Molto spesso si sente parlare di questi personaggi alquanto misteriosi e dotati di un alone di imprescindibile evanescenza e altrettanto spesso vengono definiti criminali, gente pericolosa, pirati informatici etc…

Ma chi è veramente un Hacker?

Questo post è rivolto a tutti quelli che se lo sono sempre domandati ma che non hanno mai avuto una vera e propria risposta, è rivolto a tutti quelli che non hanno mai approfondito il discorso, a tutti quelli che credono ai giornali e alle TV che dipingono gli Hacker come criminali che sottraggono denaro da banche online o che si impadroniscono di potenti server di grandi aziende o enti militari.

Un hacker non è niente di tutto questo!

Un Hacker non ruba, un Hacker non si introduce in altri sistemi per sottrarre informazioni o ricavarne un guadagno personale.
Quelli che fanno “danno” sono i Cracker i Lamer o gli ScriptKiddie che data la loro ignoranza manifesta si vantano di sapere quando in realtà non sanno assolutamente un tubo e creano solo fastidi e danni.

Un Hacker sa’ e sfrutta il suo sapere per risolvere creativamente gli ostacoli che si frappongono tra lui e il suo obbiettivo senza creare danno alcuno e questo non solo nell’informatica o nel mondo della tecnologia ma in ogni aspetto della propria vita.

Il termine hacker nacque 50 anni fa al MIT (Massachussets Institute of Technology) dove alcuni studenti si divertivano a sperimentare e a “giocare” con un piccolo sistema ferroviario elettrico migliorandolo costantemente. Il termine si è costantemente evoluto nell’immaginario collettivoo cambiando regolarmente significato di pari passo con l’evoluzione tecnologica.

Ha assunto così il significato di “qualcuno che si ingegna per migliorare, ottimizzare, aggirare qualcosa” nei primi anni 60 - 70 dove il progresso tecnologico era ancora libero e condivisibile con chiunque.
Si è elevato ad “elite” dalla seconda metà dei 70′ dove rappresentava un qualcuno che scriveva codice solo per il gusto di farlo; quasi come un artista, un personaggio degno di rispetto per i suoi colleghi programmatori.
Negli anni 80′ l’hacker assume ancora di più un immagine vaga ed elitaria al tempo stesso diventando qualcosa di “raro”. Potersi definire Hacker era un lusso di pochi poiché il vero hacker doveva per forza di cose riconoscersi in una cultura e in delle tradizioni di base oltre che avere un’abilità straordinaria nella programmazione.
Con l’avvento di ARPANET e poi di Internet molti programmatori entrarono in contatto con alcuni grandi Hacker dai quali impararono la “filosofia hacker”, tuttavia non ereditarono quel senso dell’ordine proprio di questi ultimi e fu così che cominciarono i primi guai: alcuni di questi cominciarono ad utilizzare le proprie conoscenze per compiere azioni poco ortodosse quali accedere illegalmente a sistemi informatici protetti etc… Fu da questo momento (seconda metà 80, primi 90) che, amplificato dai media il termine Hacker assunse agli occhi del mondo una connotazione abbastanza negativa.
Fu da questo momento che i veri Hacker vollero distinguersi da questi personaggi definendoli “cracker” ossia qualcuno che rompe volontariamente un sistema di protezione o commette azioni illegali verso sistemi informatici.

Purtroppo oggi pochi sanno cosa sia un cracker; molti invece pensano di sapere cosa sia un hacker identificandolo erroneamente con uno di quegli “individui sospetti e poco raccomandabili”.
In realtà non è così; un hacker è una persona che rispetta il lavoro altrui si ingegna divertendosi per superare le limitazioni impostegli (spesso ingiustamente) in qualunque cosa che esso faccia.

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