Archivio per Dicembre 2007

Leggendo planet KDE mi sono imbattuto in questo interessante post che mostra alcuni effetti possibili con l’aiuto del toolkit grafico Qt che non mi stancherò mai di dirlo è il miglior toolkit grafico opensource sulla faccia della terra.

con poche righe di codice viene implementato il cosidetto “Effetto Mac”

L’effetto lo conoscete tutti ormai è molto di moda e viene applicato un po’ ovunque.

P.S. Tutto questo non lo vedrete in KDE 4 tranquilli

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Premetto che non voglio far polemica con nessuno ma esprimere semplicemente il mio punto di vista su due delle comunità più grandi e importanti nel panorama del software libero ovvero quelle di Gnome e di KDE. Aggiungo che non essendo direttamente coinvolto nello sviluppo di questi progetti non posso capire fino in fondo chi è dalla parte della ragione e chi del torto (nel caso che presenterò in questo articolo), mi permetto di dare un giudizio soltanto come utente e come appassionato di tecnologia e di software libero quindi spero che nessuno consideri quello che dico come una provocazione o altro.

E’ venuta alla luce in tempi abbastanza recenti una incompatibilità tra le applicazioni GTK+ e la system tray del futuro KDE 4.
Tutto è dovuto al fatto che apparentemente le applicazioni GTK+ non riescono a gestire correttamente le visuali ARGB, estremamente importanti per la futura piattaforma KDE in quanto su di esse si basano molti degli effetti grafici di Plasma come trasparenze, animazioni etc…

L’11 gennaio verrà rilasciata la versione stabile di KDE 4 e dovrà in un modo o nell’altro ovviare a questo problema. Le alternative sono 2, continuare sulla strada che si è scelto di percorrere (ottima a mio avviso) e “ignorare” questo bug causando qualche problema con le applicazioni GTK+ oppure riscrivere parte del codice di plasma castrando però alcune delle features più interessanti e visibili ad occhio nudo di KDE 4. Nel primo caso si spera in un rilascio di una patch o di qualsiasi altra cosa da parte del team GTK+ in tempi brevi, nel secondo caso… beh speriamo che non succeda, lascerebbe delusi molti, me compreso.
Queste le parole di A. Seigo

so now i’m conflicted.

do i release plasma in all its shining glory and show the toolkits to be buggy when it comes to handling argb visuals?

or do i retreat, like probably every other serious app that may have gone before me, and make plasma look less hot (excuse the pun ;) but work properly?

Nel frattempo lo stesso Seigo (presidente di KDE) ha comunicato tramite bugzilla questo problema sperando di ricevere una risposta sensata. In parte lo è stato, tuttavia non so’ perché ma mi sembra sempre di notare una certa sufficienza (anche in questo caso)nelle risposte date da parte del team di Gnome/Gtk nei confronti dei bug reports o dei feature request provenienti da persone estranee alla loro cerchia.

In sostanza non mi aspetto che questo bug o feature che dir si voglia venga corretto o implementato nel prossimo futuro da parte degli sviluppatori GTK. Probabilmente mi sbaglierò, forse neanche di troppo, ma la comunità Gnomesca mi è sempre sembrata abbastanza riluttante verso grandi progressi tecnologici, preferiscono piccoli passi e a volte si perdono in diatribe assurde tipo quale deve essere il posizionamento corretto del pulsante “OK” oppure il colore di sfondo di una icona, insomma cose davvero di poco conto. Poi invece lasciano indietro cose importanti come questa: la compatibilità delle loro applicazioni con gli altri DE.

Ciò non toglie che il lavoro che svolgono sia egregio altrimenti non mi sarei mai deciso di passare da KDE a Gnome.
E’ anche vero che questa “lentezza” può essere vista come una sorta di accuratezza, di ricerca della perfezione che forse i ragazzi di KDE hanno di meno.
Insomma KDE preferisce i grandi salti generazionali, Gnome i piccoli aggiornamenti incrementali. Non mi è dato sapere quale sia la soluzione migliore ma sinceramente mi piacerebbe vedere un po’ più di collaborazione tra i due ambienti; questa volta si dovrebbero adattare gli Gnomi, in futuro magari saranno i Kdeiani a dover fare lo stesso. E’ inutile giocare a scaricabarile perdendo di vista i veri obbiettivi. Sarebbe meglio che tutti si dirigessero verso un obbiettivo comune, ovvero il progresso tecnologico e per come la penso io la scelta di KDE di adottare pienamente il supporto alle visuali ARGB è la strada giusta.

Nessuno dei toolkit odierni le supporta pienamente, anche le Qt soffrono di qualche piccolo problema e non sono da meno i driver Nvidia (da notare che la stessa Nvidia ha rilasciato una patch per i propri driver in tempi record!) ma se nessuno si decide a percorrere una strada nuova il progresso non c’è.

Sono fiducioso che tutto si sistemerà nel migliore dei modi ;)

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Molti di voi conosceranno sicuramente le icone Oxygen, il futuro set di icone implementato in KDE4.
Si tratta di un set particolarmente bello secondo i miei gusti… ebbene sappiate che qualcuno ha pensato di fare un porting di queste icone su Gnome.

Era stato richiesto espressamente dagli sviluppatori di KDE di non cercare di adattare queste icone ad altri scopi almeno non prima del rilascio ufficiale del set completo tuttavia…insomma la curiosità e la voglia di sperimentare questo set hanno portato lo stesso “signor qualcuno” a creare un set completo di ben 26 Mb di icone per Gnome.

Installarlo è semplicissimo basta aggiungere questo repository al vostro /etc/apt/sources.list

deb http://download.tuxfamily.org/oxygenrefit/OxyRepo/ nebula main

successivamente da terminale dare i comandi

~$ sudo apt-get
~$ sudo apt-get install nanolx-key gnome-icon-theme-oxygen-refit

Il vostro set di icone è adesso installato, per utilizzarlo non dovete far altro che selezionarlo da Sistema –> Preferenze –> Aspetto. Eccovi una anteprima :P

Gnome Oxygen

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Un’ iniziativa degna di lode ma purtroppo con poche possibilità di riuscita è quella di NoKappa che ci tiene a farci sapere che scrivere in italiano corretto non è così difficile come sembra.
Pubblicando un banner come quello che ho io nella sidebar si ottiene la partecipazione e l’affiliazione… niente di che.

Probabilmente la mia repulsione per le K i cmq i xké i tv1kdbxs mi hanno convinto… fatelo anche voi non siate dei bimbiminkia, distinguetevi da gente che scrive in geroglifico arabo misto a ugrofinnico stilizzato.

σggι è ιℓ мισ ¢σмρℓєαηησ
gяαzιє α тυттι qυєℓℓι ¢нє ѕι ѕσησ яι¢σя∂αтι ∂ι qυєѕтα νє¢¢нιєттα…

distinguetevi da gente che offende l’italiano e chiunque si reputi più intelligente di un primate

Plauto dice:nlla vita è cm qnd tu gioki a dadi: se il punto ke + ti occorre nn è uscito al primo getto, qll ke il caso ha fatto uscire devi correggerlo da te,cn la tua abilità. Ecco 1 similitudine analoga: nella vita è cm nel gioco degli skakki: in entrambi i casi facciamo, è vero, 1 piano, ma esso rimane assolutamente cndizionato da ciò ke avranno voglia d fare l’avversario negli scacchi e nella vita il destino.Le modifikazioni ke ne derivano sn x lo + talmente significative ke in fase di realizzazione il nstr piano sarà appena riconoscibile in alcune linee fondamentali.

Se pensate che non sia possibile scrivere qualcosa del genere neanche impegnandosi… beh provate a farvi un giro per gli spaces di msn, luogo di perdizione infestato da bimbiminkia di ogni genere e specie, ne vedrete delle belle!

Buio!

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Esistono molti metodi per installare Ubuntu sul proprio computer, io cercherò di spiegare per chi è alle prime armi e si affaccia al mondo del pinguino per la prima volta i 3 metodi che ritengo più semplici.

  1. Live CD + installer grafico
  2. Alternate CD + installer standard
  3. Wubi, installare Ubuntu da Windows

PREMESSE:

Ricordatevi che il sistema ha bisogno di diverso spazio per installarsi, io consiglio almeno una quindicina di GB liberi sul vostro hard disk per cui se non li avete procurateveli e assicuratevi di aver fatto una deframmentazione del disco prima di iniziare.

INSTALLAZIONE:

1) Live-CD:
Scaricate da Windows il Live-CD tramite download diretto oppure tramite bittorrent. Masterizzate l’immagine iso col vostro software di masterizzazione (e.g. Nero) e riavviate il vostro sistema.
Molto probabilmente il sistema si avvierà automaticamente da CD e comincerà a caricare il sistema operativo. Nel caso che questo non dovesse accadere dovete entrare nel Bios premendo il tasto “Canc” subito dopo l’accensione della macchina e modificare la “boot priority” impostando il vostro lettore CD/DVD come prima periferica dalla quale tentare il boot; salvate la nuova configurazione ed uscite dal Bios.
Il sistema si riavvierà e il LIVE CD si caricherà automaticamente, premete F2 e scegliete la lingua italiana, poi cliccate su “Start or install Ubuntu” e lasciate che il sistema si avvii automaticamente.

Al termine del caricamento del sistema vi troverete di fronte al desktop di Ubuntu funzionante da CD, niente è ancora installato sul vostro sistema, tutto risiede nella vostra memoria RAM. Per avviare l’installazione dovete cliccare sull’icona Install presente sul desktop.

Desktop

L’installer grafico si avvierà e vi guiderà nei pochi semplici passi che dovete compiere per portare a termine l’operazione:

  • Selezionare la lingua
  • Selezionare il fuso orario
  • Selezionare la mappatura della tastiera
  • Selezionare il metodo di partizionamento (Guidato ridimensionando la partizione secondo il vostro spazio su disco)
  • Importare dati dalla vostra postazione Windows
  • Inserire le proprie informazioni personali
  • Avviare l’installazione del sistema

Al termine dell’installazione il sistema vi chiederà se volete riavviare il computer oppure continuare ad utilizzare il Live CD. Scegliete di riavviare il computer e Benvenuti nel mondo di Ubuntu!
Per rendere l’installazione completamente in italiano una volta avviato il sistema dovete cliccare su system, administration, language support e scegliere la lingua italiana come predefinita.

2) Alternate CD:
Scaricate da Windows l’Alternate CD tramite download diretto oppure tramite bittorrent; masterizzate l’immagine iso e riavviate il sistema.
Come per il live CD aspettate che l’alternate CD si avvii automaticamente e nel caso non succedesse seguite la stessa procedura che ho indicato per il live CD.
Appena caricato l’alternate CD premete F2 e selezionate la lingua italiana poi selezionate “Installa in modalità testo” e cominciate l’installazione del sistema.

La prima cosa che vi chiederà sarà la configurazione della rete. Se la rete viene rilevata automaticamente e configurata correttamente proseguite, in ogni altro caso lasciatela non configurata e proseguite ai passi successivi scegliendo “Non configurare la rete in questo momento”.
Come secondo passaggio dovete scegliere il nome del vostro computer poi proseguite per il partizionamento del disco.
Se volete utilizzare tutto il disco o siete in possesso di più dischi dei quali uno lo volete destinare interamente ad Ubuntu selezionate il disco e successivamente “Cancellare l’intero disco e usare LVM”.
In tutti gli altri casi dovete modificare manualmente la tabella delle partizioni che è più complicato.
Per prima cosa dovete individuare il disco su cui volete installare ubuntu poi dovete ridimensionare la partizione (eventualmente di windows) lasciando abbastanza spazio per l’installazione di Ubuntu.
Una volta ridimensionata la partizione di Windows procedete alla creazione di 3 partizioni:

  • Primaria, EXT3, punto di montaggio /, dimensione 20% del totale, flag avviabile
  • Primaria, EXT3, punto di montaggio /home, dimesione 70% del totale
  • Logica, swap, dimensione 10% del totale

Per finire terminate le modifiche al vostro disco e proseguite.
Impostate l’orologio su UTC; scegliete un nome utente e una password per il vostro account proseguite saltando la configurazione degli eventuali proxy e scegliete la risoluzione del vostro monitor.
Al termine di queste operazioni inizierà l’installazione vera e propria del sistema per cui non vi resta che aspettare. Non appena il sistema sarà installato vi sarà chiesto di riavviare.

Benvenuti in Ubuntu!

3) Wubi:
Il terzo metodo è forse quello più giovane, infatti il progetto Wubi (Windows Ubuntu Installer) è ancora in fase beta ma funziona perfettamente.
Che cosa fa Wubi? In parole povere crea un disco virtuale all’interno del file system di Windows, un file system virtualizzato che viene riconosciuto come reale da Ubuntu e sul quale viene effettuata l’installazione. In questo modo evitate di effettuare il partizionamento e i rischi che questo comporta; un altro vantaggio è la possibilità di usare direttamente il bootloader di Windows per far avviare Ubuntu senza la necessità di installare Grub nel Master Boot Record.

Ma ora iniziamo. Scaricate da Windows il software Wubi da sourceforge.net ed eseguitelo. Vi saranno richieste alcune informazioni come la lingua, il sistema (Ubuntu, Kubuntu, Xubuntu etc..) lo spazio che volete decicare ad Ubuntu etc. Scegliete quelle che più vi aggradano e proseguite con l’installazione.

Wubi

Il sistema scaricherà la versione che corrisponde alle nostre esigenze automaticamente. Al termine riavviate Windows e quando compare il bootloader scegliete Ubuntu e completate l’installazione del sistema. Una volta completata l’installazione riavviate ancora una volta e scegliete nuovamente Ubuntu.

Benvenuti ancora una volta nel mondo di Ubuntu!

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Sembra che Adobe cominci ad interessarsi di più al mondo del pinguino, è infatti stata rilasciata oggi una nuova versione dell’indispensabile Adobe Flash Player in versione 9.0.115.0 che introduce bugfixes e miglioramenti notevoli tra i quali il supporto ai codec H.264 e AAC l’accellerazione della riproduzione di contenuti multimediali tramite OpenGL e il supporto a contenuti accellerati a schermo intero.

Il software non è ancora stato incluso nei repository di Ubuntu Hardy ma può comunque essere scaricato dal sito di adobe da questo indirizzo

Adobe inoltre con mia grande sorpresa ha rilasciato anche una versione aggiornata del suo lettore PDF Adobe Acrobat Reader per Linux.
La versione è la 8.8.1 ed è finalmente disponibile anche in italiano! la potete scaricare cliccando qui.
Se all’avvio del software eventualmente vi chiedesse di una libreria (libgtkembedmoz) sappiate che questa si trova nel pacchetto “libxul0d” per cui per installarla vi basterà dare un bel

~$ sudo apt-get install libxul0d

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Molti blog 10000 visite le fanno in un giorno, alcuni addirittura in poche ore!
Il mio è aperto da pochi mesi ed è appena giunto al fatidico traguardo dei 10000. Per questo motivo e anche per un’altro paio di motivi che non starò a raccontarvi stasera voglio festeggiare! Mi merito una bella bottiglia di Brunello accompagnata da una bella fiorentina al sangue seguita da un bagno rilassante con Marlboro e musica Jazz e per finire 12 ore di sonno rigorosamente ininterrotto!

Oggi non so’ perché ma mi sento proprio bene, ed un po’ è anche merito vostro!

Chi lo sa’ magari fra qualche migliaio di anni riuscirò ad avere lo stesso numero di visite che ha PollyCocacola :P

10000

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Non è passato molto tempo dal giorno in cui AMD/ATI ha deciso di voltare pagina migliorando pesantemente le prestazioni dei suoi driver su Linux e rilasciando le specifiche complete per alcuni dei suoi prodotti maggiormente in uso.
Tutto questo ha sicuramente giovato alla comunità del pinguino, infatti, seppur ancora in fase di sviluppo esistono, oltre agli fglrx due driver opensource per i possessori di schede AMD/ATI frutto delle specifiche rilasciate dall’azienda e dell’ottimo lavoro degli sviluppatori.

Ci si aspettava una risposta da Nvidia, che tuttavia stenta ancora ad arrivare.
Si, ma fino a un certo punto. E’ stato provato infatti dal solito Phoronix che i driver beta versione 169.04 oltre a migliorare le prestazioni in OpenGL migliorano drasticamente le prestazioni di Xrender. Notate bene che quando dico drasticamente dico qualcosa tipo il… uhm non lo sò il 100.000% ??

Xrender1
Xrender2
Xrender3
Xrender4
Xrender5

Alcuni potranno pensare che Xrender non sia una parte così importante e che siano importanti di più le prestazioni pure in OpenGL.

Non è così! Xrender è una parte fondamentale del nostro server grafico infatti si occupa del disegno delle figure geometriche sul vostro desktop, dell’ alpha blending, dell’antialiasing dei font e di tante altre piccole cose fondamentali!

Speriamo che escano in versione stabile prima di natale. Ottimo lavoro Nvidia!

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Uno degli argomenti più discussi nel mondo del software opensource è sicuramente l’accesissima diatriba tra quale sia il miglior software di “Desktop-searching” . Questi programmi permettono tramite una semplice interfaccia grafica di ricercare velocemente e semplicemente i files all’interno del proprio computer non solo tramite il nome ma anche attraverso il loro contenuto o i loro “metadata”. Tutti i sistemi operativi moderni possiedono qualcosa del genere e non solo, esistono anche software di terze parti che si occupano di questa funzione. Ad esempio Google Desktop.

Se usate un Mac il software preincluso nel sistema operativo per l’indicizzazione dei files si chiama Spotlight, se usate $Vista invece si chiama… uhm non sò come si chiami ma sò che c’è :P
Su Linux invece, per fortuna o per sfortuna, ce ne sono molti, forse troppi. I più famosi e utilizzati al momento sono sicuramente Tracker, Strigi e Beagle ma ne esistono molti altri.

Tutti e tre hanno sicuramente dei pregi e dei difetti ma sono si può dire in una fase ancora di maturazione, ovvero non riescono a competere direttamente con gli avversari degli altri OS a codice chiuso. Strigi è ancora molto immaturo su Kde3/4 e soffre di alcuni gravi bugs, tuttavia è un progetto che promette davvero bene, le sue prestazioni e la sua flessibilità sono molto promettenti; Tracker è incluso di default come motore di indexing in diverse distribuzioni basate su Gnome tra cui Ubuntu, è uno strumento molto semplice ed efficace ma ancora un po’ carente in quanto a features.

La terza alternativa si chiama Beagle, è un progetto basato su Mono e questo ha suscitato opinioni molto contrastanti all’interno del mondo opensource. E’ tuttavia innegabile che come caratteristiche e funzionalità di ricerca sia un gradino sopra agli altri due.
Ieri è stata rilasciata la versione 0.3 che amplia ancora di più questo divario di funzionalità coi diretti concorrenti.

Il changelog completo potete trovarlo a questo indirizzo

Queste le caratteristiche che reputo più interessanti nella nuova versione:

  • Miglioramenti prestazionali nell’indicizzazione e nella ricerca
  • Riscritti e migliorati i backend per Firefox, Ephiphany, Thunderbird, Nautilus
  • Ricerche in rete locale
  • Web interface
  • Nuovo backend per Opera, Kmail, Evolution Notes
  • Minor consumo di memoria
  • Una quantità enorme di bug fixati

Insomma, si può discutere sull’eticità dell’utilizzo di Mono come linguaggio di programmazione, si può discutere dell’eccessivo utilizzo di memoria e delle prestazioni più scadenti come velocità di indicizzazione etc… ma sicuramente è al giorno d’oggi il software di Desktop-searching opensource più potente e flessibile per Linux.
Un vero cane da tartufi :)

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