Oggi vi riporto un’ articolo scritto dal mio amico “Bedin” sull’annosa questione Alitalia.

Già il cda di Alitalia aveva considerato migliore l’offerta dei francesi di AirFrance che prevede un piano di ristrutturazione aziendale serio che parte dalla revisione del personale ( 20000 dipendenti di Alitalia si astengono dal lavoro per 200 giorni l’anno sommando ferie e malattia, ditemi voi in quale altra azienda è possibile che uno lavori praticamente un giorno su 3, se si contano anche i giorni festivi!?),dalla revisione delle infrastrutture e delle politiche di bilancio.

AirOne (italiana) dal canto suo da sicuramente più garanzie a sindacati e enti locali (su posti di lavoro e mantenimento della centralità di malpensa) perchè si propone di cambiare poco o niente nel funzionamento di Alitalia, tale possibilità viene data dal fatto che AirOne assumerebbe con l’acquisto di Alitalia una posizione di monopolio di fatto in molti tipi di volo che gli permetterebbe di scaricare una gestione finanziaria dissennata (come quella di Alitalia fino ad oggi) sulle tariffe e sui servizi offerti agli utenti, con buona pace dei consumatori.

Facendo un passo indietro occorre ricordare che la necessità di una privatizzazione emerge dalle enormi inefficienze di alitalia pagate oltre che dai clienti con le tariffe anche dallo stato che solamente negli ultimi 10 anni ad ogni legge finanziaria a dovuto versare tra i 300 e i 500 milioni di euro che bastano soltanto per riportare i deficit di bilancio dell’impresa sotto controllo nemmeno per azzerarli.

In questo caso si può dire che le ragioni dell’efficienza del mercato e della concorrenza (come detto sopra la vendita ad AirOne avrebbe creato un quasi monopolio privato) abbiano guidato Prodi e Padoa-Schioppa nella scelta più della necessità di mantenere l’italianità della compagnia di bandiera, sentita da orientamenti politici trasversali come ad esempio sinistra radicale, Alleanza Nazionale, Lega Nord, anche se tali soggetti avrebbero proprio voluto il mantenimento in vita di Alitalia cosi com’era.

Viste le polemiche suscitate dalla decisione del governo, accusato di svendere il patrimonio dello stato al dominio straniero, spontanea mi viene una provocazione; meglio un’azienda controllata da una società straniera (siamo nella UE) che offre servizi efficienti e tariffe accettabili, i cui dipendenti non ti rubano gli oggetti dalle valigie perchè sennò vengono licenziati (mentre gli scandali di malpensa hanno finora comportato una sospensione e poi un reintegro nel personale quasi immediato, visto che un licenziamento, trattandosi di lavoro di fatto pubblico, sarebbe stato annullato dal tribunale del lavoro) e dove non ci sono scioperi a oltranza che violano qualsiasi legge sullo sciopero facendo aspettare i clienti anche 24 ore per un volo che avevano prenotato mesi prima, oppure è meglio un azienda italiana, che offre servizi indecenti, insicuri per via di scioperi e ferie di massa improvvise, in cui nessuno ha la responsabilità di niente e nessuno paga, tranne i consumatori che si devono accollare tariffe anche raddoppiate rispetto alle compagnie straniere?

a voi il giuduzio

Offerte Alitalia

Adesso vi espongo il mio pensiero.

Tutti sanno che io odio profondamente tutto quello che ha qualsiasi cosa di francese e, il fatto di dover regalare la compagnia di bandiera a quelle “galline” non mi piace per niente, tanto più che verrebbe tagliato fuori l’aeroporto di Malpensa ma di questo parlerò dopo.

Tralasciando i sentimenti e le opinioni personali mie nei confronti dei transalpini potrei dire che la loro offerta sembra migliore di quella di AirOne in base al grafico che ho inserito sopra, tuttavia la provocazione di “Bedin” sul fatto che saremo solo noi a giovarne, e che avremo tariffe più basse e meno disagi è vero solo in parte. Innanzitutto non si può mai fare una previsione certa di questo tipo quando si tratta di modificare completamente l’assetto di una azienda; sicuramente all’inizio ci saranno alcuni disagi dovuti al cambiamento e non è detto che il miglioramento sarà così netto.
E’ anche vero che il lavoro (poco e di scarsa qualità) degli impiegati statali della Alitalia verrà sostituito in grandissima parte da un lavoro e da processi molto più efficienti per il semplice fatto che adesso “Chi sbaglia paga!” (di tasca sua, non nostra).

Solo questo fatto sarebbe un enorme passo avanti per noi consumatori.

Però c’è un però… ed è forse il però più grande che ci possa essere. Che fine fa’ l’aeroporto di Malpensa?

Secondo il piano industriale di Airfrance-KLM questo verrà praticamente cancellato dalle loro rotte di volo internazionali.
Perché? Perché per il nord e centro europa Airfrance-KLM ha gia i suoi aereoporti (Hub) internazionali e con Fiumicino adesso ne avrebbe uno centrale anche per L’Italia e il sud.

Forse nessuno si è reso conto della gravità di tutto questo. L’Italia non può perdere il suo aeroporto più grande e con più traffico. Non si può permettere di perdere l’hub che porta più ricchezza di qualunque altro al Nord. Forse ci siamo dimenticati che è al Nord che gran parte delle ricchezze italiane vengono prodotte e che senza un aeroporto del calibro di Malpensa verrebbe penalizzato non solo questo ma tutta l’Italia.
Già i lavori sulla TAV “procedono??” a rilento creando un forte danno economico a tutto il paese, adesso si taglia pure l’aeroporto dal quale vengono effettuati la maggior parte dei voli internazionali aziendali e imprenditoriali.
Come può pensare un imprenditore di mantenere una azienda competitiva in Europa se non ci sono infrastutture come aeroporti e ferrovie che permettono il trasporto di merci e persone in modo veloce? Come si può pensare di partire da Milano e dover fare 600 Km di strada per andare a Roma a prendere un aereo per andare a Francoforte o a Londra?

Sicuramente Malpensa sopravviverà in qualche modo per il semplice fatto che l’Italia non può farne a meno. Verranno create delle cordate di investitori che terranno in piedi l’aeroporto e si spera che altre compagnie ne facciano la propria base, tuttavia, è una decisione ridicola quella di eliminare Malpensa dai voli della compagnia che, in Italia, ne detiene il maggior numero.

Vorrei tanto vedere Marchionne all’Alitalia adesso eheheh
Magari dopo la Fiat riesce a ritirare su anche questa :P

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Una Risposta a “De Alitalia”
  1. I tempi della politica italiana (perché all’estero non è così, vedi Singapore Airlines) – che ha sempre gestito Alitalia – sono troppo lunghi per quelli del mercato. L’obiettivo di redditività oggi si scontra con quello di avere un ammortizzatore sociale ed occupazionale come Alitalia.

    Quindi, Air France vuole Alitalia? Bene. Esuberi? Ce ne saranno, per forza. Troppi? Meno dei 20.000 a cui si andrebbe incontro rifiutando o facendo miseramente cadere l’offerta. E meno di quelli previsti dal Piano Cimoli del 2003 (3000 esuberi). Alitalia rischia di diventare un “ala” low-cost di AirFrance? Tempo fa, 16 anni fa, c’era tempo di evitarlo e di far decollare l′azienda. Oggi non più. Per essere salvata, Alitalia deve poter essere flessibile anche a questo. Alitalia deve essere italiana? C’è ancora spazio per questi ragionamenti di fronte all’economia globale? La Buitoni è Svizzera (Nestlè)! No, non c’è spazio…e nemmeno molto tempo.
    L’Ideario

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