Ha vinto come mi immaginavo il centrodestra e Berlusconi, ha perso come mi immaginavo dignitosamente il Partito Democratico e Veltroni; si è affermata molto anche la Lega come mi immaginavo (troppe attenzioni su Napoli e una Alitalia che scompare lentamente lasciando Malpensa in mano a nessuno).

E’ scomparsa come neanche nelle mie più rosee aspettative la sinistra estrema di rifondazione, verdi, sinistra critica e chi più ne ha più ne metta, un risultato storico che finalmente elimina una forza anacronistica nel paese che è capace solo di mettere i bastoni fra le ruote a qualunque forza governativa; una forza nata per fare opposizione a qualunque cosa che non sia utopistico e rivoluzionario al limite del ridicolo. E’ altresi scomparsa anche la destra più estrema, quella della fiamma tricolore ottenendo tuttavia un risultato più che discreto se paragonata alla completa debacle degli altri partiti minori.

Ci ritroviamo con un parlamento nuovo diviso bene o male in due tronconi di forze moderate e riformiste le cui distanze ideologiche non sono così marcate come è stato dal 94 ad oggi. Tutto questo mi imprime una qualche sorta speranza per il futuro; tuttavia rimango ben cauto perché i problemi dell’Italia sono grandi e i deputati e senatori sempre i soliti. Mi sembra alquanto strano che da un giorno all’altro ci siano buonismo e collaborazione quando fino a pochi mesi fa c’erano offese reciproche e ostruzionismo.

Sicuramente governare senza l’handicap dei “nanetti” come li chiama qualcuno dovrebbe essere più facile e la maggioranza, anche al senato, sembra esserci e pure abbastanza consistente. Per la prima volta mi sembra di vedere un sistema politico e un governo che possa effettivamente giovare allo sviluppo del paese in modo più concreto. C’era bisogno di una sorta di rivoluzione nel paese e sembra che qualcosa si sia finalmente mosso in senso buono.

I punti chiave per avviare una vera rinascita sono fondamentalmente due:

il primo è quello di liberare dagli intrecci con la politica tutte quegli “enti e istituzioni” che niente hanno a che vedere con essa. La politica deve tornare a fare politica, ad ognuno il suo mestiere. Basta ricatti dai sindacati, basta ingerenze dello stato sulle aziende e viceversa, basta ai ricatti delle banche, basta ai favoritismi e clientelismi, basta ad una magistratura e ad un’ informazione politicizzata.

Il secondo è una cosa di cui si parla da sempre come un grande problema ma che nessuno ha mai tentato di risolvere ed è in gran parte dovuto al primo punto: la meritocrazia.
Perché in Italia per avere successo non serve essere i migliori, basta avere le migliori conoscenze e raccomandazioni; lo possiamo vedere semplicemente scorrendo nomi a caso tra i banchi di montecitorio o in qualunque altra istituzione… ci sono persone che governano senza possedere un minimo di istruzione o che sono papabili per fare il ministro dell’economia quando non hanno mai studiato neanche un manuale di diritto. In parlamento non ci si dovrebbe poter entrare se non si ha almeno una laurea.
La meritocrazia va applicata ovunque in modo simile a quanto accade nella gestione aziendale dove si eleggono dei manager e se questi sbagliano vengono prontamente liquidati, se invece fanno bene vengono premiati!
I dipendenti dello stato sono praticamente non licenziabili. Di questa condizione molti se ne approfittano lavorando poco e male, arrecando un danno non indifferente al sistema. Questo non è giusto, ne nei confronti di chi lavora in una qualunque altra realtà ne dei colleghi che invece svolgono bene ed onestamente il loro compito!
Vi siete mai chiesti come mai una gara di appalto vinta, mettiamo per 10 milioni di Euro costa sempre come minimo il doppio? Provate a pensare a uno scenario di questo genere invece: Il datore di lavoro (Stato Italiano in questo caso) assegna ad una azienda un appalto per un valore di 10 milioni di euro, non una lira di più e, a lavori ultimati, in caso di risparmio, rilascia alla ditta che se ne è occupata il 20% di quello che è riuscita a risparmiare come compenso per l’ottimo lavoro. Pensate che ancora gli appalti verrebbero a costare puntualmente il doppio?

Mi sono dilungato fin troppo con questi discorsi e ce ne sarebbero ancora una quantità spropositata da fare. Un sistema veramente meritocratico è l’unico modo per tirare fuori l’Italia dal buco su questo non ci piove.

Concludo augurando al nuovo governo di riuscire a fare qualcosa di buono per questo paese; non dico di riuscire a farlo ritornare completamente sulla giusta strada perché penso che non sia possibile farlo in 5 (o meno) anni, ma almeno aiutarlo a tirare fuori il piede da quella fossa in cui è stato per troppo tempo.

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12 Risposte a “Elezioni: il giorno dopo… alcune considerazioni”
  1. Fanculizzati scrive:

    Bastardo fascista

  2. Ecco un commento molto inteligente, complimenti!

  3. Sei sicuro che questa maggioranza riesca a fare questo?
    Perchè ha già governato 5 anni e non è cambiato nulla di tutto ciò, anzi.

  4. no affatto anzi sono sicuro del contrario cioè che non ce la farà in 5 anni. L’Italia ha troppe cose da mettere apposto e sarebbe sciocco pensare che tutto questo si possa fare in un lasso di tempo così relativamente breve rispetto alla grandezza dei problemi

  5. uahauhauahuha…Fanculizzati scommetto che sei così alterato perchè hai votato sinistra critica….o peggio…mica sei Bertinotti che ha lasciato un commento anonimo? uhm….

  6. Bellissimo Blog, complimenti
    abbiamo notato che anche tu, tratti le tematiche dell’informatica è dell’informazione libera.

    Saremmo orgogliosi, se lei visiti il nostro sito internet è ci proponga le sue idee..

    Cordiali Saluti

    ARkosoft SNC

  7. Analisi ammirevole, pacata e lucida, per nulla di parte… complimenti.

  8. votantonio scrive:

    io vedo solo una destra tutto altro che meritocratica e incompetente, coadiuvata da poteri forti, gli stessi che hanno fatto cadere il precedente governo, e da piduisti. Il caroprezzi è sparito dai tg e sono arrivati i rumeni.
    Circovenzione di incapace si dice. Un governo di incapaci per un popolo di incapaci.

  9. io da sempre dico che questa classe politica è malata e che andrebbe “rottamata”. Tuttavia mi sembra prematuro dire che un governo è incapace e incompetente prima che questo nasca. Ci sono degli incompetenti in questo governo questo è vero ma c’è anche qualcuno che forse il suo mestiere lo sa fare si suppone, così come lo era per il precedente governo.

    E’ sbagliato lamentarsi a prescindere…il caroprezzi sarà anche sparito dai telegiornali (quali? O.o) ma questo di certo non riempirà magicamente le tasche a chi non arriva in fondo al mese. Le persone sanno benissimo quale è la loro situazione e il non parlarne in tv non li convincerà di certo che adesso stanno meglio di prima! Non vedo poi cosa ci sia di strano a denunciare dei comportamenti sbagliati nei confronti di persone che commettono ogni giorno crimini come è evidente che questo accada.

    Che i crimini tra i ROM e altre etnie siano oggettivamente e proporzionalmente maggiori che tra gli Italiani è un dato di fatto inconfutabile, ma forse difronte agli stupri ai bambini uccisi da ubriachi alla guida ai furti etc. i telegiornali dovevano chiudere un occhio.. gia

  10. Il problema degli appalti che alla fine terminano a costi nettamente maggiori rispetto al preventivato è dovuto anche alla mancanza di un progetto serio: se, per esempio, prevedo di costruire una galleria, devo fare come minimo tutte le analisi geologiche, geomeccaniche… del terreno per poter prevedere i costi e quindi la cifra a cui mettere la gara. Se invece, come spesso accade, il progetto è approssimativo, poi inevitabilmente le ditte hanno gioco facile nel presentare varianti per difficoltà impreviste.
    Per non parlare dei casi in cui alle ditte vincenti l’appalto si lascia fare anche la progettazione (per esempio il MoSE di Venezia, che per di più non è frutto di una gara d’appalto): che interesse avrà la ditta a scovare la soluzione tecnica più efficace e meno costosa?

  11. Io questo problema non lo vedo poi cosi irrisolvibile:
    Lo stato fa un appalto, una ditta se lo aggiudica per una cifra. Lo stato sgancia quei soldi, non uno di più, se la ditta poi fallisce perché ha fatto un preventivo troppo basso affari suoi, doveva farlo regolare.
    Se invece riesce a risparmiare anche un po’ sul pattuito tanto di guadagno per tutti, per lei che si becca un po’ di soldi in più e per lo stato che li risparmia.
    Se si usasse questa mentalità tutto andrebbe nel verso giusto, gli appalti avrebbero un prezzo ragionevole anche se apparentemente più alto all’inizio; le ditte lavorerebbero con l’interesse di fare bene e veloce; noi tutti ci risparmieremo qualche lira nelle nostre tasche. E’ compito delle ditte come dici tu fare dei progetti poco approssimativi tuttavia lo stato dopo che si è aggiudicato un appalto non dovrebbe più sborsare soldi che non rientrano nei contratti se non per cause da ritenersi veramente eccezionali.

  12. Assolutamente d’accordo: il problema non è per nulla irrisolvibile, soprattutto perchè nel mondo ci sono già persone, ditte ed enti che questo problema l’hanno risolto da tempo!
    Chi ancora non l’ha risolto o è incapace (e va sostituito) o non ha interesse a risolverlo…

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