versione. Fondamentalmente questa nuova beta, che per il grado di stabilità forse sarebbe stato meglio chiamare “pre alpha” introduce il supporto ai sistemi a 32 bit, alla riproduzione/registrazione completa tramite ALSA e il supporto ai compilatori della serie GCC 4.*.
Posso dirvi che per esperienza personale questi driver sono veramente pessimi. Non funzionano (non compilano), o meglio non senza modificare parte dei sorgenti su sistemi con Kernel superiore a 2.6.22 e una volta riusciti a compilarli praticamente non funziona comunque niente o malissimo.
Sconsiglio a tutti l’installazione, sarebbe solo una perdita di tempo. Non ci resta che aspettare qualcosa di più stabile da parte di Creative o meglio ancora che questa scheda venga inserita nel ramo di sviluppo di ALSA 1.0.17!
Tag: audio, closedsource, creative, driver, linux, opensource, x-fi
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Beh, è stato più semplice del previsto il lettore di impronte digitali è adesso quasi perfettamente funzionante. Il lettore dell’ XPS M1530 è basato su chipset STMicroelectronics come possiamo notare dall’output di lsusb
ID 0483:2016 SGS Thomson Microelectronics Fingerprint Reader
Per cominciare se state usando Hardy potete recuperare i pacchetti direttamente dal repository della distribuzione; se invece avete Gutsy dovete recuperare i pacchetti ThinkFinger più aggiornati aggiungendo al vostro sources.list questi due repository:
deb http://ppa.launchpad.net/jldugger/ubuntu gutsy main restricted universe multiverse
deb-src http://ppa.launchpad.net/jldugger/ubuntu gutsy main restricted universe multiverse
Adesso eseguite la sincronizzazione del database dei pacchetti ed installate i pacchetti necessari:
sudo apt-get update && sudo apt-get install thinkfinger-tools libpam-thinkfinger
Ora dovete caricare il modulo uinput facendo in modo che questo venga caricato direttamente all’avvio.
sudo gedit /etc/modules
Inserite il modulo uinput, ottenendo qualcosa di simile a questo:
# /etc/modules: kernel modules to load at boot time.
#
# This file contains the names of kernel modules that should be loaded
# at boot time, one per line. Lines beginning with “#” are ignored.
loop
lp
sbp2
fuse
uinput
Adesso potete iniziare il riconoscimento delle vostre impronte digitali digitando da terminale i seguenti comandi:
sudo tf-tool --acquire
Vi chiederà di passare il vostro dito 3 volte sul lettore di impronte. Ad operazione completata eseguite il comando di verifica:
sudo tf-tool --verify
Se tutto è andato liscio vi sarà restituito qualcosa del genere
Result: Fingerprint does match.
Adesso modificate la configurazione di Pam:
sudo gedit /etc/pam.d/common-auth
Il risultato deve essere uguale a questo:
#
# /etc/pam.d/common-auth – authentication settings common to all services
#
# This file is included from other service-specific PAM config files,
# and should contain a list of the authentication modules that define
# the central authentication scheme for use on the system
# (e.g., /etc/shadow, LDAP, Kerberos, etc.). The default is to use the
# traditional Unix authentication mechanisms.
#
auth sufficient pam_thinkfinger.so
auth required pam_unix.so try_first_pass nullok_secure
Fate attenzione all’ordine delle righe, deve essere esattamente questo! Salvate e chiudete.
Per completare tutto dovrete aggiungere la vostra impronta al database delle impronte valide, e per farlo usate il comando
sudo tf-tool --add-user [username]
dove naturalmente al posto di [username] inserirete il vostro nome utente.
Bene lavoro ultimato! Adesso non vi resta che riavviare il computer ed entrare da GDM direttamente passando il dito sul lettore. Potrete usare la vostra impronta digitale come password per qualunque cosa richieda i privilegi di ROOT:)
Tag: , Dell, fingerprint reader, Hardware, How-to, lettore impronte digitali, linux, thinkfinger, ubuntu, XPS M1530
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Scritto da Dario in Hardware
Lunedi finalmente è arrivato il mio nuovissimo portatile!
Si tratta di un Dell XPS M1530 e vi dico subito che è stato un ottimo acquisto!
La configurazione hardware che ho scelto è davvero ottima ed è più o meno questa:
- Processore: Intel Core 2 Duo T7500 2,2Ghz, 800Mhz FSB, 4MB L2
- Ram: 3072MB DDR2 800Mhz
- Chipset: Intel PM965
- Hard Disk: 250GB Western Digital S-ATA2 5400rpm
- Monitor: 15,4″ WXGA 1440×900
- Scheda Video: Nvidia Geforce 8600GT-M 256MB
- Bluetooth: modulo Dell bluetooth 2.0 + EDR
- Masterizzatore DVD+/-R Dual layer Slot-in
- Wi-Fi: modulo Intel Pro Wireless 4965AGN 802.11a/b/g/n
- Scheda di rete Marvell Pci-Express 10/100/1000
- Scheda audio: Controller Trinity STAC9230 HD Audio
- Lettore schede di memoria: SD, MMC, XD, MS/PRO
- Lettore impronte digitali
- Webcam integrata nella cornice del monitor Creative da 2.0 Mega Pixel
- Firewire IEEE 1394 800
- Porta HDMI, VGA, S-Video
- 3x USB 2.0
- Telecomando mulltimediale infrarossi
- Batteria Li-Ion 90Wh 9 celle
Niente da eccepire sulla configurazione, il tutto per un prezzo inferiore ai 1100€ comprese spese di spedizione e assicurazione!
Ma veniamo all’analisi dettagliata del portatile:
Estetica:
Il computer esteticamente è molto bello, il colore che ho scelto è il nero e devo dire che è molto elegante e rifinito ottimamente! La copertura esterna del monitor è in una plastica nera opaca con leggero effetto “buccia d’arancia” molto gradevole che la fa assomigliare vagamente alla finta pelle; al centro il logo dell in acciaio lucido e in basso invece il marchio XPS anch’esso nello stesso materiale.
Aprendo il portatile ci troviamo su una tastiera color argento che riprende i colori dei bordi del monitor incastonato nella parte superiore e inferiore in una ottima plastica nero opaco. Sulla parte inferiore sotto la tastiera si trova il touchpad anch’esso color argento e il rivestimento tutto intorno invece in alluminio satinato orizzontalmente davvero elegante. Peccato solo che l’ultima parte prima del monitor sui bordi esterni sia in plastica color argento, fosse stata anch’essa in alluminio sarebbe stata perfetta!
Vi sono poi i pulsanti di accensione e quelli multimediali situati immediatamente sopra la tastiera e facilmente distinguibili su una placca in plastica lucidata a specchio nera. I led segnaletici della tastiera sono tutti color blu elettrico e sono situati sempre in questa zona, non sono molto visibili tuttavia; ancora meno lo sono quelli di alimentazione e di funzionamento del disco situati nella parte frontale bassa che, di giorno risultano praticamente invisibili ad occhio umano!
I pulsanti multimediali si attivano semplicemente passandoci sopra un dito senza alcun movimento meccanico e si accendono e spengono gradualmente con un effetto “fading” davvero coreografico.
Carina anche l’animazione di queste luci (in stile “Supercar”)al momento dell’avvio del sistema!
Contenuto:
Il computer arriva imballato perfettamente e contenuto in una comoda sacca porta-pc con bordi argento e logo XPS molto utile, insieme troviamo anche un comodo raccogiltore in pelle all’interno del quale ci sono i manuali d’uso un piccolo inserto per dischi ottici e altri scompartimenti nei quali è contenuto il telecomando multimediale comprensivo di pila e un paio di auricolari molto comodi da indossare ma non di altissima qualità.
I 7 CD contenenti il sistema operativo e i driver sono invece per conto proprio nelle classiche bustine in carta. Trovo ottima la scelta di separare il sistema operativo dal resto del software in un unico DVD in modo che questo possa essere reinstallato anche senza tutto il resto.
Prestazioni:
Come potrete facilmente intuire questo sistema fa della potenza e della versatilità il suo forte, il processore Core 2 Duo T7500 con core “Merom” non tradisce le aspettative ed ha prestazioni spettacolari in qualunque ambito vi vogliate cimentare, insomma una garanzia. Per quanto riguarda il comparto grafico la 8600GT permette di godere di tutti gli effetti di Compiz (anche contemporaneamente ) senza alcun rallentamento, di giocare senza alcun problema ai vostri videogiochi, di vedere filmati in alta risoluzione con estrema fluidità e di cimentarsi su qualsiasi cosa che abbia a che fare con il multimedia senza alcun problema! Queste sono tutte cose che, sono convinto, potreste immaginare anche da soli. Quindi adesso vi dirò qualcosa di più interessante…
Il sottosistema disco rigido ha performance molto elevate rispetto a quelli che ho potuto provare fino ad ora! non sò bene a cosa sia dovuto, se al particolare disco utilizzato, al chipset o cos’altro… fatto sta che il disco rigido rappresenta, specialmente nei computer portatili il collo di bottiglia più grande per un sistema e quello incluso in questo Dell si comporta decisamente bene!
Non ho fatto alcun benchmark tuttavia, l’impressione che se ne ricava dall’utilizzo è che sia molto reattivo e veloce nelle operazioni soprattutto di lettura. Il calcolo delle somme MD5 di un file di 8 GB è stato fulmineo, sinceramente non ci ero abituato e sono rimasto abbastanza impressionato!
La cosa più sorprendente per quanto riguarda le prestazioni comunque è sicuramente la durata della batteria! Misurata sul campo di oltre 5 ore in utilizzo normale, il che vuol dire utilizzando firefox, thunderbird, nautilus, gimp, pidgin e altre amenità con monitor al 60% di luminosità
Monitor:
Come sapete ho scelto questo modello proprio per il monitor. Il pannello che ho scelto è un LCD 15,4″ 16:10 con risoluzione massima di 1440×900 che permette di gestire meglio un sistema moderno e multimediale rispetto al classico 1280×800. Ne sono abbastanza soddisfatto, la luminosità, il contrasto e l’angolo di visuale sono buoni ma niente di eccezionale, eccellenti invece i colori, sempre accesi ed espressivi soprattutto a luminosità elevata.
La risoluzione di 1440×900 rappresenta il compromesso definitivo per i 15,4″ a mio modo di vedere. Rispetto ad un 1280×800 c’è più spazio di lavoro, non molto ma comunque quello che basta per rendere la vita più semplice a chi usa applicazioni di grafica, cad o multimediali e i caratteri risultano comunque perfetti senza alcun bisogno di intervenire sui dpi.
A disposizione per chi interessa c’è anche un monitor con risoluzione 1920×1050 ma personalmente l’ho reputato troppo…troppo! A parte il prezzo di 300€ in più da sborsare, quel monitor è adatto soltanto a chi usa il portatile per vedere filmati in Full-Hd in abbinamento a un lettore Blue Ray ed è assolutamente improduttivo per un qualsiasi altro utilizzo a causa della dimensione troppo piccola delle interfacce e dei caratteri visualizzati.
Altre considerazoni:
Le piccole casse integrate nello chassis sono sufficientemente potenti per ascoltare musica e dialoghi di filmati anche in luoghi aperti o pubblici. I bassi sono abbastanza carenti invece ma questo era prevedibile a causa del poco spazio disponibile, interessante la presenza di due uscite per cuffie!
Il lettore di schede di memoria supporta i formati più usati ovvero Secure Digital, Multimedia Card, e Memory Stick e funziona su Ubuntu anch’esso “Out Of the Box” senza la necessità di alcuna configurazione così come la porta firewire il bluetooth le schede di rete; praticamente tutto!
Anche la Webcam marchiata Creative da 2.0 Mpx funziona da subito e a dovere, le immagini sono sempre nitide, niente a che vedere con la mia vecchia Orbicam!
Il peso e le dimensioni sono tutto sommato adeguate, circa 2,8 Kg di peso per uno spessore che va da 1,8 cm (frontale) a 4,2 (posteriore)
Chicche:
Sono veramente tante! Io che vengo da un modesto Acer le ho notate subito e forse anche troppo 
Il lettore di impronte digitali è sbavoso! su Vista -.- funziona egregiamente; su linux non saprei ancora dirvi.
Casomai se riesco a configurarlo poi vi faccio una guidetta… sarebbe troppo togo se fosse possibile interfacciarlo a sudo o a gnome-keyring!
~$ sudo apt-get update…
[sudo] premere l’indice sul lettore delle impronte per sbloccare:
I tasti multimediali miracolosamente funzionano Out Of The box! è possibile utilizzarli da subito per controllare rythmbox o totem e, magia delle magie anche il telecomandino a infrarossi funziona da subito! Non immaginate che sensazione bellissima poter controllare il lettore con quell’aggeggio 
Lo stesso telecomandino è sottilissimo e spazio incastrato nell’alloggiamento per le schede PCMCIA.
Altra cosa apparentemente insignificante ma invece molto utile è l’inclinazione del portatile, infatti nella parte posteriore è stato posto un rialzo che sostiene tutta la base del portatile e la rende inclinata di pochi gradi permettendo una più comoda digitazione sulla tastiera e un minor affaticamento delle dita sul lungo periodo!
I tasti di controllo multimediali sono del tipo tattile, non c’è nessun movimento meccanico, basta una lieve pressione col dito per azionarli e farli illuminare di un bel colore blu elettrico. La tastiera è abbastanza ampia ed estremamente precisa. La risposta alla pressione è perfetta!
Note dolenti:
Beh sono davvero poche, quella più grave è sicuramente la preinstallazione di Vista eheheh!
Si potrebbe recriminare un po’ sull’eccessiva rumorosità della ventola che quando entra a regime (raramente) sembra un mini fono da viaggio; abbastanza silenzioso l’hard disk soprattutto quando è coperto dal rumore della ventola 
Altre piccole pecche sono la mancanza di un microfono integrato, sicuramente molto più comodo dell’eventuale microfono esterno collegabile all’apposito minijack, la scarsa luminosità dei led sulla placca dei pulsanti multimediali e la quasi invisibilità di quelli di alimentazione e di attività frontali.
Conclusioni:
Tirando le somme non si può far altro che essere soddisfatti di questa bestiolina!
Prestazioni eccellenti, durata batteria mastodontica, funzionamento di praticamente tutto senza necessità di configurare niente per un prezzo tutto sommato abbastanza concorrenziale 1,050€ compresa iva e spese di spedizione!
Mi sento di consigliarlo a chiunque senza alcun dubbio!
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